Sicurezza, conti e lavori pubblici: la politica si divide su Lagalla

Sicurezza, conti e lavori pubblici: la politica si divide su Lagalla

Le reazioni alla nostra intervista al sindaco

PALERMO – C’è chi lo elogia, esortandolo ad andare avanti, e chi di questi tre anni salva poco o nulla. L’intervista di LiveSicilia al sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, divide la politica cittadina.

Una lunga chiacchierata fatta col nostro direttore, Roberto Puglisi, per provare a rispondere ai fischi del Festino e a risalire la china. Tanti i temi trattati: dai conti alla sicurezza, passando per il cambiamento della città.

Verdi: “Sindaco fuori contesto”

Un’uscita che non è piaciuta alle opposizioni, specie a chi, nella gestione precedente, aveva ruoli di primo piano. Fabio Giambrone, coordinatore regionale di Europa Verde, è stato il vice di Leoluca Orlando e rigetta al mittente ogni addebito.

Lagalla si conferma fuori contesto – dice a LiveSicilia – e alcune narrazioni vanno smentite: i bilanci sono tornati a posto grazie al patto con lo Stato che ha sbloccato tutte le manovre successive. E noi abbiamo dovuto affrontare la pandemia, non so in quanti ci sarebbero riusciti”.

L’ex senatore non fa sconti: “Vedo un sindaco in grande difficoltà rispetto a una città che chiede cambiamenti radicali, a causa di una maggioranza litigiosa e di una squadra di governo politicamente modesta. In Aula non viene da mesi e il tema della sicurezza in passato non c’era, la verità è che questa amministrazione è politicamente e culturalmente inadeguata, non governano la città”.

Lpp: “Avanti così”

Tra i sostenitori del sindaco c’è Dario Chinnici e anche qui il copione può sembrare scontato, visto che ne è il capogruppo. Anche se il giudizio si sofferma sul punto di partenza.

“Ho l’impressione che tanti dimentichino com’era Palermo nel 2022 – spiega -. Io ricordo i bilanci non approvati, le strade non rifatte, il cimitero dei Rotoli che era una vergogna nazionale, le file di notte per rinnovare la carta d’identità. O ancora le code interminabili in viale Regione Siciliana o il tappo di via Roma, con migliaia di automobilisti imbottigliati”.

“Il sindaco si è gettato a capofitto tra le carte per cercare soluzioni e forse l’unica colpa che ha avuto è stata di pensare troppo a questo e poco alla comunicazione – continua Chinnici -. Oggi finalmente si rifanno le strade, si concludono i cantieri nei tempi previsti, si possono seppellire i propri cari in tempi dignitosi, si parla di stabilizzazioni e assunzioni, si rinnovano i contratti con le partecipate. Tutto è perfettibile e migliorabile ma finalmente possiamo pensare al domani, a progettare, a investire. Una cosa impensabile solo tre anni fa”.

Pd: “In difficoltà”

“Una cartina tornasole della grande difficoltà che sta vivendo il sindaco, ascoltiamo ormai un disco rotto”, attacca la dem Mariangela Di Gangi. “I risultati di cui si è ventato sono gli stessi da mesi, non c’è nulla di nuovo – continua -. Siamo ancora ai cimiteri, al bilancio e alle strade asfaltate che potevano andare bene un anno fa, ma oggi vorremmo sapere dell’altro. Siamo una città in cammino? Nessuno ci ha detto però dove stiamo andando”.

“Le opposizioni non vanno attaccate ma ringraziate – aggiunge – perché hanno avuto un atteggiamento responsabile nei confronti della città: ricordo i tempi contingentati, le forzature, i numeri ballerini della maggioranza. E i conti sono stati messi in ordine solo grazie a una legge nazionale, altrimenti saremmo ancora al punto di partenza. I servizi sono a singhiozzo e manca una regia sui fondi comunitari, se il sindaco vuole tirare in ballo la vecchia amministrazione dovrebbe anzitutto ringraziarla per quanto fatto sul sociale e di cui oggi vediamo i frutti”.

Fdi: “Piena fiducia”

“Fratelli d’Italia, durante il Festino, ha preso le difese del sindaco al quale va la nostra piena fiducia – dice l’europarlamentare meloniano Giuseppe Milazzo -. Palermo oggi ha una certezza, ossia che Lagalla è una persona perbene e non c’è alcun rischio di incursioni malavitose all’interno dell’amministrazione”.

Poi si passa a una stoccata alle opposizioni. “Se fosse stato per il lavoro svolto nel passato da alcune delle attuali minoranze, ci troveremmo con tasse più alte e stipendi ridotti per tutti i lavoratori per vent’anni, a causa dei disastri ereditati – spiega – Li abbiamo liberati, alleggerendo il piano di riequilibrio, e sfido tutti a dimostrare quali risultati positivi ci ha lasciato chi c’è stato prima di noi, me li ricordo i bambini al freddo nelle aule o le strade rotte. Oggi, con gli accordi quadro finanziati, viviamo per fortuna un’altra realtà”.

M5s: “Manca la maggioranza”

“Non abbiamo capito se Lagalla ha ancora una maggioranza, visto che litiga su tutto bloccando i lavori in consiglio – dice Antonino Randazzo del M5s – ma il problema è l’approccio politico di questa amministrazione, con una totale mancanza di programmazione. Si risponde solo ai desiderata del singolo partito o consigliere, trattando le partecipate come bancomat”.

“Lo scontro tra i presidenti di circoscrizione e i consiglieri di maggioranza è emblematico – continua -. La politica si muove su piccoli interventi e alimenta un micro-consenso legato al cittadino che chiama perché vuole potato l’albero sotto casa o riparato il lampione. Un metodo clientelare che non consente alla città di uscire dal vortice di degrado in cui è piombata e il sindaco non ha il coraggio di affrontare il problema“.

Dc: “Fischi ingiusti”

I fischi sono stati ingiusti perché si sta facendo veramente tanto ma, purtroppo, non basta affrontare le emergenze, bisogna anche raccontare i risultati – dice Domenico Bonanno della Dc -. Palermo era sull’orlo del baratro, oggi non sono non è fallita ma è capace di programmare e realizzare. Il sindaco deve andare avanti, noi continueremo a sostenerlo”.

“Bilanci rimessi a posto, fine dell’emergenza cimiteri, strade che tornano a essere asfaltate, full time per i dipendenti comunali, una differenziata che si va diffondendo sempre di più – conclude -. Sicuramente abbiamo commesso errori, potevamo fare di più e meglio. Stiamo lavorando per migliorarci. Sulla sicurezza serve l’aiuto dello Stato: più forze dell’ordine e l’esercito nei luoghi sensibili, oltre a un forte intervento congiunto su scuola e famiglia. La repressione non basta”.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI