Sindacati e manovra bis: | "Non massacrare i dipendenti" - Live Sicilia

Sindacati e manovra bis: | “Non massacrare i dipendenti”

La protesta dei sindacati: "Si rinuncia ad aggredire i veri sprechi colpendo soltanto il già ridotto potere d’acquisto delle retribuzioni dei pubblici dipendenti”.

Il comunicato
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PALERMO- “Il governo regionale si appresta a varare una manovra bis che mette in discussione i contratti collettivi di tutti gli enti e le società della Regione, oltre che tagliare di oltre il 30% ed in alcuni casi fino al 50% i trasferimenti nei confronti degli stessi con pesanti ricadute sugli stipendi dei lavoratori che verrebbero ridotti proporzionalmente. Priorità è riorganizzare non massacrare i dipendenti”, così Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl commentano tali provvedimenti, puntando l’indice “sulle solite logiche da taglio lineare, che non affrontano i nodi ed i veri mali della cattiva burocrazia: le troppe norme, le procedure farraginose, la cattiva organizzazione del lavoro. Si rinuncia ad aggredire i veri sprechi colpendo soltanto il già ridotto potere d’acquisto delle retribuzioni dei pubblici dipendenti”.

“Tutti i lavoratori pubblici degli Enti coinvolti dalle previsioni degli artt. 15 e 16 e dai tagli ai finanziamenti garantiscono quotidianamente fondamentali servizi pubblici territoriali. Ma l’azione nefasta del governo regionale nei confronti del pubblico impiego siciliano rischia di aprire scenari simili alla Grecia! In tal senso, vanno interpretati anche l’ipotesi di rinegoziazione contrattuale in alcuni ATO e dei contratti di solidarietà nel 118.”

“Tutto in un contesto – aggiungono Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl – di generale difficoltà, con bilanci sempre più in affanno. Serve urgentemente una riforma che tenga insieme la riorganizzazione dei servizi con politiche per il personale coerenti e non vessatorie. Il punto – continua la nota congiunta – è sgombrare il campo dalle inefficienze, dagli sprechi, dalle consulenze inutili, dagli organici sbilanciati e dal labirinto di leggi complicate e procedimenti ottocenteschi. Il Paese chiede servizi pubblici veloci, innovativi, di qualità”.

“Diciamo no ad uno scenario di sostanziale impoverimento del pubblico dipendente e complessivamente del ceto medio che vuole propinarci il governo regionale: da chi si è presentato come innovatore e rivoluzionario non ci aspettavamo gli esiti di una vera e propria macelleria sociale!”.

 


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