PALERMO – La Società interporti siciliani non chiuderà i battenti e la Regione continuerà a mantenere la sua forte presenza all’interno dell’azienda. Palazzo d’Orleans, che detiene quasi il 90% delle quote, da tempo rifletteva sulla opportunità di mantenere in vita la Sis e ora ha deciso. La partecipazione verrà mantenuta, con azioni di “razionalizzazione” della società, ma a patto che l’azienda cambi rotta sotto il profilo gestionale.
La decisione è messa nero su bianco nella delibera di Giunta che ha approvato il Piano di razionalizzazione delle partecipazioni pubbliche. Il documento è stato redatto dall’Ufficio speciale per la gestione e liquidazione delle società a partecipazione pubblica regionale, sotto il controllo dell’assessorato all’Economia guidato da Alessandro Dagnino.
All’interno del Piano c’è anche il destino delle altre Partecipate, come la Sas che per l’89% è nelle mani di Palazzo d’Orleans e che si occupa di diversi servizi negli uffici regionali. Il governo, in questo caso, ha già battezzato la società come “strategica” e oggi conferma l’intenzione di mantenere in piedi la società senza interventi correttivi.
Che cos’è e di cosa si occupa la Società interporti siciliani
Storia diversa per la Sis, costituita nel 1995 per la realizzazione delle infrastrutture interportuali in Sicilia e, in particolare, dell’interporto di Catania e dell’Interporto di Termini Imerese. L’originario modello costitutivo della società prevedeva la partnership di privati provenienti dalle associazioni di categoria degli industriali delle piccole e medie imprese, ma la storia ha traghettato la Sis nel pubblico. Il 10% è in mano ad Ast, altra Partecipata della Regione, e una piccola quota alla Camera di commercio del Sud-est Sicilia.
La nuova governance della Società interporti siciliani
Da marzo di quest’anno la Sis è in mano ad un nuovo amministratore unico, Michele Pivetti Gagliardi, avvocato cassazionista indicato da Fratelli d’Italia. Prima di lui Brigida Alaimo, che lasciò il posto a Gaetano Colletti per entrare nella giunta Lagalla a Palermo.

I problemi della Sis nella relazione della Regione
La relazione messa nero su bianco dagli uffici regionali non risparmia critiche alla gestione antecedente a quella di Pivetti Gagliardi. Il documento richiama alcune “inadempienze” dal parte della società rispetto agli obblighi di legge. Carenze che, secondo l’ufficio che si occupa delle Partecipate regionali, “non consentono” di effettuare un controllo sull’azienda che ha il suo quartier generale a Catania.
Criticità che, tuttavia, non sono state soltanto documentali ma bensì “strutturali – si legge – con riflessi diretti sulla capacità di programmazione e sul rispetto delle scadenze”. Nel luglio 2025 la Regione decise di non approvare il bilancio dell’anno precedente: il via libera arrivò soltanto a ottobre, a valle della predisposizione di un fascicolo “più completo” sullo stato della società.
Il bilancio 2024 ha chiuso comunque un risultato d’esercizio lievemente positivo, pari a undicimila euro, ma le carenze documentali evidenziate pesano sull’azienda. A partire da un Piano industriale trasmesso alla Regione nel novembre 2025 ma che “non risulta formalmente adottato”. Il documento, inoltre, non è stato accompagnato da una relazione né da un budget economico-finanziario articolato, come richiesto dalle norme.
“Rischio incoerenza previsionale” per la Società interporti siciliani
Tra le vulnerabilità indicate dalla Regione, anche “carenze nella dimostrabilità delle assunzioni a base dei ricavi prospettici”: in sostanza, la Sis viaggerebbe su previsioni basate essenzialmente su ipotesi soggettive, senza nessuna base documentale. Da qui il “rischio di incoerenza previsionale” che si aggiunge ad altri rischi: da quello amministrativo-contabile alle possibili “tensioni di liquidità”.
La Regione individua però nella nomina di Pivetti Gagliardi “un elemento di discontinuità gestionale”, che potrebbe “favorire il rafforzamento degli assetti organizzativi, amministrativi e di controllo” della Partecipata regionale. Per questo motivo si è deciso di dare più tempo alla nuova governance della Sis. La Regione, infatti, ritiene che il nuovo corso “possa contribuire al progressivo miglioramento gestionale e al conseguimento degli obiettivi strategici individuati per il 2026”.

Risale al mese giugno, inoltre, la firma del contratto di appalto per la realizzazione del sottopasso autostradale che collegherà l’interporto di Termini Imerese e la zona industriale al porto. L’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, e Pivetti Gagliardi hanno anche effettuato un sopralluogo a Termini Imerese.
Sei obiettivi per la nuova governance della Sis
Sei gli obiettivi che il socio Regione ha indicato alla Società interporti siciliani: contenimento dei costi; potenziamento e riqualificazione della struttura amministrativo-contabile; costituzione dell’Ufficio di controllo interno; adozione formale del Piano industriale con tutti i documenti di accompagnamento necessari; monitoraggio sull’andamento della società da trasmettere periodicamente alla Regione; rafforzamento del controllo sulle commesse della società. Se le condizioni della Regione non verranno seguite, l’ipotesi della messa in liquidazione della società tornerà in primo piano.

