PALERMO – L’anonimo napoletano si fa vivo ancora una volta, e stavolta fa finire in manette un sottufficiale dell’Esercito e la vicepresidente di un’associazione antiracket. Ieri, infatti, quella arrivata alla Questura di Palermo è stata l’ennesima telefonata da parte di un uomo dal forte accento campano: è l’ottava volta che l’uomo riesce a fare arrestare spacciatori. In questo caso sono due: si tratta di Giuseppe Bonvissuto, palermitano di 35 anni, incensurato e di Matronella Monaco, 45enne di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta, anche lei senza alcun precedente. Ad individuarli, stanotte, i poliziotti dell’Antidroga, che in seguito alla segnalazione dell’ormai affidabilissimo napoletano, hanno ispezionato il tratto autostradale Palermo-Messina, oltre a numerosi punti nevralgici della città tramite posti di blocco ed auto-civetta.
All’altezza dello svincolo di Villabate, infatti, gli agenti hanno rintracciato l’auto che, in ogni dettaglio, era stata descritta telefonicamente. Una volta fermato, il conducente della macchina si è immediatamente qualificato come caporal maggiore dell’Esercito, presentando anche la donna che era in auto con lui, la vicepresidente dell’associazione antiracket “Santa Maria per la Legalità”. I due, probabilmente, pensavano che qualificandosi avrebbero evitato il controllo, ma i poliziotti hanno ugualmente proceduto con la perquisizione. Vicino al telaio della macchina e all’interno dei pannelli laterali del mezzo sono così stati trovati ben quaranta chili di hashish, per una valore di almeno quattrocentomila euro. Per loro sono così scattate le manette con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
E così, è la nona volta che una segnalazione dell’anonimo napoletano si rivela veritiera: la prima sua prima telefonata in questura risale a metà giugno 2011, quando fornì le indicazioni per arrestare un corriere e sequestrare trenta chili di hashish; la seconda e la terza volta alla fine dello stesso mese, quando grazie alle sue informazioni furono fermati altri due trafficanti con al seguito rispettivamente un chilo di cocaina e sei chili di hashish; la quarta volta nel dicembre 2011, quando il napoletano permise di bloccare due spacciatori, trovati in possesso di quaranta chili di hashish; la quinta volta nel gennaio 2012, quando furono sequestrati cinquantaquattro chili di hashish.
La sesta volta, il campano chiamò nell’aprile del 2012, quando venne arrestato un corriere con un carico di ben due quintali di hashish. E ancora nel giugno del 2012 quando segnalò un trafficante romano con un altro mezzo quintale di hashish. prima della telefonata di ieri, quella dello scorso marzo, quando un altro corriere è stato bloccato con dieci chili di hashish.

