Stabile, sindacati contro il CdA |Rota: "Si portino le carte in Procura" - Live Sicilia

Stabile, sindacati contro il CdA |Rota: “Si portino le carte in Procura”

I rappresentanti di Cgi, Uil, Ugl lanciano dure accuse al presidente dimissionario e all'assessore regionale Barbagallo.

incontro a palazzo esa
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CATANIA – Era il teatro più amato da catanesi. Ma della gloria di un tempo rimane solo il ricordo. Il presente del teatro Stabile è totalmente in sfacelo. E’ una rapida discesa in cui tutto sembra andare a rotoli senza che si riesca a porre un freno. Nessun miglioramento, ma solo polemiche, sussurri, attacchi e dimissioni. Il tempo in cui tutti si puntano il dito l’uno contro l’altro è entrato nel vivo. Sullo sfondo, ci sono i silenzi divenuti quasi imbarazzanti. Non ultimo, le passerelle del caso che non mancano. Non sia mai. A farne le spese rimangono i lavoratori senza stipendio ormai da sei mesi. A tal proposito quest’oggi le segreterie confederali di Cgil, Uil e Ugl di Catania insieme a Slc, Uilcom e Ugl Spettacolo hanno indetto quest’oggi una conferenza stampa davanti al palazzo dell’Esa. Secondo le sigle, tutto è in mano alla Regione e ai soci che però, secondo loro, non starebbero intervenendo adeguatamente per risolvere il caso. Di recente sono arrivate le dimissioni del presidente del Cda Salvatore La Rosa. Una scelta criticata dalle sigle.

Giacomo Rota, segretario generale della Cgil, non ci gira intorno. “Il presidente del Cda, Salvatore La Rosa – dichiara Rota – prima di annunciare le sue dimissioni aveva il dovere morale di portare le carte in procura. Un atto di coraggio che spetta compiere ora ai soci dell’ente”. Le sigle invocano una maggiore assunzione di responsabilità da parte del Cda. “Il teatro è dei soci – spiega – La responsabilità è loro, dunque. Sono tenuti a intervenire a tutela del teatro e dei suoi lavoratori. Vogliamo chiarezza: se qualcuno ha operato non correttamente deve andare in galera. La procura della Repubblica è l’unica deputata a far luce sulla vicenda”. Una prima inchiesta per il reato di evasione fiscale sul teatro Stabile – scattata anni fa – è tornata di recente alla ribalta come svelato da LiveSicilia.

Rota prosegue chiedendo maggiori spiegazioni in merito alla relazione redatta dagli ispettori inviati dall’assessore al Turismo, Anthony Barbagallo. “Nessuno l’ha letta – tuona – Non sappiamo cosa dica. Rimane secretata nei cassetti della Regione siciliana. Ci pare assurdo. Come appare inverosimile che a margine delle accuse e delle dichiarazioni comparse sui giornali il sindaco Enzo Bianco e l’assessore Barbagallo non portino immediatamente questa relazione in Procura”. E aggiunge: “Temiamo questa vicenda dell’ispezione voluta dall’assessore sia stato solo un modo per prendere tempo. Con questo non voglio dire che l’assessore non abbia buona volontà, ma questa da sola non basta. In questi giorni abbiamo letto attacchi e dichiarazioni stucchevoli. Si è parlato di presunti accordi dei sindacati per sfasciare il teatro. Persino di accuse nei confronti dei lavoratori che negli ultimi anni hanno lavorato senza riserve. Tutto questo non funziona. Chiediamo il commissariamento del teatro intanto come unica soluzione”.

Tornando a La Rosa. ”E’ stata una meteora – continua Rota – aveva due obblighi: il primo di notificare la relazione al pubblico; secondo, anziché continuare a parlare di gravi errori commessi nel passato avrebbe dovuto invece prendere le carte e consegnarle alla magistratura. Cosa che non ha fatto. Con questo non vogliamo giudicarlo, ma di certo non ci è sembrato brillante”. A far eco alle dichiarazioni di Rota è il segretario generale Uil Catania, Fortunato Parisi. “Oggi le sigle sono qui proprio a sostegno dei lavoratori dello Stabile. Riteniamo sia il caso di fare chiarezza. Vorremmo essere convocati dal cda per avere contezza di quello che sta accadendo”.

Il bubbone era inizialmente scoppiato nell’aprile 2015. La goccia che fece traboccare il vaso fu la denuncia lanciata da due sindacalisti iscritti alla Cisl nel corso di un’audizione in consiglio comunale. I due lavoratori parlarono di una presunta mala gestione ad opera della dirigenza dell’ente. A seguire la diatriba dai contorni infuocati fra i vertici del teatro e la Commissione Cultura e Bilancio del consiglio. Niccolò Notarbartolo con bilancio d’esercizio alla mano gettò ombre sull’operato della dirigenza. “La Fistel Cisl – ha evidenziato recentemente il segretario Antonio D’amico – da tempo manifesta pubblicamente la cattiva gestione fino ad arrivare a chiedere già il 19 dicembre 2014 le dimissioni del Direttore Giuseppe Dipasquale (mai avvenute), sollevando critiche al suo operato di amministratore e confermate dagli Ispettori Regionali nelle ultime ore. Non possono pagare solo i lavoratori o addossare loro tale carico di responsabilità come ad esempio i contratti di lavoro fuori dalle regole di assunzione. Ci fa specie che il più democratico strumento gestionale di un ente: “il Cda” , con tutto l’impegno da parte del neo Presidente La Rosa, non sia stato capace di mettersi d’accordo su un percorso di risanamento di una delle più importanti istituzioni culturali catanesi, troppe polemiche, a dir poco inutili e strumentali, mentre si assisteva all’agonia dei lavoratori. Ricordiamo che sono quasi 13 i milioni di euro di debito”.

Disperato il grido dei lavoratori. “Siamo stanchi – spiegano – di questa situazione. Chi ha colpe paghi. E si faccia quanto prima in modo di dare aiuto a chi da sei mesi si trova senza stipendio”.

 


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