PALERMO – Tanti compiti ma pochi agenti e per giunta con un’età media elevata, mentre i pochi giovani che ci sono devono accontentarsi di un part-time. E’ questa la situazione del corpo dei vigili urbani di Palermo, chiamato ogni giorno a intervenire nei campi più disparati e a far fronte alle piccole e grandi emergenze della quinta città d’Italia. Caschi bianchi che però hanno spesso le armi spuntate: basti pensare che ci sono in servizio 1300 agenti sui 2700 previsti, di cui 500 circa andranno in pensione da qui a un paio d’anni.
Una situazione allarmante, se si considerano anche altri due fattori. L’età media è elevata, con la conseguenza che molti non sono più idonei al servizio in strada, e come se non bastasse in 178 devono accontentarsi di un part-time da 23 ore (in pratica lavorano tre giorni la settimana) con contratti quinquennali, in scadenza l’estate del prossimo anno.
“Se vogliamo avere un corpo di Polizia Municipale all’altezza di una grande città bisogna rivedere l’organico”, dice Francesco Scarpinato, capogruppo dei Democratici e popolari di Sala delle Lapidi e componente della Sesta commissione. “Già un paio di mesi fa abbiamo invitato il comandate dei vigili e l’assessore al Personale – continua il consigliere – il Comune deve intervenire con urgenza, cominciando a stabilizzare questi precari grazie alla legge Madia e alle normative regionali, fornendo alla Polizia municipale forze fresche e che possano godere di contratti a tempo indeterminato e pieno, tutelando gli agenti e le loro famiglie”.
Un nuovo incontro in commissione si terrà a breve, mentre sale anche il pressing dei sindacati. “Palermo è una città sempre più turistica e questo significa che seve sempre maggior sicurezza – continua Scarpinato – Ho presentato anche un’interrogazione in merito perché non possiamo restare con le mani in mano, attendendo chissà cosa: è necessario risolvere la situazione in tempi rapidi”.


