Stefano Accorsi veste i panni dell'Orlando Furioso al Politeama

Stefano Accorsi veste i panni dell’Orlando Furioso al Politeama

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Una versione inedita del capolavoro di Ariosto firmata Balliani in scena l'8 e il 9 marzo a Palermo

PALERMO – Stefano Accorsi sarà il paladino Orlando e anche il cantore in “Giocando con Orlando” di Marco Baliani e la messa in scena di Federica Cellini, in prima esecuzione al teatro Politeama di Palermo, venerdì 8 e sabato 9 marzo 2024. Prodotto da Marco Balsamo, è liberamente ispirato al capolavoro di Ludovico Ariosto “L’Orlando Furioso”. Il monologo di Accorsi – con la miscela di musica classica, contemporanea, araba e occidentale di Dana Al Fardan, accompagnata dall’Orchestra Sinfonica Siciliana diretta dal maestro Giovanni Pasini – è un’immersione nella tradizione dei poemi cavallereschi tra duelli e colpi di scena. Una versione inedita, che nasce dall’esperienza teatrale appassionata e ironica di Stefano Accorsi con Marco Baliani sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani.

Com’è nato questo spettacolo?

“Alcuni anni fa ho incontrato Marco Baliani e dopo aver letto alcuni passi dell’Orlando Furioso è nata l’idea di fare un monologo. Ho cominciato a scoprire che Ariosto riusciva a entrare, grazie all’ironia, in una dimensione dove ancora la letteratura non era arrivata, prendendo questi personaggi, mettendoli a nudo e non usandoli come stereotipi o archetipi ma trattandoli come esseri umani. Ed è stata proprio la sua grande capacità narrativa che ha reso unica quest’opera teatrale”.

Che ha di originale questa opera?

“L’Orlando Furioso è stata la prima opera a essere tradotta in tante lingue, riscuotendo molto successo. Ariosto era un narratore che leggeva i canti davanti alla corte, ascoltando e percependo le reazioni del suo pubblico. Era un maestro che quando si accorgeva che non c’era interesse verso un personaggio tendeva a eliminarlo e al momento opportuno farlo riapparire”.

Il progetto andrà avanti anche con qualche cambiamento?

“Questo spettacolo è già una grande innovazione e spero di replicare in altri posti con queste musiche meravigliose della compositrice Dana. L’interpretazione non sarà mai uguale a se stessa e credo che questa quarta versione, è già cosi sorprendente e nuova con i molti elementi dell’orchestra e la tanta professionalità del progetto. E poi c’è la storia d’amore che qui non è mai veramente raggiunta, ma in continua ricerca”.

Dal cinema al teatro, cosa l’appassiona di più?

“Il Teatro è il mio primo amore, non puoi farne a meno ma richiede più impegno ed energia. Credo sia importante alternare i settori e i ruoli passando dal cinema, televisione al teatro”.

Lei in questo spettacolo ricopre diversi personaggi…

“Alcuni sono solo accennati, altri invece sono più esaltati dal punto di vista psicologico. Inoltre è la prima volta che dialogo con l’orchestra sinfonica girovagando tra paladini, ippogrifi e dolci donzelle, alternando alle ottave dell’Ariosto commenti sarcastici riferiti al nostro tempo”.

Ironia e modernità nel poema cinquecentesco…

“Penso che l’ironia sia importante e grazie ad essa si riesce a entrare in quella che è l’essenza dell’essere umano ed esaltarlo ancora di più con le composizioni musicali create esclusivamente per questo spettacolo, senza tralasciare l’aspetto umano”.

Per lei non è la prima volta in Sicilia…

“No, sono venuto più volte per lavoro e gli ultimi anni in vacanza. Siamo in un luogo dove si incontravano le due culture mondiali e penso che questo progetto teatrale sia un bellissimo battesimo. Quale migliore posto come la Sicilia potrebbe rappresentare alla perfezione questo testo?”

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Giocando con Orlando, una narrazione epica ma in chiave moderna…

“C’è la musica contemporanea della cantautrice e artista sinfonica del Qatar, Dana Al Fardan, che accompagna spazio e tempo della narrazione che pone un uomo in primo piano con passioni e fragilità. Una storia senza tempo con parole dell’Ariosto contemporanee che argina il lato epico con slanci e debolezze significative nel nostro presente”.


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