Si può certamente dissentire dalle posizioni politiche dell’on. La Vardera, ci mancherebbe altro! La pluralità delle idee è il sale della democrazia. Ognuno ha le proprie idee ed ognuno ha maturato le proprie esperienze. E l’esperienza, a chi come me è avanti con l’età, certamente suggerisce che La Vardera è un populista, ma non uno qualunque cui ci siamo abituati a vedere in politica; si tratta, invece, di un soggetto dal grande spessore, di notevole astuzia e di grandi capacità: insomma, un vero e proprio “animale politico”. Ha, di fatto, compreso che si sarebbe potuto ritagliare un “grande spazio” (e così farà) fra i delusi della condotta delle Istituzioni e di potere catturare consenso nel grande bacino degli amareggiati che non vanno più nemmeno a votare. Ciò che si presenta come la condotta opportunista per il consolidamento del consenso, però, se ci interroghiamo, è il frutto del malgoverno di destra e sinistra (più destra che sinistra) che si alternano nei vari governi e che, comunque, rispondono alle consuete vecchie logiche spartitorie che hanno ucciso i siciliani (molto spesso, conniventi). Per farla breve, certamente, non sono un illuso, ma credo di avere il dovere morale di dare fiducia ad un giovane di 32 anni che conduce la sua battaglia (mettendoci la faccia), in generale, con il giusto intendimento di riportare le Istituzioni e la politica al servizio del cittadino e non, come accade al momento, per fini diversi. Sarà vero? Non lo so; anzi, nessuno lo sa. L’unica cosa vera, al momento, è che chi è parlamentare, di destra, di sinistra, o di altri “cespugli”, certamente non è, come dovrebbe essere, al servizio della gente.


La Cgil è il sindacato delle cause perse, capisco l’esigenza di difendere i posti di lavoro nell’edilizia, e lo dice uno che conosce bene il settore ed è stato pure iscritto alla Cgil, ma vorrei chiedere ai sindacalisti se caricare di debiti per 110 miliardi il bilancio pubblico mandando al disastro l’economia italiana solo per aver permesso soprattutto a ricchi proprietari di immobili di ristrutturare i loro superattici e le loro ville (alcuni li conosco personalmente) con il rischio con questa voragine di rendere poveri tutti quanti gli italiani e la prospettiva di un nuovo governo di tecnici come Monti, Draghi o la Fornero sarebbe stato meglio. Se la prendano piuttosto con chi ha scritto questa legge con i piedi (con tutto il rispetto per i piedi).
E’ finita la pacchia per gli evasori fiscali che pur non avendo versto Irpef allo Stato, con lo sconto in fattura e la cessione del credito potevano beneficiare dei contributi del 110%, esattamente come chi ha sempre pagato le tasse.