PALERMO – La Corte di appello ribalta il verdetto e assolve Miriam Barreca, condannata per la strage di Altavilla Milicia in cui furono barbaramente torturati e ucciso la madre e i due fratelli. Aveva 17 anni all’epoca della carneficina, nel febbraio 2024 ed era parzialmente incapace di intendere e volere, di comprendere e bloccare la furia omicida all’interno della casa. Dunque non è imputabile.
In primo grado il tribunale per i minorenni l’aveva condannata a 12 anni e 8 mesi. Ora la diciannovenne è stata assolta dalla sezione minorile della Corte d’appello, presieduta da Giovanni D’Antoni.
I giudici di hanno riconosciuto che la ragazza non è imputabile per il triplice omicidio della madre Antonella Salamone e dei fratelli Kevin ed Emanuel di 16 e 5 anni, avvenuto al culmine di macabri riti di liberazione dal demonio.
La giovane ha ammesso le proprie responsabilità, confessando di aver agito per liberare la famiglia da presenze demoniache.
Il racconto della strage di Altavilla Milicia
“Non so come è morta mia madre, se per infarto o quando sia io che mio fratello gli davamo calci – raccontò ai carabinieri e al magistrato -. Prima i calci li ho dati io e poi Kevin, in quel momento mia madre non reagiva più. Mentre veniva torturata non poteva né mangiare né bere e quando veniva colpita con la pentola aveva una fascetta trasparente ai polsi”.
Capacità di intendere solo parziale
Un neuropsichiatra infantile di Roma aveva stabilito che l’imputata è capace di intendere e volere. E lo era anche nel febbraio dell’anno scorso quando avvenne il massacro. Nel ricorsivo dell’avvocato Carmelo Salamaone si sottolineava la parziale capacità di intendere e volere durante la strage di Altavilla Milicia. Miriam fu travolta dagli eventi che altri pensarono e portarono a termine. E cioè il padre Giovanni, Massimo Carandente e Sabrina Fina, imputati in un altro processo davanti alla Corte di assise di Palermo.
Dopo l’assoluzione non sarà scarcerata ma trasferita in una comunità protetta fuori dalla Sicilia dove sarà seguita da psicologi ed educatori. Ora si attende il deposito delle motivazioni.

