Strage di Capaci, la donna del mistero: nuovi esami del Dna

La strage di Capaci e la donna del mistero: disposti nuovi esami del Dna

strage di Capaci
Mandanti esterni, dichiarato inammissibile il ricorso della Procura

PALERMO – L’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi di mafia del ’92 a Capaci e in via D’Amelio va avanti. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla Procura di Caltanissetta contro l’ordinanza con cui la Gip Graziella Luparello, lo scorso 19 dicembre, aveva disposto nuovi approfondimenti.

Le nuove indagini

Le nuove indagini dovranno approfondire capitoli già affrontati: il ruolo dei servizi segreti deviati, i legami con Gladio, la presenza di terroristi dell’estrema destra eversiva in Sicilia nel periodo delle stragi. La cosiddetta “pista nera non può essere esclusa a priori e merita ulteriori verifiche”.

Scorrendo l’elenco dei punti da sviluppare ce n’è uno inedito. Bisogna prelevare il campione di Dna di Ivana Orlando per compararlo con quelli estratti dai guanti di lattice trovati a Capaci.

La donna del mistero

La donna è stata la compagna di Giovanni Aiello, soprannominato “faccia da mostro” per la profonda cicatrice che segnava il suo volto.

Aiello è morto nel 2017 mentre tentava di portare a riva la sua barca nel mare della costa ionica di Catanzaro. È il poliziotto che indagini e pentiti hanno piazzato nelle fasi più violente e buie della storia repubblicana senza mai approdare a una condanna.

I guanti trovati vicino al cratere

Ora si torna a parlare della donna del mistero per la strage di Capaci. “Reperto 4 A” e “Reperto 4 B”, così sono stati catalogati due guanti in lattice che furono ritrovati dalla polizia Scientifica a 63 metri dal cratere di Capaci assieme a una torcia e a un tubetto di mastice.

La possibile presenza di una donna sul luogo dell’eccidio del giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, e degli agenti di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, è stata ipotizzata dai genetisti che hanno analizzato i guanti.

Il ruolo della donna nella strage di Capaci

Qualche anno fa venne escluso che la donna del mistero fosse Rosa Belotti. L’indagine era partita nel 2022 da una segnalazione della Procura di Firenze. Una vicenda che si intrecciava con quella del poliziotto Antonio Federico, che negli anni Ottanta era sovrintendente in servizio al commissariato di Alcamo.

L’ipotesi era che l’ex poliziotto non avesse voluto raccontare tutto ciò che sapeva su una fotografia che probabilmente ritraeva Rosa Belotti, la “biondina” indagata con l’accusa di avere partecipato alla strage di Milano del 27 luglio 1993. Federico trovò la fotografia durante le indagini sull’attentato compiuto da Cosa Nostra in una villetta di Alcamo. Era nascosta dentro un libro.

Rosa Belotti ha sempre negato le accuse e aveva ragione. Il mistero della donna resta. I profili genetici neppure sono dell’ex poliziotto Giovanni Peluso e della ex compagna Marianna Castro accusati dal pentito Pietro Riggio di avere partecipato alla strage di Capaci. Ora bisogna accertare se il Dna sia della compagna di faccia da mostro.


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