Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Il professore Lagalla è sempre stata una persona perbene.
“Caro” Catania,paura di perdere vero?….che ridicoli…….
Lui…probabilmente, forse si. Ma se poi ti fai appoggiare da un condannato? Cosa si fa per vincere!
Direbbe il maestro De Curtis…ma mi faccia il piacere…
vergogna, non può andare alla manifestazione perchè lo hanno additato come un mafioso!
Un VERO galantuomo!!! In compenso c’è uno che ha attaccato Falcone delegittimandolo che distribuisce fac-simili…..
Sinnacollanno!
VERGOGNA!!!!! DISGUSTO
Direi una squallida passerella…..
Luca…..già,di ipocrisia!
Dedico volentieri al novello candidato Lagalla questa perla del nostro dialetto ed alla libera interpretazione del caso:
…..un pakkiuni inchiappatu i sapuni scinni in palermu pi farisi zitu ma so zita unn a truvò e u pacchiuni sarrabbiò