Strage di via D'Amelio, l'appello di Salvatore Borsellino alla società civile

Strage di via D’Amelio, l’appello di Salvatore Borsellino alla città

Salvatore Borsellino via D'Amelio foto Manfredi Esposito
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Il post sui social del fratello del magistrato ucciso nel 1992
PALERMO
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PALERMO – Salvatore Borsellino, fratello di Paolo Borsellino, il giudice ucciso insieme alla scorta il 19 luglio del 1992 a Palermo, rivolge su Facebook un appello ai cittadini a partecipare alla giornata della memoria organizzata, domenica prossima, in occasione del 34esimo anniversario della strage, dal suo movimento, Agende Rosse.

La giornata della memoria il 19 luglio in via D’Amelio

“Da 34 anni, da quando l’ho promesso a mia madre, ogni anno il 19 luglio sono in Via D’Amelio, insieme con il mio movimento, per una giornata di memoria”, scrive. “Organizzo questa giornata anche per fare sì che questo luogo non venga profanato da esibizioni di politici e dalla presenza, in forma ufficiale, di rappresentanti di quelle istituzioni, dalle quali non soltanto a distanza di trentaquattro anni non ho ancora ricevuto giustizia, ma che continuano ad occultare l’Agenda Rossa, la scatola nera di quella strage annunziata e che oggi stanno tentando, con l’ennesimo depistaggio, che questa volta si può a ragione definire istituzionale perché portato avanti dalla Commissione parlamentare antimafia”, spiega.

“Stanno anche pervicacemente tentando di occultare il filo nero dell’eversione di stampo neofascista che lega tutte queste stragi e che era stato individuato dallo stesso Giovanni Falcone, di cui mio fratello deve essersi reso conto negli ultimi giorni della sua vita”, prosegue.

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“E tutto questo lo si vuole banalizzare dietro un misero dossier mafia-appalti, che sarà pure passato per le mani di mio fratello, ma che mai potrebbe giustificare l’improvvisa accelerazione di quella strage e la necessità di fare sparire quell’Agenda Rossa da cui mio fratello non si separava mai”, commenta.

“Per questo – conclude – chiamo a raccolta da tutta Italia tutta la società civile, la stessa che ha difeso vittoriosamente l’integrità della nostra Costituzione, le organizzazioni sindacali, le organizzazioni giovanili, la CGIL, l’ANPI, fermo restando il principio che via D’Amelio è di tutti e tutti possono venire ma come persone, non come esponenti di partito o istituzioni, e che non sono ammesse bandiere tranne che la bandiera italiana e la bandiera dell’ANPI, simbolo di quella RESISTENZA da cui è nata quella Costituzione che noi difendiamo e per la quale Paolo ha sacrificato la sua vita”.


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