"Sulle discariche c'è il rischio |di una deriva camorrista"

“Sulle discariche c’è il rischio |di una deriva camorrista”

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Il presidente della Regione: "Autorizzati troppi impianti privati e nessuno pubblico". Musumeci e Ferrandelli: "Ascolteremo Marino, Lo Bello, Gullo e Lupo".

Rifiuti
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PALERMO – “Non possiamo dipendere dalle discariche private anche in termini di spese di trasporto, di consumi di benzina, di noleggio dei mezzi. Con la scusa dell’efficienza nella raccolta dei rifiuti negli anni si sono autorizzate troppe discariche private e nessuna discarica pubblica. In questo modo si rischia di riprodurre il modello napoletano che ha portato le discariche nelle mani della camorra”. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta, sulle presunte irregolarità riscontrate dalla Commissione di verifica istituita dall’assessore regionale dell’Energia e dal dirigente generale del dipartimento rifiuti. Per Crocetta “questa situazione vige in mezza Sicilia e ha generato sprechi e fallimenti. L’assessore Marino ha scoperto che un funzionario avrebbe richiesto un parere legale bloccando un’autorizzazione non corretta sulla discarica dell’Oikos di Catania, c’è una documentazione molto dettagliata sulla denuncia”. Per il governatore “questi fatti confermano l’esigenza di predisporre una direttiva antimafia come ho già preannunciato e su cui stiamo lavorando in giunta”.
Alle parole del governatore fanno eco quelle del presidente della commissione Antimafia, Nello Musumeci. “Le autorizzazioni e la gestione delle discariche in Sicilia, pubbliche e private, sono già da mesi al centro dell’esame della Commissione Antimafia regionale – dice Musumeci – Abbiamo aperto un’istruttoria nel dicembre scorso e, fra l’altro, abbiamo ascoltato in audizione più di una volta l’assessore regionale all’Energia Nicolò Marino. Anzi, proprio ieri ho scritto allo stesso assessore per invitarlo a tornare in commissione  e completare l’audizione rinviata all’ultimo momento il 6 febbraio. Gli atti  – precisa il presidente dell’Antimafia – sono per il momento secretati ma posso dire che c’è tanto da lavorare su questa materia: andremo avanti senza riguardi per nessuno. Non escludo che nei prossimi giorni possano essere convocati in commissione l’assessore Mariella Lo Bello, i dirigenti Gaetano Gullo e Marco Lupo ed il sindaco di Gela”.
In mattinata era già arrivata la presa di posizione del numero due dell’Antimafia, Fabrizio Ferrandelli: “Sulle discariche in Sicilia – aveva detto – sento puzza di bruciato. Ho chiesto per questa ragione oggi di audire in Commissione regionale antimafia l’assessore dell’Ambiente e del Territorio, Mariella Lo Bello, dell’Energia e dei Servizi di pubblica utilità, Nicolò Marino e i funzionari dei Dipartimenti che si occupano delle procedure autorizzative per gli impianti”. Lo dice il deputato regionale del Pd e vicepresidente della Commissione regionale Antimafia, Fabrizio Ferrandelli. Secondo il parlamentare Pd l’Antimafia deve “accendere i riflettori e capire cosa sta accadendo in un settore che garantisce affari a nove zeri. Le indagini interne dell’assessorato dell’Ambiente, le denunce su sospette tangenti, pressioni esterne e iter che si bloccano o si sbloccano ad orologeria coinvolgendo qualche funzionario regionale, così come emerge dalle dichiarazioni della stessa Mariella Lo Bello, non possono passare inosservate. “Il Parlamento siciliano ha il dovere di indagare, smascherare la politica corrotta e la burocrazia infedele e garantire trasparenza e legalità”.

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