PALERMO – “Abbiamo abolito la Tabella h”, ha brindato poche settimane fa il presidente Crocetta all’As. Ma quell’elenco con i contributi a pioggia per gli enti regionali sta rinascendo altrove. Tra le sedie della giunta di governo. Sono gli assessori, insomma, e non più i deputati a decidere quali enti finanziare e con quali stanziamenti.
Eppure, meno di due mesi fa si celebrava la “fine della Tabella h”. A parte alcune eccezioni, infatti, l’Assemblea regionale approvava una norma che rimandava a un bando la distribuzione dei finanziamenti. Gli enti, insomma, che una volta appartenevano a quell’ambìto (e lunghissimo) elenco, adesso dovranno presentare una domanda, spiegare quale sia il progetto da finanziare, dare anche rassicurazioni sulla solidità dell’ente, sul personale, sulla situazione economica. Poi, dovranno aspettare l’esito dell’istruttoria e capire quale sarà il contributo, spesso fondamentale per l’esistenza stessa dei soggetti. Alcuni dei quali, in passato, certamente tenuti in piedi attraverso vere e proprie prebende che alimentavano il consenso del “deputato di riferimento”. In altri casi, in realtà, gli enti svolgevano anche attività utili e meritorie spesso in favore delle fasce deboli della popolazione.
Alcuni soggetti, però, non avranno bisogno di passare dal bando. Per loro, infatti, ecco una via “privilegiata”. E un finanziamento diretto, esattamente come accadeva per la Tabella h. I primi enti “raccomandati” dal governo sono il Corfilac e l’Autodromo di Pergusa. Il primo ente, che si occupa della filiera lattero-casearia è stato difeso in Aula da diversi esponenti della maggioranza, soprattutto delle province di Ragusa e Siracusa e in particolare dal neorenziano Nello Dipasquale. L’Autodromo di Pergusa, invece, è molto caro all’area che fa capo a Mirello Crisafulli (il circuito è a due passi da Enna, appunto) e al deputato che rappresenta quell’area a Sala d’Ercole, cioè Mario Alloro.
Come mai questi enti non dovranno passare dal bando regionale? Semplice: il governo si è accorto solo adesso che il bando, così come è strutturato, non avrebbe dato la possibilità a questi soggetti di parteciparvi. Ma invece di modificare quei criteri, il governo ha scelto la strada più breve. Garantendo, attraverso due delibere di giunta, i finanziamenti diretti. I disegni di legge, però, dovranno poi passare dall’Aula. Intanto, ecco i soldi previsti: per il Corfilac circa 1,7 milioni di euro, destinati a due distinti capitoli. Per l’Autodromo di Pergusa, invece, il governo ha reperito 400 mila euro.
Da dove il governo ha tirato fuori queste somme? Molto semplice: dal fondo di quasi 13 milioni di euro, che avrebbe dovuto finanziare appunto… i bandi. Per farla breve, gli altri enti, quelli per i quali non si è imboccata la “strada breve” benedetta dal governo, non solo dovranno partecipare all’avviso pubblico, ma dovranno anche spartirsi una torta di finanziamenti sempre più esigua: dei 13 milioni, infatti, oltre due milioni sono già stati indirizzati verso i primi due enti “raccomandati”. Agli altri non resta che mettersi in fila in attesa di racimolare quello che rimane.

