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Tagliare, tagliare, tagliare

Appena varato un nuovo governo, comincia una non edificante corsa per accaparrarsi un posto ben remunerato negli staff del presidente e dei nuovi componenti della giunta regionale, vere postazioni di sottogoverno.

Caro presidente della Regione on. Rosario Crocetta,

tra i tagli che Lei ha annunciato di volere realizzare, in nome della giusta lotta agli sprechi e della trasparenza, probabilmente ce n’è uno particolarmente urgente, con un alto valore simbolico dal punto di vista etico e del rinnovamento della politica, soprattutto all’interno della pubblica amministrazione: eliminare le automatiche indennità previste per i componenti degli uffici di gabinetto. Appena varato un nuovo governo, infatti, comincia una non edificante corsa per accaparrarsi un posto ben remunerato negli staff del presidente e dei nuovi componenti della giunta regionale, vere postazioni di sottogoverno, oggetto di contrattazioni trasversali, rientranti a pieno titolo nella spartizione di poltrone e poltroncine secondo le indicazioni dei partiti e, addirittura, dei singoli capicorrente che hanno messo il cappello sulla nomina di assessori.

Non credo, ne converrà presidente, che ciò serva all’efficienza, efficacia ed imparzialità dell’azione amministrativa. In realtà, nelle strutture cosiddette di diretta collaborazione, e aggiungo nel sottobosco del potere regionale, insieme a nuovi ingressi ritroviamo, in linea di massima, sempre gli stessi soggetti, indipendentemente dal colore politico di chi governa, indipendentemente, con le dovute eccezioni, da documentate capacità, un mondo a parte con personaggi e dipendenti che godono “a prescindere” di vantaggi economici e di posizione. Il problema, per carità, non è costituito dai singoli, è il sistema in generale che non funziona e non può essere oltremodo tollerato. Si sa, se un normale impiegato regionale, fuori da ogni “circuito” politico e correntizio, volesse entrare in un ufficio di gabinetto, per fare un’esperienza diversa o guadagnare qualcosa in più, gli sarebbe impossibile. Certamente, a fare gioco, ecco il punctum pruriens della questione, sono proprio le indennità, piuttosto cospicue, previste per i componenti di tali uffici.

Allora, caro presidente, ecco la proposta. Abolire queste indennità a scatola chiusa, è sufficiente lo straordinario rigorosamente certificato con il puntuale controllo delle ore di lavoro effettivamente svolte, come normalmente avviene per gli altri dipendenti regionali. Non solo, Lei ha dichiarato che sulla composizione degli uffici di gabinetto non devono prevalere logiche o bollini d’appartenenza. Bene, attraverso le forme ritenute più opportune, strappando il manuale Cencelli, si dia finalmente la possibilità a chiunque di potervi accedere, in termini di arricchimento professionale e di una benefica rotazione degli incarichi. Rivoluzionario sarebbe pure, presidente, a proposito di incarichi, mi riferisco adesso al sottogoverno, privilegiare le reali competenze degli aspiranti e non le appartenenze politiche, magari modificate con tempestivi cambi di casacca. Istituire un albo apposito, sulla base di un bando pubblico annuale o biennale, per acquisire, con un occhio ai giovani, le migliori intelligenze esistenti nei diversi campi, dalla sanità ai rifiuti, dall’energia alla formazione, dal finanziamento alle imprese all’innovazione tecnologica, dall’informatica alle infrastrutture, e da lì pescare per le nomine, sarebbe ancora più rivoluzionario.

Naturalmente, l’appello è rivolto anche ai partiti, a quei partiti che vogliono rappresentare un punto di riferimento per il soddisfacimento dei bisogni della collettività e non luoghi in cui si consuma la conservazione del potere e dei privilegi.

 


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