Tra veleni e cambi di casacca: la fuga dal Movimento 5 Stelle

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Commenti

    Certo, restituire il 50% delle indennità parlamentari senza potere essere ricandidati alle prossime elezioni cominciava a dare fastidio. Meglio scappare con il malloppo…

    Il problema vero è grillo che ha tradito i valori iniziali , ma forse la sua era tutta una farsa perché lui è sempre stato di sinistra

    Una cosa certa c’è. Tra pochissimi anni non sentiremo più parlare di questi

    mettete le scialuppe in mare,la nave dei cinque stalle affonda e tutti cercano di mettersi in salve,rimarra’grillo con quattro comparse

    questi signori dei 5STELLE lo sanno benissimo che dentro il movimento non c’è democrazia e c’è poca trasparenza, comanda solo uno, GRILLO gli altri sono da contorno e senza visione di governo, lo hanno dimostrato oltre ad essere attaccati alla poltrona, quelli seri vanno via perché è GRILO, DI MAIO e gli altri che hanno tradito i valori iniziali che effettivamente erano nobili

    si dovrebbero vergognare per la semplice ragione che se la gente vi ha votato x un determinato partito, se poi a voi non sta piu’ bene x rispetto chi di vi ha votato dovreste dimettervi.

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Un mandato per cambiare davvero Caro Direttore, Montalto dice una cosa essenziale: il primo passo deve farlo la politica. Allora una provocazione: e se la Sicilia fosse la prima a scegliere il mandato unico? Un solo mandato per governare e realizzare, senza un secondo mandato da preparare. L’“anno bianco di fatto” sembra già iniziato: bis, candidature, liste, alleanze e posizionamenti occupano la scena. Tempo ed energie che rischiano di essere sottratti ai problemi per consolidare la propria posizione. Con il mandato unico ci sarebbe una sola scadenza e un solo modo per prepararla: lasciare risultati consolidati. Risultati capaci di aprire la strada al partito che ha governato bene, non al singolo che vuole continuare a governare. Del resto, i partiti hanno sicuramente un numeroso vivaio di possibili presidenti. Sfruttiamolo. Cinque anni per governare, poi spazio a un altro. Il consenso premi i risultati e il progetto politico che li ha prodotti, non la permanenza di chi occupa la carica.

No. Non siamo nella condizione di fare, ma neanche pensare di fare tutto quello di molto interessante che ormai leggiamo quasi quotidianamente su Live. Ci pesa il culo, no nel senso di fortuna, ma nel senso vero e proprio della parola, quindi fisico, di dimensioni, di ingombro: il passato. Tanti anni fa mi è capitata fra le mani una “Storia di Sicilia” con il sottotitolo “come storia del popolo siciliano”. In realtà la nostra storia l'hanno fatta altri, noi siamo un popolo di conquistati che si è dovuto “adattare” agli invasori, ma che oggi si racconta d'essere stato un popolo accogliente, e udite, udite!, che è sempre stato tutt'uno col conquistatore di turno. In realtà, loro i padroni, noi... i servi. Questo spiega come sia possibile che distinti signori come Musumeci e Schifani siano ancora sulla breccia ad altissimi livelli e che il presidente del Consiglio e i suoi Fratelli siano intenti ad occupare Palazzi romani nonostante abbiano da un punto di vista astrologico come ascendente il Partito nazionale fascista, partito scomparso oltre 80 anni fa, ma soprattutto condannato dalla Storia, e come discendenti tutti gli altri a seguire senza soluzione di continuità. Con questo passato e questo presente non c'è futuro. *suono onomatopeico per dire no, “può essere accompagnato da un leggero e rapido movimento della testa all'indietro”.

Ovviamente la priorità non è il ponte sullo stretto di Messina considerato che il bene primario dell'acqua non è garantito ogni giorno a quasi la maggioranza dei Siciliani.. Spero che dopo tanto spreco di risorse si pensi a garantire l'acqua a tutti, come si garantisca a tutti il lavoro e la possibilità di vivere dignitosamente. Ma che accada è solo utopia. Se fossi un deputato dell'Ars mi vergognerei di percepire 12/13mila euro al mese quando ci sono troppi Siciliani in povertà assoluta

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