CATANIA – Recupero della tradizione ma anche proiezione verso un rinnovato ruolo sociale. Queste le caratteristiche del nuovo corso del Teatro Vincenzo Bellini di Catania e che il nuovo sovrintendente, Roberto Grossi, nominato lo scorso giugno e presentato stamani ufficialmente alla città dal sindaco Bianco, vuole imprimere. “Il mio e un impegno a servizio di un’operazione importante – ha detto – quella di rilanciare il Bellini, recuperando la sua splendida tradizione ma, nel contempo, aprendolo alla città, recuperando il ruolo sociale della musica”.
Un lavoro non certo facile, considerate le difficoltà economiche dell’Ente aggravate dai tagli operati dalla Regione. Ma Grossi, da questo punto di vista è ottimista. “I tagli ci forzano il bilancio – ha aggiunto – ma ci stiamo rimboccando le maniche per rilanciare le produzioni. È una scommessa che si può vincere con la collaborazione di tutti”.
Soddisfatto il primo cittadino che si è speso in parole di elogio per evidenziare come la figura professionale di Grossi sia proprio quella ideale per rilanciare una delle più importanti istituzioni cittadine. “Oggi presentiamo ufficialmente il nuovo sovrintendente del teatro Bellini – ha affermato Bianco – che è stato designato all’unanimità dal consiglio di amministrazione del teatro. Roberto Grossi è una grande opportunità per tutta la città – ha aggiunto – per l’approccio di tipo manageriale che è quello che serviva. Il teatro oggi è apprezzato da alcuni fedelissimi – ha evidenziato – ma occorre allargare il pubblico.
Entusiasta l’assessore alla Cultura Orazio Licandro secondo cui Grossi rappresenta “Un altro pezzo fondamentale per la strategia comparto cultura. Conferma il fatto – ha spiegato – che occorre fare sistema con tutte le istituzioni e i privati”. Grossi, fondatore di Federculture di cui è presidente ha parlato anche dei rapporti con la Regione siciliana, dal momento che il teatro Bellini è un ente regionale. Parlando di nuovo dialogo per dare vita a una nuova collaborazione, fondamentale per il rilancio del teatro e della sua produzione.
“Tutti insieme a me dovranno rimboccarsi le maniche perché c’è l’obiettivo non solo di rilanciare il teatro, superando le difficoltà, ma anche tentando di riconnettere il servizio pubblico del teatro con qualità, efficienza – ha detto. C’è un rapporto nuovo anche con la Regione, che non è un nemico”. E poi apertura alle scuole, produzioni che possano attirare anche le famiglie e, altra novità, sinergia con il Teatro Massimo di Palermo. “Non esiste il nemico Regione – ha concluso – lavoreremo con le scuole, per le famiglie, per il turismo, per mantenere il lavoro per quelli che sono dentro e per l’indotto. Tutto questo sarà inserito in un piano industriale sul quale ci misureremo”.
Ed erano proprio i precari, i lavoratori stagionali in grande sofferenza da tempo, a tenere le orecchie tese durante la conferenza, per capire se e quali azioni verranno intraprese per risolvere la loro situazione.

