Il sindaco di Trapani contro il buonismo dell'accoglienza

Tranchida e i migranti a Trapani |”Qua nessuno è fesso”

Il sindaco Pd ha detto no all'arrivo di una seconda nave quarantena e ha incassato il plauso di Salvini
L'INTERVISTA
di
0 Commenti Condividi

“Il governo è convinto di poter giocare a battaglia navale. Trapani è una città accogliente, i trapanesi sono accoglienti, ma è ben che si sappia che qui non vive gente fessa”.

Il sindaco Giacomo Tranchida, sono parole sue, è “parecchio inc…” per come a Roma hanno gestito la situazione dei migranti. In porto è ferma la nave quarantena “Azzurra” e fino a poche ore fa c’era anche la “Aurelia”, che ha fatto rotta verso Augusta, dopo che Tranchida ha firmato l’ordinanza per vietare lo sbarco.

Lei, sindaco del Pd, ha incassato il tweet di solidarietà di Matteo Salvini che ha definito il suo gesto “coraggioso” perché polemizza con il suo partito “che calpesta i territori”. Forse i vostri modi di vedere le cose sono solo apparentemente distanti. O no?
“È il gioco delle parti politiche. Quella di Salvini è solo una strumentalizzazione che non mi interessa. Pensiamo alle questioni serie e complesse che dobbiamo gestire”.

Quali?
“Trapani è una città accogliente, qui si mangia il kus kus che non è solo un piatto ma un simbolo di integrazione vera fra popoli. Come tutte le comunità della Sicilia occidentale viviamo la marginalizzazione nei trasporti. Avevamo chiesto una mano a Roma per l’aeroporto di Birgi, ma il governo non c’è riuscito. Meriteremmo maggiore attenzione ed invece il governo che fa? Raddoppia la presenza di una nave quarantena. C’è un problema di sicurezza e mi riferisco anche alla gestione logistica e funzionale del porto. Il governo gioca a battaglia navale. Sulla Azzurra ci sono 600 persone, 270 sull’Aurelia, mica è detto che il virus venga isolato. E se scoppia una rivolta? Avevamo il personale per controllare?”

La nave ha fatto rotta verso Augusta, lei ha revocato l’ordinanza per perdita di efficacia, ma c’è sempre una nave quarantena in porto. Le faccende serie da gestire non sono finite
“Dice bene. Dobbiamo pensare a cosa fare quando la quarantena dei migranti finirà e potranno scendere dalla nave”

Lei cosa farebbe?
“Intanto le dico cosa farò: accoglierò al meglio chi ha diritto di restare qui e merita la nostra totale solidarietà. Ai richiedenti asilo, ai bambini saranno garantite condizione dignitose. E io mi impegnerò per farlo. Tutti gli altri vanno rimpatriati di corsa. Utilizzino i voli di Stato se è necessario. Non tutti scappano da guerre e persecuzioni. È vero, ogni individuo ha diritto a cercare condizioni di vita migliori ma questo deve avvenire, a Trapani con nel resto del mondo, nel rispetto delle regole”.

Mi consenta una domanda provocatoria: se tutti i sindaci delle città che hanno un porto facessero come lei dove li porteremmo i migranti?
“Distribuiamo l’emergenza in Italia. C’è solo questo porto? Perché non si sono ricordati subito che anche ad Augusta c’è un porto e per giunta militare? Non abbiamo posto problemi per la prima nave, ma perdo la pazienza quando, le ripeto, il governo gioca battaglia navale.

Secondo lei perché il governo ha scelto Trapani? Forse credeva che qui sarebbe stato più facile gestire la faccenda? Contava sulla tradizionale accoglienza dei trapanesi oppure sulla loro accondiscendenza?
“Non lo so, per questo lo detto che sono basito. E basta con il buonismo dell’accoglienza, noi non prendiamo lezioni di moralità da nessuno. La scelta di Trapani non si comprende. Si sceglie la Sicilia occidentale che avrebbe bisogno di altri aiuti. Siamo una città Covid freee, mi aspettavo altro dal governo. Una promozione turistica ad esempio e invece mandi i migranti. Non c’è strategia politica. Il governo si degni piuttosto di fare sapere al sindaco della città di Trapani dove andranno i migranti della nave Azzurra una volta finita la quarantena. Ho diritto di saperlo o no? Ma che caspita di paese è questo? Si pretende rispetto istituzionale, ma non siamo mica nel periodo de fascismo, la mia gente vuole sapere. Se siamo in un momento di paura per l’emergenza sanitaria e la crisi economica non mi scaricare addosso anche questo problema. La sicurezza è fatta di tanti tasselli”.

Salvini, dice lei, strumentalizza la situazione. E delle dichiarazioni dei suoi colleghi di partito che ne pensa? L’onorevole Carmelo Miceli si è detto sorpreso per la sua ordinanza. Non prova un certo imbarazzo nei confronti del suo partito?
“Rappresentano se stessi e neppure ci discuto. I miei interlocutori sono il prefetto e i rappresentanti del governo. Il Pd è una comunità democratica. Conosco il partito da 30 anni. Tutti i tesserati, me compreso, hanno le proprie. Di sicuro non prendo lezioni da nessuno, ma qui non discutiamo dei valori. Qui non muore nessuno in mare, è un problema di sicurezza pubblica. Se avessi avuto torto lei crede che la Aurelia sarebbe andata mogia mogia ad Augusta dove era naturale che andasse?”.

E se la chiamasse il segretario Zingaretti?
“Gli direi di correggere le cose che non vanno in cabina di regia per per fare da sponda alle strumentalizzazioni politiche di Salvini”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

0 Commenti Condividi