"Tratte in più per la Sicilia" | L'annuncio di Cancelleri

“Tratte in più per la Sicilia” | L’annuncio di Cancelleri

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Commenti

    si devono abbassare i costi dei voli per tutti da e per la Sicilia

    Da sempre i voli da e per la Sicilia oltre ad essere gestiti da un numero limitato di compagnie che approfittando di questa condizione favorevole dettano legge sui prezzi e sugli aeroporti di atterraggio, rappresentando un grave handicap per i collegamenti tra l’isola e il resto del paese. Le compagnie alzano i prezzi dei voli a livello stagionale (mesi estivi), festività principali (natalizie e pasquali), giorni particolari riconducibili a concorsi (vedi prezzo del 18 novembre sulla tratta Palermo Roma andata e ritorno, al “modico” prezzo di 310 euro con Alitalia, compagnia di bandiera tenuta in vita dai finanziamenti pubblici o con un prezzo quasi analogo con Ryanair), mostre, fiere ecc… Il tutto con un aggravio economico da parte dei viaggiatori siciliani e non (emigrati, turisti, studenti siciliani di ritorno ecc..), e un ulteriore danno per la crescita della stessa Sicilia; Sicilia che paga lo scotto oltre che per la sua marginalità geografica, anche per la mancanza di autostrade e di una rete ferroviaria moderna ad alta velocità. Questa è la vergogna di una classe politica inetta che negli anni ha tralasciato gli interessi dei siciliani trascurando anche quelli della viabilità e del trasporto aereo. Ora che si sono accesi i riflettori sul caro voli, ecco riaffacciarsi le vecchie esternazioni dei politici siciliani che come al solito con vane e vaghe promesse cercano di riprendersi la scena. Dott. Paolo Caruso

    Poche idee, approssimazione, poca preparazione sull’argomento come del resto i politicanti attuali.

    allora siamo a posto!

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

L'assessore forse abita in Emilia. Posso tranquillamente affermare che migliaia di persone dirottate a Palermo, hanno preso qualunque mezzo pubblico per avvicinarsi a casa e poi quando possibile hanno chiesto a qualche vicino di disgrazia, un passaggio. Tanta gente dirottata a Palermo hanno ricevuto un allargamento di braccia come risposta. Poi i treni in Sicilia fanno ridere al punto che sarebbe il caso di eliminarli, che così non si dica che in Sicilia abbiamo la ferrovia. Assessore si svegli e venga in Sicilia, invece di stare in Emilia.

I siciliani che non si arrendono sono come quelli, e sono parecchi, che non si rassegnano a continuare a fare la differenziata, a recarsi nei CCR per conferire in maniera disciplinata, come quelli, pochini, che pagano la tari, che non occupano gli stalli riservati ai disabili, che vanno a votare nonostante tutto etc. Dal mio punto di vista occorre partire da lì, ovvero comportandosi da corretti cittadini. I problemi nascono sul come fare a cambiare quelli riottosi al cambiamento, al rispetto delle regole civiche. Un tutto questo c'entra eccome la politica, quella che rimane chiusa nelle stanze e decide di non decidere. Aspettiamo...

Caro Direttore, trovo particolarmente significativo che Giorgio Mulè e Giorgio Trizzino, provenienti da schieramenti politici diversi, convergano sul metodo. Mulè propone Analisi, Bisturi e Contesto; Trizzino richiama competenza, programmazione, capacità amministrativa e coraggio di cambiare ciò che non funziona. Questa convergenza rende l’analisi meno attaccabile come posizione di parte: se esponenti politicamente contrapposti riconoscono gli stessi nodi e indicano criteri simili per affrontarli, emerge un possibile terreno comune. Forse “La Sicilia che vorrei” sta diventando qualcosa di più di una raccolta di opinioni: un interessante esperimento civico per costruire un metodo condiviso, lasciando alla politica il confronto sulle scelte. Perché non chiedere ai prossimi intervistati quale metodo sarebbero concretamente disposti a condividere per costruire la Sicilia che vorrebbero?

Forse sarebbe ora di valutare seriamente la realizzazione di uno scalo che serva la zona tirrenica della Sicilia abbandonata e sfruttata in malo modo? Cosa che sarebbe sicuramente più fattibile e di maggiore giovamento alla popolazione costretta a sacrifici per potersi spostare. Che avvicinerebbe veramente i siciliani della zona settentrionale al resto del Italia e non solo più di qualsiasi ponte oltre a risolvere le disfunzioni naturali del Fontanarossa che non sono solo dovute alle ceneri di sua maestà l'Etna

Ci sono sfregi e sfregi. E' anche sfregio il disagio a cui sono sottoposti i siciliani che percorrono l'autostrada Palermo Messina, di cui Shifani sembra essersi occupato (!?). Vada, vada, insieme alla sua famiglia questa mattina al casello di Termin, capirài. Se non si riesce a gestire un casello figuriamoci il resto.

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