"Quei segreti su mio padre,|il maresciallo Lombardo" - Live Sicilia

“Quei segreti su mio padre,|il maresciallo Lombardo”

Quel che vuole sapere, in fondo, è solo la verità. Una verità che attende da 17 anni. “Voglio sapere se mio padre era un delinquente o un servitore dello Stato”. Per la prima volta, in un'intervista rilasciata a "S", parla Fabio Lombardo, figlio del maresciallo dei Ros Antonino, morto nel 1995.

Su "S" intervista esclusiva
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Quel che vuole sapere, in fondo, è solo la verità. Una verità che attende da 17 anni. “Voglio sapere se mio padre era un delinquente o un servitore dello Stato”. Per la prima volta parla Fabio Lombardo, figlio del maresciallo dei Ros Antonino, morto nel 1995: Lombardo – che ha chiesto di visionare il fascicolo che riguarda il padre, ottenendo un secco no – rompe il silenzio sulle pagine del nuovo numero di “S”, in un’intervista rilasciata a Riccardo Lo Verso.

“Sulla vicenda Lombardo – dice Giangiacomo Palazzolo, il legale che ha assistito il figlio del maresciallo – ci sono stati tre procedimenti per calunnia, diffamazione e istigazione al suicidio. Dei primi due conosciamo gli atti. Mai nessuno, invece, ha visto il fascicolo sull’istigazione. Abbiamo preso visione solo del decreto di archiviazione. Oggi scopriamo che è composto da otto faldoni che fanno aumentare l’aspettativa”.
Il maresciallo Lombardo è stato uno dei protagonisti della storia recente: a capo della stazione di Terrasini, fu uno degli uomini dell’Arma che permisero l’arresto di Totò Riina. Due anni dopo la cattura del Capo dei Capi, Lombardo passò al Ros, per il quale entrò in contatto con Gaetano Badalamenti, all’epoca detenuto in America. Dopo averlo incontrato, “Tano Seduto” fissò una condizione per testimoniare al processo Andreotti: che fosse il maresciallo ad accompagnarlo dall’aeroporto. Pochi giorni dopo, però, Lombardo fu trovato morto. Suicidio.
Di dubbi investigativi Fabio Lombardo ne ha parecchi. Si è fatto un’idea precisa di come siano andate le cose. Si guarda bene, però, dal dare riposte. Le cerca, piuttosto. Nella conversazione con “S” i dubbi finiscono per materializzarsi. “Mi chiedo – spiega – se siano stati fatti degli accertamenti sui tabulati telefonici di mio padre per sapere con chi si è sentito prima del suicidio. Quali telefonate ci sono state prima e dopo, visto nei giorni seguenti alla morte il telefonino era ancora accesso. Questa storia è veramente tra le più assurde della mia vita. Oggi voglio sapere cosa è successo quella notte. Perché dopo che comunicarono la notizia a mia madre, mentre piangeva, perquisirono la nostra casa e l’ufficio di mio padre?”.


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Commenti

    Risposta: Antonino Lombardo è stato un Servitore dello Stato.
    I) Considerazione: vivere in questo Paese è molto pericoloso.
    II)Considerazione: la c.d. opinione pubblica non sa nulla di Antonino Lombardo e vive beatamente ignorando la Sua storia. Tra coloro che sanno, lo sport più diffuso si chiama depistaggio. Oltre l’oblio ovviamente.

    speriamo di poter trovare una democrazia fatta dal basso , aprire tutti gli armadi e punire i malfattori , gli industrial & politicanladri ,gli econodelinquenti,il luridumvaticanesimo,per poter rendere vivibile e libero questo stato mafiosocratico e dare una linea di partenza a questa terra ,perchè l’italia deve essere prima come sempre in questo mondo che potrebbe essere meraviglioso se insegnato e rispettato da tutti viva l’italia e gli italiani !!!!

    Beh, il dubbio nasce spontaneamente, “tano seduto” che testimonia al processo Andreotti, contro Andreotti?

    Che melliflua insinuazione e quante calunnie ricordo, se non ricordo male, anche un’invettiva di Orlando contro Lombardo, ai tempi del “suicidio” Lombardo.

    PERCHE’, LIVE SICILIA, PERCHE’?
    PERCHE’ AVETE TRASFORMATO L’ARTICOLO PUBBLICATO SU “S”?
    Perché la Verità che cerca il figlio del maresciallo Lombardo in questa pagina sembra che sia se il padre fosse o no un delinquente? PERCHE’?

    Questa mezza intervista è come una mezza verità: mezza bugia, mezza omertà.

    INTANTO RICORDIAMO CHE COSA ACCADDE LA SERA DELLE ACCUSE DEL SINDACO ORLANDO:

    “ORLANDO, SANTORO E IL MARESCIALLO. IO C’ERO. E ADESSO VI RACCONTO…
    Di Aldo Sarullo
    martedì 6 settembre 2011
    La sera in cui Luca Orlando accusò il maresciallo Lombardo d’essere un colluso io c’ero. Ero lì, in studio. La mia professione di “venditore di pensieri” mi aveva già portato a collaborare con personaggi di ogni tipo, Orlando compreso e per molti anni; ma anche Gianfranco Miccichè, anch’egli quella sera ospite di Michele Santoro. I due sedevano accanto ed io subito dietro. Mi divertiva l’idea che i due, con i quali avevo diviso confidenze ed emozioni, fossero antagonisti. Entrambi, seppure nella diversità, recavano in una qualche misura qualche goccia del mio lavoro. Si era nella seconda parte della trasmissione e aveva la parola Miccichè. Come a tutti coloro che si esibivano in pubblico, anche a lui avevo suggerito un metodo per evitare di essere interrotto da un antagonista durante un intervento. Occorreva ripetere l’ultima parola del concetto che si stava esprimendo prima dell’interruzione, ripeterla finché l’altro non si fosse stancato e, comunque, con la garanzia di due risultati: il pubblico non avrebbe potuto seguire il senso delle parole dell’antagonista e, quando questi avesse finalmente taciuto, si sarebbe ripreso il filo logico del proprio pensiero.

    Infatti sull’interruzione di Orlando, Micciché seguitò a ripetere per tre o quattro volte la parola su cui era stato interrotto. Poi, però, tacque, lasciò il campo all’altro. “Per buona educazione”, mi disse quando uscimmo dallo studio tv, “per non apparire arrogante” ed aveva una qualche ragione. Orlando, ormai libero di parlare, si lanciò nella sua accusa pesantissima contro il maresciallo Lombardo. Santoro, con la professionalità che gli conosciamo, chiese al sindaco di Terrasini, Manlio Mele, di confermare o smentire e Mele, in collegamento diretto dalla piazza di quel paese, confermò le accuse. Ma a Roma, nello studio della Rai, durante il collegamento con Terrasini accadde un fatto che nessun telespettatore poté vedere. Entrò, fermandosi ai margini, un collaboratore di Santoro che, ruotando la mano socchiusa attorno all’orecchio, gli fece intendere che c’era qualcuno in linea telefonica che chiedeva di intervenire in diretta. Santoro mostrò di non avere interesse e con un gesto inequivocabile rispose al collaboratore di lasciar perdere.

    Ma quest’ultimo insistette, rinnovò il gesto. Io mi stupii, Santoro era stato chiaro ed era il dominus. Ancora una volta il giornalista ripeté il gesto di diniego: vai via. Ebbene, il collaboratore non obbedì ed entrò in studio, avvicinò Santoro e gli fece leggere un biglietto che, ovviamente, conteneva il nome di colui che chiedeva di entrare in diretta telefonica. Santoro non ci pensò due volte, fece cenno di no ed allontanò lo zelante collaboratore.

    Dopo qualche tempo apprendemmo che a chiedere di parlare in difesa del maresciallo Lombardo e contro Orlando era stato il generale comandante dell’Arma, Federici. Ma a Santoro non era parso opportuno. Certo, la Storia non si fa con i “se”, ma nessuno può togliermi dalla testa che se il generale Federici avesse potuto riequilibrare quella sera la reputazione oltraggiata del maresciallo Lombardo forse tanti fatti sarebbero andati diversamente. Ma questo argomento meriterebbe un’analisi a parte.”
    -segue-

    I CACAOVA
    I palermitani sono “cacaova”. Il termine centenario sintetizza una summa di comportamenti e atteggiamenti proprii di una gran parte di cittadini, che tengono a mostrarsi facenti parte di una élite di persone. Quando apre un nuovo ristorante, per esempio, anche se subito si sparge la notizia del pessimo cibo, i “cacaova” accorrono sorridenti, si salutano, si riconoscono, l’uno rassicura l’altro con la propria presenza. Il gruppo della Palermo-bene, arrogante e supponente e che vive di apparenze, si compiace della propria esistenza.

    Essere consapevoli di questa peculiarità è importante per capire come i Palermitani si stanno predisponendo al voto.

    Infatti, la guerra per diventare sindaco si è fatta “guerra psicologica”. I fan di Orlando, in qualsiasi ambiente si trovino, provocano con fare ingenuo la discussione sul tema “chi votare?” e, dopo avere fatto a fettine senza troppa fatica tutti gli altri candidati, concludono “non resta che Orlando”. E l’interlocutore distratto, assediato, ignorante e con inconsapevole desiderio di appartenere al gruppo dei vincenti, decide: “ma sì, votiamo Orlando. Non se ne può più. Lo vuole fare? Lo faccia. Caviamoci ‘sto dente al più presto e torniamo alla normalità.”

    Quale normalità? Quella che ci racconta Luca Orlando, conoscendo anche la memoria corta dei suoi concittadini? Quella alterata da continui giochi di parole? Quella taciuta perché impresentabile?

    E’ un fatto che Orlando si sia trovato negli snodi più importanti e dolorosi degli avvenimenti degli anni Novanta. Ha contribuito in modo sostanziale all’isolamento di Giovanni Falcone prima e del maresciallo Lombardo poi. Parlò, a sostegno del suo pupillo Mele, di telefonate minatorie ricevute, e toccò ai Carabinieri di Terrasini verificarne l’inesistenza.
    Accusò Lima e Cossiga, Sciascia e l’eterno Andreotti (senza osare però non accontentarlo quando il leader della DC gli raccomandava qualcuno).

    Non si ricorda lo stesso sacro furore quando alla fine del ’93 il ministro Conso non confermò il 41bis per qualche centinaio di mafiosi.

    La sua lotta alla mafia è costituita da dichiarazioni roboanti, di cui mai si assunse alcuna responsabilità, e di lunghe passeggiate per le vie di Palermo in occasione delle tante commemorazioni.
    Durante la sua seconda sindacatura (quella vinta con il trucchetto degli LSU) non provò più interesse a governare questa Città: aveva esaurito ogni copione e, da buon attore, decise che aveva bisogno di un attimo di pausa. Per ricaricarsi cominciò a viaggiare (con quali soldi?) e lasciò Palermo in mano al vicesindaco, uomo vivace come una fotografia ingiallita e che certamente pochi ricordano (e non con apprezzamento) e nessuno rimpiange.

    Ora si ripresenta: i resti delle sue giunte precedenti gli si stringono intorno. Non hanno nulla da dare a questa Città, ma sperano in nuovi incarichi. Per sentirsi vivi. E’difficile arrendersi al tempo che passa.
    E Orlando, come un giocoliere, a tutti sorride mentre fa il gioco delle tre carte. E continua a portarsi dietro i suoi segreti. Oggi più di prima, con il suo colto e trasparente consorte Antonio Di Pietro, persona inquietante e, al pari di Orlando, parco di spiegazioni.

    testo corretto
    AGGIUNGO COPIANDO DA “S” una SCONVOLGENTE RIVELAZIONE DI FABIO LOMBARDO SULLA RELAZIONE SCRITTA DAL PADRE ALLA PROCURA DI PALERMO, DOPO AVERE PARLATO CON BADALAMENTI:
    “Nella copia che c’era in Procura mancava la pagina in cui si diceva che era meglio non portare Gaetano Badalamenti in Italia”.
    Da una precedente, lontana intervista di Fabio Lombardo si comprende meglio che il padre aveva relazionato sull’idea di qualcuno della Procura che vedeva rischiosa la testimonianza di Badalmenti in Italia, ma che questa pagina sarebbe scomparsa.
    E’ SCONVOLGENTE IPOTIZZARE, dunque, che Lombardo sia stato delegittimato per fermare Badalamenti. Il suicidio potrebbe essere stato una conseguenza imprevedibile. Potrebbe.

    I soliti 2,3 utenti si spaventano della popolarità di orlando e ripetono lo stesso concetto trito e ritrito. Basta ipazia,basta anello al naso non se ne può più,rassegnatevi,palermo adora orlando, orlando è un mito per tanti palermitani,soprattutto quelli delle zone dimenticate, e non saranno le voste solite frasi tutte uguali sul caso lombardo a demolire il mito di orlando! Orlando è puro e incontaminato,gli schizzi di fango si ritorcono come un boomerang contro chi li lancia!

    Si ricorda che Orlando non ha calunniato il maresciallo Lombardo,in quanto è stato assolto dall’accusa di calunnia con sentenza definitiva,per cui chi sostiene il contrario calunnia orlando! Seconda cosa, Orlando non ha contribuito all’isolamento di Falcone,ma ha solo attaccato la procura di palermo dell’epoca guidata da quel piero giammanco contro cui si ribellarono i sostituti procuratori amici di Falcone e Borsellino all’indomani delle stragi. Questi sono i fatti,le chiacchiere le lasciamo ai nemici di orlando,che fa sempre più paira x la sua immensa popolarità!

    Se si vuole la verità su quelle vicende e sui misteri di quegli anni non si possono tenere segrete le carte. Qualcuno ha disseppellito morti, dopo 50 anni.
    Perchè non si indaga sul suicidio del maresciallo Lombardo? Perchè non si rendono note le carte?
    C’è una ragione di Stato o di Procura?
    Tutto questo è inammissibile.

    @redazione
    Capisco le ragioni di sintesi. Tuttavia, dopo avere letto “S”, mi pare evidente che il figlio di Antonino Lombardo non dubiti della correttezza dell’operato del padre. Forse questo è il dubbio desiderato da chi vuole seppellire questa storia.

    @Ipazia e Anello
    Ottimi interventi che condivido

    ma se fosse vero il fatto che orlando abbia isolato falcone e parlato a sproposito su Lombardo, non penso proprio che la signora Borsellino avrebbe accettato il suo appoggio…orlando parla sempre a ragione, ma a Palermo sono bravi quelle persone che mettono in moto la macchina del fango (come l’ha definita Saviano)sapientemente usata contro i giudici quando erano in vita…anche Salvatore Borsellino si è espresso a favore di Orlando…

    Mi fanno pena tutti questi giovani che, pur essendo nati con il mouse in mano, si rifiutano di usarlo per documentarsi, per avere conoscenza quasi diretta del recente passato, per farsi idee proprie, per non parlare per sentito dire.

    Mi fanno pena tutti quei giovani che si accontentano di fare da megafono a protezione degli interessi del marpione di turno. E che per questo, rifiutano di consultare le fonti e i documenti presenti sul web.

    Ma forse qualcuno dimentica che Orlando per sport nazionale tira le pietre e nasconde la mano.
    Qualcuno di voi gli ha mai sentito fare un nome di un mafioso? se non generalizzando e calunniando? ha mai detto ad un vero mafioso tu sei mafioso? decisamente no!! ha sempre sparato nel mucchio e spesso contro i servitori dello stato come ha fatto con Falcone e come ha fatto con il maresciallo Lombardo.
    Senza conoscere i fatti, che sono l’unico argomento testardo, generalizza pur di sparare contro qualcuno e cercando la benevolenza dell’opinione pubblica superficiale.
    Che vergogna spero che la sua coscienza lo richiami alla verità. Verità che non è opportunismo.
    E ancora parlano di Orlando. Basta !!! da cittadino di Palermo arrivo a dire tutti tranne che Orlando che come bambini capricciosi fanno saltare il banco quando non sono d’accordo.
    Ma soprattuto Basta con chi simula l’antimafia e offende i servitori dello stato

    Di tutto Palermo ha bisogno tranne che di un sindaco imbolsito che ripete in continuazione il refrain che “il sindaco lo sa fare” !

    @matteo
    Gentile Matteo,
    esistono due aspetti della vicenda che si intrecciano ma che devono essere affrontati, ciascuno nella sua peculiarità, a meno di volere mettere la testa sotto la sabbia e accontentarsi del sonnifero delle versioni ufficiali. Si fa un gran parlare della ricerca della verità e questa vicenda è un tassello essenziale della verità di quegli anni.
    La prima coinvolge Antonino Lombardo. Si suicidò, è vero. Ma perché? Perché nascondere le carte sulle investigazioni? La sua obiezione non intacca il grido di chi, come il figlio del maresciallo scomparso, ha sete di verità e giustizia.
    Legga l’intervista su “S”. Fabio Lombardo è un testimone diretto e, a quel tempo aveva 19 anni.
    Egli racconta che dopo l’uccisione del confidente del maresciallo Lombardo, questi chiese il trasferimento in un posto tranquillo, un’ambasciata, che gli fu rifiutata perché “gli dissero che il ROS senza mio padre non sarebbe stato più il ROS”. Non era, quindi, un personaggio qualunque all’interno di quel delicato Reparto Operativo. Se si considera che l’attività di Antonino Lombardo ha coinvolto le vicende dell’arresto di Riina e, soprattutto quella di Badalamenti e delle sue dichiarazioni, converrà che se si vuole la verità su quegli anni di mafia e di lotta alla mafia, non si può prescindere dal togliere il velo su cosa accadde al maresciallo.

    E poi, non come ultima motivazione, negare la verità ad un figlio è ripugnante.

    Il secondo aspetto riguarda Orlando. Qui la sua obiezione ha indubbiamente un senso e me lo sono chiesto anch’io e mi sono chiesto anche perché i Borsellino considerano amico Orlando mentre Maria Falcone ebbe a fare dichiarazioni pesantissime su Orlando in relazione al suo attacco a Falcone. Per inciso, ancora una volta per fugare le insistenti mistificazioni di taluni, si trattò proprio di attacco a Falcone da parte di Orlando, il quale firmò una precisa “denuncia” al CSM e Falcone ebbe a doversi difendere in un conseguente “processo” dinanzi al CSM stesso. Mi auguro che un giorno siano rese note e pubbliche le dichiarazioni di Falcone al CSM nei riguardi di Orlando. Per quelli che sono i fatti è noto che Falcone arrestò Ciancimino per vicende di appalti di società riconducibili a quest’ultimo che avevano ottenuto appalti dall’amministrazione comunale di Palermo guidata da Orlando.
    Ma torniamo a Maria Falcone. A “MIXER” disse cose pesanti, non proprio amichevoli.

    http://archiviostorico.corriere.it/1993/gennaio/26/Maria_Falcone_Orlando_infangato_mio_co_0_9301267422.shtml

    “Nuove accuse a Leoluca Orlando da parte di Maria Falcone, sorella del giudice assassinato. In un collegamento telefonico con il programma radiofonico “Mixer”, Maria Falcone ha detto che l’ ex sindaco di Palermo, accusando Giovanni di tenere alcune inchieste sull’ intreccio tra mafia e politica “ferme nel cassetto”, ha creato a Falcone un dolore gravissimo e ha “infangato il nome, la dignita’ e l’ onorabilita’ di un giudice che ha sempre dato prova di essere integerrimo e strenuo difensore dello Stato contro la mafia”. Orlando ha replicato: “Dissi quelle cose perche’ allora, a capo della procura palermitana, c’ era Giammanco, un personaggio che ho criticato e che continuo a criticare. Giovanni Falcone fu costretto a lasciare Palermo perche’ non riusciva a lavorare come avrebbe voluto: era vittima di un sistema del quale Giammanco era un pezzo. Ho sempre detto che Falcone ha avuto grandi difficolta’ a svolgere il suo lavoro, avendo dentro gli stessi palazzi i suoi nemici, oltre che i suoi colleghi e collaboratori”. Maria Falcone: “Ma lei lo ha messo ancor piu’ in difficolta’ “. Orlando: “Ho cercato di evidenziare i rischi cui andava incontro”. Maria Falcone: “Lei ha approfittato di determinati limiti dei procedimenti giudiziari, per fare, come diceva Giovanni, politica attraverso il sistema giudiziario”. Orlando: “E lei crede che Falcone potesse far bene il suo lavoro avendo come capo Giammanco?”. Maria Falcone: “Allora non doveva accusare Giovanni, ma dire con chiarezza quali fossero i problemi. E invece ha presentato al Csm accuse specifiche contro Giovanni: lei quindi non lo ha difeso da Giammanco, ma lo ha condannato”. Orlando: “C’ e’ un grande bisogno di verita’ , e la ricerca della verita’ puo’ anche portare a incomprensioni terribili, anche dolorose. E questo e’ certamente uno di quei casi. Posso immaginare che Falcone fosse amareggiato ed e’ una cosa che mi fa molto male”.”

    Come vede opinioni diverse e non è dato capire il perché i Borsellino, diversamente dalla sorella di Falcone, indicano Orlando come amico. Ma è pur vero che le situazioni personali e familiari sono diverse.

    Personalmente credo che a maggior ragione si dovrebbe fare luce sulla vicenda di Lombardo e, con riferimento a Orlando, sul perché questi fu autore del suo linciaggio televisivo, senza contradditorio.

    Cordialmente.

    La fondatezza di quanto riferito da Aldo Sarullo potrebbe essere verificabile ascoltando coloro i quali sono citati. Se così fosse, sarebbe verosimile che il Comandante Generale dell’Arma avesse telefonato anche al povero maresciallo. E, se così fosse, il maresciallo, solidamente confortato, non avrebbe avuto motivo di togliersi la vita per le dichiarazioni di cui tutti sappiamo. Teniamo conto che tali dichiarazioni, dal punto di vista di un maresciallo del ROS, provenivano, in buona sostanza, da persone che (in buona o cattiva fede) campavano di parole, non di fatti. E allora…

    Quel che vuole sapere, in fondo, è solo la verità.
    “Voglio sapere se mio padre era un delinquente o un servitore dello Stato”

    Mi spiace per la Redazione ma ha commesso un errore imperdonabile.

    E’ questa la sintesi della la Verità che Fabio Lombardo cerca da diciasette anni?

    @comunista
    Lei mi fa tenerezza, non può accusare gli altri di esporre concetti “triti e ritriti”. In tutti i Suoi commenti non ho mai trovato elementi di novità.
    Provi a liberare, per un attimo, la Sua mente dalla schiavitù a cui Lei la sottopone.
    In questo caso, ad esempio, il problema non è Orlando. Si parla di ricerca della Verità.
    E’ solo UNA e al momento non la conosciamo per intero. Inoltre non è detto che corrisponda a quella processuale.
    Provi a conquistare un segmento di libertà e a documentarsi meglio.

    Conosco bene la Famiglia Lombardo, posso soltanto dire che è un DOVERE avere il diritto di sapere la verità, un servitore dello STATO abbandonato a punto tale da sentenziare la sua morte. Ricordo quei giorni tremendi che la famiglia LOMBARDO passò, e tutti i cittadini di Terrasini si strinsero nel loro cordoglio.

    IO SONO UN’ANTI ORLANDO PER ECCELLENZA, MA SPERO CHE QUALCUNO NON ABBIA FATTO USCIRE QUESTO ARTICOLO AD OROLOGERIA SAREBBE TREMENDO PER IL RISPETTO CHE HO NELLA FAMIGLIA LOMBARDO…

    FABIO TI ABBRACCIO…

    Anello, ma un altro testo non ce l’ha? No perchè questo lo so già a memoria. Ma è l’editor di Sarullo? Non è che dovrebbe ampliare le sue letture? Anche perchè Sarullo è stato al soldo dei nemici di Orlando, dopo essere stato al suo servizio, per cui, oltre ad aver cambiato bandiera, cosa che di per se non depone in termini di serietà, avrebbe milioni di motivi per infangare Orlando (questo è evidente pure ad un neonato).

    Prima Borsellino è stato ucciso dal KGB, poi Orlando mirava a salvare Andreotti, poi magari gli asini voleranno ed infine il mondo era quadrato ed oggi è romboidale, domani sarà ovale.

    Comunista ha portato argomenti ed è ancora senza risposta.

    I palermitani saranno cacaova, però cacare dubbi per hobby nemmeno è una sana abitudine.

    OOOOPS, intendevo dire “parlar male di Orlando”.

    @ giodiben
    Lei ignora ciò che altre volte su queste pagine ho riferito e in special modo ad Orazio che ormai dovrebbe avere avere le idee chiare, ma che, poiché è un gentiluomo, si è guardato bene dal chiarirle. La telefonata del generale Federici è stata comunicata ufficialmente nel corso di una risposta ad una interrogazione. A Montecitorio il sottosegretario Rossi, ex prefetto, ne parlò ufficialmeente. Lei, giodiben, inoltre mostra di sconoscere proprio tutto il tragico evento nonostante in queste pagine sia stato più volte raccontato con precisione. Provo a sintetizzarlo elencando soltanto fatti e non deduzioni: Lombardo, delegittimato pubblicamente da Orlando non ricevette il sostegno della Procura di Caselli. E dire che proprio questa Procura s’era avvalsa dei contatti riservati di Lombardo. Il maresciallo, dopo le accuse in tv, ricevette chiare e verificate minacce che lo convinsero che i propri familiari fossero a rischio della vita. Due le conseguenze: il suicidio di Lombardo e il rifiuto di Badalamenti di venire a testimoniare in Italia in contrasto con alcune tesi dei pm italiani. Per il resto faccia lei. E’ libero di tenere, come altri la testa sotto la sabbia o, come un altro commentatore, nella melma.

    testo corretto
    @ giodiben
    Lei ignora ciò che altre volte su queste pagine ho riferito e in special modo ad Orazio che ormai dovrebbe avere avere le idee chiare, ma che, poiché è un gentiluomo, si è guardato bene dal chiarirgliele. La telefonata del generale Federici è stata comunicata ufficialmente nel corso di una risposta ad una interrogazione. A Montecitorio il sottosegretario Rossi, ex prefetto, ne parlò ufficialmeente. Lei, giodiben, inoltre mostra di sconoscere proprio tutto il tragico evento nonostante in queste pagine sia stato più volte raccontato con precisione. Provo a sintetizzarlo elencando soltanto fatti e non deduzioni: Lombardo, delegittimato pubblicamente da Orlando non ricevette il sostegno della Procura di Caselli. E dire che proprio questa Procura s’era avvalsa dei contatti riservati di Lombardo. Il maresciallo, dopo le accuse in tv, ricevette chiare e verificate minacce che lo convinsero che i propri familiari fossero a rischio della vita. Due le conseguenze: il suicidio di Lombardo e il rifiuto di Badalamenti di venire a testimoniare in Italia in contrasto con alcune tesi dei pm italiani. Per il resto faccia lei. E’ libero di tenere, come altri, la testa sotto la sabbia o, come un altro commentatore, nella melma.

    Ma tutti questi signori che chiedono spiegazioni sugli anni ’90 a Leoluca Orlando perchè non rivolgono le loro attenzioni e le loro domande al ricco brianzolo e al suo amico del cuore palermitano Marcello Dell’Utri ???
    Sono sicuro che molti dei loro inquietanti interrogativi avrebbero esauriente spiegazione !

    Troppe chiacchiere.

    Se le isituzioni e coloro che le rappresentano fossero “professionisti” potremmo avere una risposta sincera.Purtroppo viviamo in una realtà ben diversa dove c’è il giovincello sostituto procuratore che si fa pubblicità mediatica come altri P.M. più importanti; senza dimenticare che, ancora oggi, ex “RAPPRESENTANTI DELLA NOSTRA CITTA'” (abbastanza inquinati, della serie: “chi non hai mai peccato scagli la prima pietra” oppure, in forma più aulica “cù si sente ù megghiu …avi à rrugna”) sputano i loro germi su altri affermando PERO’ che questi ultimi sono malati.

    @Anello. Neanche Lei, però, ha risposto alla mia domanda.

    @ giodiben
    Credo di non comprendere. Mi chiarisca a quale domanda si riferisce. Se parla del gen. Federici, è storicizzata la sua protesta anche successiva al tentativo di telefonata,in favore di Lombardo. Ma i CC operavano come polizia giudiziaria alle dipendenze della Procura. Quindi privi di iniziativa. Mi faccia sapere a che cosa lei fa riferimento.

    @Anello. Grazie per aver risposto alla mia domanda. Per quanto ne sappia, i generali non sono ufficiali di polizia giudiziaria e non dipendono dalle Procure della Repubblica.

    Ricordo a tutti che Orlando è stato assolto CON SENTENZA DEFINITIVA dall’accusa di calunnia verso il maresciallo Lombardo.
    Inoltre Orlando non ha contribuito all’isolamento di Falcone, ma ha solo attaccato la procura di palermo dell’epoca guidata da quel piero giammanco contro cui si ribellarono i sostituti procuratori amici di Falcone e Borsellino.
    Aggiungo che Orlando sulla lotta alla mafia ci ha sempre messo la faccia, ha potuto fare anche qualche errore essendo un uomo e no una macchina ( ricordo a tutti che anche un uomo come Sciascia criticò Falcone definendolo professionista dell’antimafia )
    Per togliere ogni dubbio pongo una domanda: ma l’amicizie vera e sincera tra Orlando e la Borsellino su cosa è basata? Se Orlando era contro Falcone e Borsellino pensate davvero che la Sig.ra Borsellino restava amica di Orlando?

    @ XXX
    LE EQUAZIONI NON SONO IL SUO FORTE. LEI SOSTIENE CHE POICHE’ RITA BORSELLINO E’ AMICA DI ORLANDO QUEST’ULTIMO ERA AMICO DI FALCONE E PAOLO BORSELLINO. LE CHIEDO: POICHE’ E’ STORICIZZATO CHE GLI AMICI PIU’ CARI DI PAOLO BORSELLINO ERANO POLITICI DI DESTRA, COSTORO SONO CONSIDERATI AMICI DA RITA BORSELLINO?
    NON TROVA DEBOLISSIMO QUESTO RAGIONAMENTO PER EQUAZIONI? AUGURI.

    chissà dove questo “comunista” (dubito che sia tale, i seguaci di orlando, un dc riciclato) abbia letto calunnie a Orlando, vediamo invece esattamente cosa disse Orlando a Tempo Reale: “se posso vorrei dire che la mafia usa anche pezzi dello stato, e io mi assumo le mie responsabilità quando dico che pezzi dello stato a terrasini stanno dalla parte della mafia” (miccichè chiede a cosa si riferisca) “mi riferisco anche al comportamento equivoco di qualche esponente dell’arma dei carabinieri, e chiedo formalmente l’intervento del generale comandante dell’arma dei carabinieri, sulla situazione dei carabinieri a Terrasini…lo sto chiedendo, lo sto chiedendo (in diretta da terrasini lo fischiano) e mi assumo le mie responsabilità!”

    in un altro momento della trasmissione Orlando aggiunge:

    “devo sicuramente precisare subito: io sto formalmente chiedendo all’autorità giudiziaria di indagare sul comportamento del precedente responsabile della stazione dei carabinieri di terrasini, lo faccio in presenza del maresciallo Novembre che è un esempio di come lo stato possa fare il proprio dovere, ma lui sa perfettamente che quando ha fatto il proprio dovere non tutti i suoi colleghi erano dalla sua parte e lo aiutavano nel suo lavoro e lo stesso accade nell’arma dei carabinieri”

    ad un certo punto interviene in diretta da Terrasini DI STEFANO del consiglio comunale, seduto dall’altra parte della piazza dove stanno gli oppositori di Manlio Mele:

    “il sindaco Orlando come il quì presente sindaco Mele fa parte di quella cultura khomenista di cui parlavo poc’anzi, la cultura del sospetto (applausi) che ha portato all’isolamento del giudice Falcone il cui paragone azzardato dal giudice (ha sbagliato) Mele è quantomeno vergognoso, che questa sera si è scagliato contro l’arma dei carabinieri a cui va la nostra solidarietà, anche su questo è la cultura del sospetto…”

    erano pochi anni dopo l’uccisione di Falcone…già si parlava di questo isolamento del magistrato eh…

    GIUDICATE VOI SE ERANO “RICHIESTE” QUELLE DI ORLANDO O “ACCUSE” PASSIBILI DI DENUNCIA.

    a me personalmente non piacciono i fratelli di Borsellino, la mia stima va solo a Paolo Borsellino…che c’entra la “benedizione” dei 2 fratelli per distorcere le parole ed i FATTI STORICI ? che Salvatore Borsellino INVECE bolla come “presunta polemica” su un filmato che quelli di idv fanno circolare! e ricordo che parla uno di sinistra, quindi evitate i commenti cretini

    si penso che non mi frega niente di rita borsellino, e manco del fratello salvatore che bolla come “presunta” una “polemica”, mentre non era una polemica, oltre le cose dette a Samarcanda (cui Falcone rispose subito dopo “questo è un modo di fare politica attraverso il sistema giudiziario che noi rifiutiamo, e se il sindaco sa qualcosa faccia nomi e cognomi altrimenti taccia”) c’è una cosa gravissima successiva di pochissimo tempo: un ESPOSTO ALLA MAGISTRATURA a firma di orlando e dei suoi: e Falcone durante la sua audizione al csm disse (e non sto sganciando brani per distorcere il senso, SONO PAROLE DI FALCONE): “Orlando ormai ha bisogno della “temperatura” sempre più alta. Sarà costretto a spararla ogni giorno più grossa. Per ottenere questo risultato, lui e i suoi amici, sono pronti a tutto, anche a passare sui cadaveri dei loro genitori. Questo è cinismo politico. Mi fa paura” … vediamo se qualcuno prova a distorcere quello che disse Falcone per traviarne il senso e alleggerire la ROTTURA (non polemica) tra i due.

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