Truffe, violenze e furti in casa| Gli anziani le vittime più colpite - Live Sicilia

Truffe, violenze e furti in casa| Gli anziani le vittime più colpite

L'ultimo colpo messo a segno dai malviventi è quello nei confronti di un'anziana in via Mosca a Palermo. Ma i casi di violenza si estendono a macchia d'olio anche in provincia con le modalità più disparate. La polizia lancia l'appello: "Gli anziani non abbiano esitazione nel chiedere aiuto".

 

diversi i casi segnalati
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PALERMO – Bussano al citofono, si fingono degli amici, oppure staccano la luce dal contatore generale del palazzo o fanno finta di essere dei venditori. Decine di stratagemmi, piani studiati a puntino che mirano ad un unico obiettivo: quello di approfittare della buona fede degli anziani per mettere a segno colpi da migliaia di euro.

Sono proprio gli anziani, a Palermo e provincia, a finire ultimamente nel mirino di bande di malviventi senza alcuno scrupolo, che pur di impossessarsi di tutto quello di prezioso che si trova nelle loro abitazioni, sono disposti a sequestrare e picchiare le vittime. Nessuna zona del capoluogo sembra immune all’assalto dei rapinatori, che a suon di calci e pugni sono entrati in azione sia nei quartieri residenziali della città che in periferia.

L’ultima, in ordine di tempo, è l’aggressione a scopo di furto subita da un’anziana che vive in via Mosca, alla Zisa, caduta nella trappola di due uomini che hanno finto di essere due fattorini. Hanno bussato al citofono chiedendo di potere consegnare i nuovi elenchi telefonici, ma approfittando della fiducia che gli era stata concessa dalla vittima, hanno fatto irruzione nell’appartamento picchiandola e non dandole alcuna possibilità né di chiedere aiuto, né di difendersi. Hanno così agito indisturbati e sono riusciti a scappare con un bottino di tremila euro.

Soltanto qualche settimana fa sono invece state due donne, una 74enne e la sua badante di 45 anni ad essere prese di mira a Borgo Nuovo. I malviventi sono entrati in casa mentre le vittime guardavano la tv. Da lì a poco, quelle che le donne avrebbero vissuto sarebbero stati dei veri e propri momenti di terrore: sono state picchiate e legate a due sedie con alcune fascette e, anche in questo caso, la banda è scappata con poco più di tremila euro. La polizia si è subito messa a caccia dei rapinatori, così come sono già partite le indagini per rintracciare i ladrI “fattorini” che hanno agito in via Mosca.

In via Marchese di Villabianca è stata una coppia di coniugi ad essere letteralmente privata dei ricordi di una vita. Soprammobili di valore, gioielli preziosi regalati con amore e custoditi con attenzione. I banditi hanno colpito nel cuore della zona residenziale, mettendo ko il contatore che si trova al piano terra dello stabile: hanno così atteso che la vittima aprisse la porta per andare a riaccenderlo e sono passati all’attacco. Hanno sferrato un pugno, poi un altro. Stesso iter è toccato alla moglie dell’anziano. Poi la fuga coi soldi, senza lasciare alcuna traccia.

Non immune la provincia: negli ultimi mesi del 2012 i furti e le rapine in casa sono aumentati in modo esponenziale nella zona di Partinico e Carini. Anche in questo caso le vittime “preferite” risultano essere gli anziani, colpiti sotto il tetto in cui dovevano invece sentirsi al sicuro.

Nell’abitazione di un’anziana i ladri hanno portato via un maxi bottino di centomila euro, mentre nell’appartamento di un uomo di 82 anni, il piano dei malviventi non è andato come avevano pianificato. La vittima ha infatti imbracciato un fucile da caccia, regolarmente detenuto, e ha fatto fuoco, ferendo uno dei rapinatori. Colpi di bastone, invece, per due anziani coniugi di Santa Cristina Gela, dalla quale abitazione i ladri hanno rubato numerosi gioielli. Prima di andare via, si sono impossessati anche della loro auto, una Bmw.

E mentre continuano le indagini, la polizia fornisce alcuni consigli agli anziani che si trovano da soli in casa, primo tra tutti, quello di non aprire la porta di casa a sconosciuti anche se vestono un’uniforme o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità.

“Sarebbe necessario – spiegano – accertare con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla porta e per quali motivi. Se non si ricevono rassicurazioni, è meglio non aprire per alcun motivo. Per qualunque problema – infine – gli anziani non devono esitare a chiamare il 113″.


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