Arata, tutta la verità di Pierobon: | "Era una zecca cavallina..." - Live Sicilia

Arata, tutta la verità di Pierobon: | “Era una zecca cavallina…”

La conferenza stampa dell'assessore ai rifiuti, Ecco che cosa ha detto.

La conferenza stampa
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PALERMO- “Sono qui per dire tutta la mia verità. Sono state scritte delle frasi in modo vergognoso. Non avevo nessuna familiarità con Arata e che si pensi questa cosa di me mi fa incavolare”. Così Alberto Pierobon ha iniziato la conferenza stampa in cui ha presentato la propria verità sul suo coinvolgimento nella vicenda Arata. “Sono – ha detto – a disposizione della magistratura per chiarire la mia posizione”

Pierobon ha cominciato a raccontare in quale situazione ha trovato l’assessorato all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità: “Quando sono arrivato qui c’era una sola persona in ufficio di gabinetto. Mentre componevo l’ufficio ho provato a mettere ordine perché qui c’era l’assalto di tutti. Per questo il 30 agosto abbiamo fatto un registro dei portatori di interesse e un sistema di filtri”.

E infatti Pierobon ha raccontato di avere incontrato Arata i primi di maggio dello scorso anno. “Me lo presentarono tre funzionari qui fuori spiegandomi che era prossimo a diventare presidente dell’Arera, era referente per l’ambiente del centrodestra, professore universitario e ex senatore. Non ricordo e non ci sono state –  ha poi continuato – chiamate di Gianfranco Micciché per organizzare incontri. Il primo è avvenuto per il tramite dell’ufficio di gabinetto di Micciché e la mia segretaria particolare, dove c’erano due persone che  sono state cacciate”.

“Questo incontro – ha proseguito l’assessore ai Rifiuti – è avvenuto i primi di luglio. Allora Arata mi ha raccontato che aveva presentato un progetto con la sua società di famiglia, la Solgesta. Si è lamentato che mancavano riscontri alla sua pratica con errori formali e sostanziali. Nessuno mi ha detto chi era Arata sebbene sembra che qui fosse di casa. Poi mi ha contattato attraverso i messaggi ma non è che stavo pronto a rispondere a lui”. L’assessore più volte è tornato su quella mancanza di informazioni: “Chiunque sapeva qualcosa doveva avvisarmi”.

Il professore universitario all’origine dell’inchiesta appariva a Pierobon come un imprenditore stanco delle lentezze. “Arata – ha continuato a raccontare – mi ha parlato spesso e volentieri di altri investimenti. Per me era un imprenditore che diceva di avere perso dei soldi, si lamentava della malagestio, mi diceva: ‘Vado dalla stampa’, ‘Vado dalla procura’. E io – ha chiosato l’assessore – l’ho pure incoraggiato: ‘Vai in procura’”.

Poi Pierobon è sceso nei particolari, sia suoi rapporti personali che Arata provava ad avere sia sul suo coinvolgimento istituzionale nell’affare. “Mi ha chiesto più volte di andare a cena e non sono mai andato. Era insistente, una zecca cavallina”. Ma a chi gli ha fatto notare che non fosse opportuno che un assessore anticipi a un privato dell’esito di un provvedimento. “Tutti quelli che arrivano da a me – ha chiarito – hanno sempre una risposta. Mi contattano in centomila”. Non solo. Pierobon infatti non ha detto di trovare nulla di strano nel fatto che un assessore spinga perché gli uffici evadano le pratiche. “Non ho mai orientato nessuno ma – ha chiesto retoricamente – sapete quante volte chiamo il direttore Salvo Cocina per sapere lo stato di evoluzione delle pratiche?”.

Per Pierobon, quelle di Arata sarebbero state le pressioni di un normale portatore di interesse. Così ai cronisti che gli hanno chiesto se non ne avesse parlato con i componenti della giunta, l’assessore regionale ha detto: “Si,ne ho parlato con Cordaro per dirgli ‘Guarda che c’è sta persona che aspetta la pratica’ e poi – ha raccontato – l’ho presentato per caso ad Armao ed infine ne ho parlato al presidente Musumeci: ‘Leggevo la cronaca di investitori che vanno via e allora ho detto a Musumeci che stavamo lavorando alla pratica di Solgesta perché mi sembrava che fosse un investimento che scappava”.

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Commenti

    Anch’io ho una società che vorrebbe investire nelle rinnovabili ma non ho nessun amico importante. Assessore mi può fissare un appuntamento?

    1) “Me lo presentarono tre funzionari qui fuori.” E chi erano? Nessun nome.
    2) “Il primo incontro è avvenuto per il tramite dell’ufficio di gabinetto di Micciché e la mia segretaria tecnica, dove c’erano due persone che se sono state cacciate”.
    E chi erano le due persone “cacciate”? Nessun nome.
    3) “Cacciate” per quale motivo? Non lo dice. Andate a finire dove? Non si sa.
    4) “Nessuno mi ha detto chi era Arata sebbene sembra che qui fosse di casa.”
    Con chi Arata era di casa? Non lo dice.
    5) “Chiunque sapeva qualcosa doveva avvisarmi”. Qualcuno lo ha avvisato? Non lo dice.
    6) “Sapete quante volte chiamo il direttore Salvo Cocina per sapere lo stato di evoluzione delle pratiche?” Assessore, chi vuole sapere lo stato di una sua pratica non deve fare altro fare l’accesso agli atti, non va nè dall’Assessore nè dal dirigente generale, ma solo dal responsabile del procedimento.
    Se si segue un’altra…strada il più delle volte è per…ammuttare.

    Non c’è motivo di dubitare della buona fede dell’onestissimo Pierobon. L’osservazione spontanea e il consiglio per il futuro è perchè queste notizie non le abbia chieste per iscritto e in modo trasparente, indicando i criteri di scelta per interessarsi di una pratica invece che di un’altra. Dimenticando un attimo il caso specifico che sconosco completamente, nel pianeta Marte, dove a capo dei dicasteri ci sono persone ambigue va invece così.
    Ministro: Gentilissimo funzionario mi dai notizia della pratica di sempronio, perchè mi hanno segnalato dei ritardi di questo ufficio e i motivi perchè non è stata ancora data l’autorizzazione? Funzionario: ma ce ne sono altre 999 prima che devo fare, la prima quella del disoccupato diversamente abile senza casa sfrattato zoppo “mischino” “povero cristo” e balbuziente orfano vedovo e solo signor Tizio. Ministro: Io non ho chiesto di Tizio o dei poveri disgraziati del mondo intero, ho chiesto solo della pratica di sempronio che è una persona importante amico di amici, voi impiegati non fate un tubo e ponete sempre cavilli e ostacoli allo sviluppo economico del pianeta. Funzionario: Ma avete fatto la legge apposita che dice che devo andare in ordine, mi avete anche detto che se non la rispetto mi punite. Ministro: Ho capito e hai ragione e dato che domani faremo una bella rotazione per motivi di trasparenza, sarai promosso e andrai al vulcano (ma non in generale nella bella isola, ma proprio al cuore del vulcano, al caldo a misurare la temperatura e poi fai una relazione in doppia copia con carta …. carbone!).
    Il prossimo funzionario, se disonesto, saprà come comportarsi. Il lavoro sporco per i raccomandati “standard” lo fanno certi gabinettisti di mestiere, ma per i raccomandati vip occorre che si muova il politico importante che farà sentire il suo “peso”. Addirittura un famoso politico pregiudicato catanese ancora oggi potentissimo dicevano andasse a braccetto in pubblico con imprese mafiose per far capire la protezione politica di cui godevano e il funzionario che non lo capiva e sgarrava perchè così stupido da fare il proprio dovere, era messo in condizioni di non nuocere dai suoi scagnozzi politici e burocratici che lo stesso politico ancora non pregiudicato ma solo indagato aveva messo ai vertici istituzionali. Ma saranno sicuramente false dicerie.

    Ma ci è o ci fa?

    pierobon volutamente minuscolo come minuscola la tesi difensiva che di certo gli inquirenti smonteranno facilmente penso che l ‘epilogo di questa ulteriore triste storia di mala politica isolana sia il time out .
    Fava proceda ricordandosi spero di chi sia stato figlio …. gli auguro buon lavoro cosi come ai Giudici inquirenti poiché la Sicilia e i Siciliani hanno bisogno di altro !!!!

    Non ho parole! Ma questo c’è o ci fa. Vi rendete conto che questo è assessore della Regione Sicilia.

    Non fate dietrologia per quanto ne sappia io è una persona per bene e molto competente. Un Veneto può mai sapere chi agisce dietro tizio o Caio? Chi sapeva aveva il dovere di avvertire che c’era puzza di bruciato.

    Ci aspettiamo che anche Musumeci faccia la sua parte

    Forse non è chiaro ….. hanno messo apposta il veneto per potere poi dire proprio quello che stai dicendo tu

    Per come commenta un mio amico sindaco questo assessore ha cambiato in meglio tutta la problematica dei rifiuti e dell’ energia. Mi dice il mio amico sindaco che probabilmente è un ingenuo e ha agito in buona fede, ( ma poi cosa ha fatto di penalmente rilevante). Mi dice ancora il mio amico non é che ha rotto i cabbasini con questa mania tutta veneta di privilegiare il pubblico, di fare e di dare risposte concrete per levare dal fango la Sicilia immersa nella pattumiera dei rifiuti dal 1999? Mi dice il mio amico sindaco e,su questo é molto preoccupato, ma per caso si vuole ritornare alle emergenze del periodo cuffariano, lombardiano e crocettario? M’ha?

    pierobon ma lei in sicilia cosa è venuto a fare?

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