il tono e lo stile della lettera ha poco di "istituzionale"; l'uso del Tu, il ricorso a lusinghe e apprezzamenti sulla figura delle Destinatario ( sicuramente Persona meritevole, degna di ogni rispetto ) è ridondante, un pò stucchevole e lascia piuttosto trasparire un retorico intento di "captatio benevolentiae". La sentenza di cui si discute è circostanziata e motivata. probabilmente molte delle Persone che l'hanno criticata, aspramente, non si sono rese conto che si tratta di una causa "civile", ma siccome la vicenda ( lo speronamento e il rinvio a giudizio di Salvini ) è stata tutta dibattuta in ambito "penale", ritengono che anche quest'ultimo procedimento lo sia. Prescindendo dall'equivoco, vero o presunto che sia, è da prendere atto che molta Gente non riesce a comprendere le logiche di una Giustizia che non si sposa con il normale "buon senso" e, stando a quanto in concreto accaduto, non può comprendere come una cittadina straniera ( tedesca ) possa entrare a forza in acque italiane, speronando una imbarcazione della guardia di Finanza e, ciò, possa essere considerato comportamento legittimo. Come pure possa essere giustificato il provvedimento di dissequestro dell'imbarcazione e l'ultimo atto giudiziale che dispone il risarcimento in favore della ONG titolare della imbarcazione introdottasi a forza nelle acque italiane. Di tutto questo - quantunque proceduralmente ben circostanziato e motivato - molte Persone non riescono proprio a capacitarsene e forse, non a caso, pensano che se l'episodio fosse avvenuto in acque territoriali antistanti il porto di Amburgo o Brema, il comandante della nave che ha violato a forza la territorialità di quelle acque, sarebbe ancora rinchiuso ( o rinchiusa ) in una delle carceri tedesche, l'imbarcazione confiscata e la ONG assoggettata a una sanzione pecuniaria di qualche centinaio di migliaia di euro.


L’investimento in titoli azionari, “solo se quotati”, è ampiamente giustificato e ha anche talvolta dato sul lungo termine, naturalmente se effettuato su azioni di società a larga capitalizzazione e/o controvalore scambiato in Borsa, soddisfazioni in termini di crescita del valore. Cosa totalmente diversa è invece l’investimento in titoli “non quotati” come quelli della vicenda in questione per i quali non deve essere assolutamente ammessa sia l’eventuale malafede o, come spesso avviene adesso nelle banche, l’imposizione dall’alto di proporli a tutti i costi, insieme ad altri strumenti finanziari, solo per motivi commerciali malgrado le difficoltà o l’elevato rischio di disinvestimento in virtù della loro caratteristica di titoli non quotati. Se poi a tutto questo si unisce l’ignoranza in campo finanziario di chi li sottroscrive allora si crea la cosiddetta tempesta perfetta. Diffido inoltre di coloro, talvolta consulenti finanziari, che si vantano con la propria clientela di conoscere tutti gli aspetti della finanza in quanto, e ve lo dico per esperienza avendo lavorato con i titoli azionari per più di 40 anni, si può solo affermare di conoscere bene un solo settore del vastissimo mercato finanziario quale ad esempio quello azionario, infatti se qualcuno dei miei amici tuttora mi chiede consigli su altri titoli come obbligazioni, titoli di stato o quote di fondi ammetto candidamente di non sapere rispondere.