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Non gli si può dare certo torto.
Più controlli?
Interessante articolo sulla situazione del turismo estivo. Spero che le garanzie per la prossima stagione possano essere concretizzate.
La responsabilità morale della morte per difterite di una bimba è anche di coloro che oggi governa questo paese e che ha fatto propria e diffuso la sub cultura no vax. Non può esserci discrezionalità per certe cose che attengono non solo alla salute dei singoli ma la salute pubblica. Perchè sopratutto nel caso dei bimbi, le conseguenze di scelte scellerate ricadono poi sui bimbi stessi. Che non hanno avuto la possibilità di scegliere tra la vita e la morte.
una ristrutturazione datata 2023, che ha portato a continue proroghe degli attuali incarichi, e che rischia con i numeri attuali di lasciare quasi la metà delle strutture senza dirigenti, e questo perchè : 1 il numero dei dirigenti che si ritiene vadano in pensione nel prossimo triennio, tiene conto solo di quelli che ci vanno per raggiunti limiti di età e non di quelli che avranno maturato il diritto per contribuzione. 2 in ogni caso dal numero complessivo si devono togliere i dirigenti generali, quelli a capo degli uffici speciali, i capi di gabinetto e altri inquadrati nei gabinetti, quanti pur iscritti nel ruolo svolgono funzioni presso altri uffici o in comando o in aspettativa, e solo queste categorie assommano a circa 100 dirigenti, per cui a fronte di 561 strutture ne copriranno forse 300. E tutto questo perchè una politica incapace non si rende conto che il vero problema sta nel superamento della legge 10/2000 che dopo 25 anni ha esaurito la sua funzione, e che occorre ripensare la regione per i prossimi 20/30 anni, a meno che non la si voglia chiudere.


L’investimento in titoli azionari, “solo se quotati”, è ampiamente giustificato e ha anche talvolta dato sul lungo termine, naturalmente se effettuato su azioni di società a larga capitalizzazione e/o controvalore scambiato in Borsa, soddisfazioni in termini di crescita del valore. Cosa totalmente diversa è invece l’investimento in titoli “non quotati” come quelli della vicenda in questione per i quali non deve essere assolutamente ammessa sia l’eventuale malafede o, come spesso avviene adesso nelle banche, l’imposizione dall’alto di proporli a tutti i costi, insieme ad altri strumenti finanziari, solo per motivi commerciali malgrado le difficoltà o l’elevato rischio di disinvestimento in virtù della loro caratteristica di titoli non quotati. Se poi a tutto questo si unisce l’ignoranza in campo finanziario di chi li sottroscrive allora si crea la cosiddetta tempesta perfetta. Diffido inoltre di coloro, talvolta consulenti finanziari, che si vantano con la propria clientela di conoscere tutti gli aspetti della finanza in quanto, e ve lo dico per esperienza avendo lavorato con i titoli azionari per più di 40 anni, si può solo affermare di conoscere bene un solo settore del vastissimo mercato finanziario quale ad esempio quello azionario, infatti se qualcuno dei miei amici tuttora mi chiede consigli su altri titoli come obbligazioni, titoli di stato o quote di fondi ammetto candidamente di non sapere rispondere.