Uccise un collega, condannato a 18 anni

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I giudici della terza sezione della Corte d’assise d’appello di Palermo hanno condannato a 18 anni di reclusione Giuseppe Maronia, operaio della cooperativa Spavesana, per l’omicidio del collega Stefano Tomaselli, 61 anni, ucciso il 23 settembre del 2007 al Cantiere navale di Palermo. L’omicidio, confessato dall’imputato, fu commesso perché Tomaselli aveva escluso il dipendente dallo svolgimento di 16 ore di straordinario. La condanna è stata ridotta dalla corte che ha fatto decadere l’aggravante della premeditazione. In primo grado, infatti Maronia, difeso dagli avvocati Giovanni Di Trapani e Delia Montana, aveva avuto 20 anni, scegliendo il rito abbreviato. Quello che si è concluso oggi è il quarto processo. Nell’aprile del 2008 i giudici della corte presieduta da Innocenzo La Mantia, avevano annullato, per un difetto formale, la sentenza con la quale Maronia era stato condannato a trent’anni. Il processo tornò così in primo grado perché il gup aveva riconosciuto all’imputato un’aggravante che la Procura non aveva contestato. Lo scorso anno, quindi l’imputato fu condannato a 20 anni, pena adesso ridotta.

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