NAPOLI – Tre persone arrestate e tre denunciate in stato di libertà: questo il bilancio degli scontri di Napoli tra manifestanti anti Salvini e forze dell’ordine. I reati contesti, a vario titolo, sono radunata sediziosa, danneggiamento, lancio di oggetti contundenti, lesioni e violenza a pubblico ufficiale. Nei tafferugli sono rimasti contusi complessivamente 28 componenti delle forze dell’ordine: tre funzionari e 25 tra poliziotti e carabinieri. Sei contusi anche tra i manifestanti.
La visita del leader leghista ha finito col far diventare il quartiere Fuorigrotta ostaggio della guerriglia urbana per 45 minuti, ridotto a un campo di battaglia con macchine devastate, segnali stradali divelti, cassonetti dei rifiuti dati alle fiamme, la gente presa dal panico che si rifugia nei palazzi e nei negozi. Un pomeriggio di violenza che a Napoli non si ricordava da tempo, dalla riunione della Bce a ottobre 2014. Scontri annunciati da giorni di polemiche e ora tutti a dire che c’era da aspettarselo dopo che la sede del comizio, la Mostra d’Oltremare, occupata l’altro dai centri sociali, è stata prima negata e poi riassegnata d’ufficio al leader leghista nel giro di poche ore su disposizione del ministro dell’Interno Minniti.

