Finanziaria di assenze e speranze | Contributi e prestiti contro il Covid - Live Sicilia

Finanziaria di assenze e speranze | Contributi e prestiti contro il Covid

Una manovra record da un miliardo e mezzo. Ma adesso parte la "trattativa" per i soldi.

PALAZZO DEI NORMANNI
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I picchi polemici sono stati registrati all’inizio e alla fine. Dalle parole durissime del governatore Musumeci al deputato Sammartino, alle proteste in Aula per le “marchette” giunte all’ultimo articolo. In mezzo, un clima di pace, tante speranze, un po’ di prestiti, qualche grillino con la maggioranza e un dubbio sotterraneo che ogni tanto ha fatto capolino a Sala d’Ercole: “Ma i soldi, ci sono?”.

I soldi

Poc, Fesr, Fsc. Acronimi sui quali i siciliani azzoppati dal Coronavirus, adesso, appendono le proprie aspettative. Questa Finanziaria, insomma, promette molto. Resta da capire quanto manterrà. E tutto si sposta su altri tavoli, in altre Aule. Perché molti dei soldi che finanziano le misure previste una legge di stabilità record da oltre un miliardo e mezzo, saranno “reali” solo in seguito a una procedura come la “riprogrammazione” (si tratta nella maggior parte dei casi di soldi di origine comunitaria) che si intreccia al dialogo col governo nazionale anche sul fronte del contributo alla Finanza pubblica.

Insomma, ad oggi i soldi sono sulla carta. Ma un po’ di questi rischiano di diventare “di carta”. E a quel punto resterà da capire quali voci, in quale percentuale, non sarà possibile garantire del tutto. Mentre si affaccia già una “nuova finanziaria” più volte annunciata durante la seduta.

Intanto, la Finanziaria mette a disposizioni Fondi un po’ per tutti: imprese, famiglie, artigiani, cooperative, pesca, agricoltura. In molti casi, però, gli stanziamenti torneranno buoni per accendere prestiti. A tassi agevolati, con iter più snelli, ma pur sempre prestiti, in molti casi.

L’assenza di Musumeci

Contenuto a parte, c’è la forma. Che in un’Aula come quella del parlamento siciliano è sostanza, eccome. E così, l’assenza del presidente della Regione per la quasi totalità dei lavori fa un po’ impressione. E stride contro il veemente richiamo dello stesso governatore contro il deputato Sammartino, quando Musumeci ha fatto riferimento alla delicatezza di una finanziaria emergenziale come questa. Proprio per lo stesso motivo, il governatore, sbollita la rabbia nei confronti del “voto segreto”, avrebbe dato un segnale importante, assistendo ai lavori, governandoli appunto, mettendo la faccia, orgogliosamente, di fronte alle misure virtuose e anche di fronte alle contraddizioni della manovra. Un’assenza stigmatizzata dalle opposizioni, in occasione delle “intenzioni di voto”. Secondo il capogruppo del Partito democratico Giuseppe Lupo, il “comportamento di Musumeci rappresenta un rifiuto di confronto col parlamento che rappresenta i siciliani. E una rottura istituzionale. L’abbandono del parlamento è avvenuto in un momento drammaticamente, tragicamente unico. Trovo puerile – ha aggiunto – la scusa del voto segreto in un momento come questo”. Dello stesso tenore l’intervento del capogruppo di Italia Viva Nicola D’Agostino che ha parlato di “grave incidente d’Aula”, mentre il capogruppo grillino Giorgio Pasqua ha parlato di “una legge di stabilità sporcata dal comportamento del governo, di alcuni componenti della maggioranza e del presidente della Regione siciliana. Quella sedia vuota, tristissima,- ha aggiunto – ne è la prova. Alla prima occasione ha buttato tutto gambe all’aria ed è scappato gambe all’aria”.

A difendere la scelta di Musumeci è stato il capogruppo di Diventerà Bellissima: “Vorrei capire perché la sedia vuota del presidente è una mancanza. Il presidente – ha detto – è in trincea per tanti siciliani. Alcuni di voi ha tifato contro la Sicilia. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Il presidente della Regione si è comportato da Capo di Stato”. Dello stesso tenore l’intervento dell’assessore alla Salute Ruggero Razza: “Se il parlamento ha potuto affrontare questa crisi con una legge finanziaria è stato per la scelta di Musumeci a cui i partiti di opposizione avevano chiesto di ritirare bilancio e finanziaria. Musumeci ha incontrato tutte le forze politiche, due volte i capigruppo di opposizione e anche di governo. Il presidente della Regione è grato a tutti i partiti del parlamento e al presidente dell’Ars Micciché”.

Maggioranza e opposizioni

Orgoglioso del lavoro svolto l’assessore all’Economia Gaetano Armao: “In totale ammonta a 22,5 miliardi di euro il bilancio 2020 e a oltre 60 miliardi quello triennale – ha spiegato Armao -. E’ il quinto bilancio che seguo da responsabile dell’economia, ma il più importante mai approvato e forse il più rilevante degli ultimi trent’anni per dimensioni finanziarie”.Soddisfatti ovviamente i partiti di maggioranza. “Questa – ha detto la capogruppo dell’Udc Eleonora Lo Curto – è una Finanziaria di responsabilità. E uno stanziamento di questo tipo non si vedeva da decenni. Le cifre sono incerte? Abbiamo lanciato una sfida”. Per la capogruppo di Fratelli d’Italia, la “Finanziaria è in equilibrio tra misure di politica sociale e politica economica”, mentre per il capogruppo dei Popolari e autonomisti Roberto Di Mauro ha parlato di “una Finanziaria storica e rivoluzionaria”. Per il capogruppo di Forza Italia Tommaso Calderone questa è una “legge di stabilità non solo emergenziale, ma una legge che darà immediata riposta alla gente di Sicilia, alle fasce deboli, alle imprese di ogni comparto”. A proposito dei tempi, la presidente della quarta commissione Giusi Savarino, nell’esprimere soddisfazione per la manovra, ha invitato, nell’attuazione delle misure, a incentivare l’uso delle autocertificazioni. Hanno sottolineato “il clima di collaborazione in Aula”, invece, i capigruppo di Lega e Ora Sicilia, Antonio Catalfamo e Luigi Genovese. Un clima scandito dagli applausi al presidente della commissione bilancio Riccardo Savona: “Non era facile, – ha detto quest’ultima – senza risorse, mettere su un bilancio del genere. Che è anche frutto della fantasia e direi che abbiamo visto giusto. Sono orgoglioso”. E a Savona sono giunti i ringraziamenti di Gianfranco Micciché, che per tutta la manovra, ha svolto il ruolo di garante ed “equilibratore”. “Questa Finanziaria – ha detto – è stata migliorata con alcuni interventi importanti spesso a seguito del dibattito d’Aula. Una delle Finanziarie che meno traumi ha subito da quando è uscita dalla giunta”. Intanto, la maggioranza potrebbe essere mutata: la Finanziaria ha infatti ricevuto il voto favorevole del grillino Tancredi, mentre in quattro (Mangiacavallo, Palmieri, Foti e Pagana) hanno deciso di astenersi. E adesso, il “gruppo”, che ha tenuto un atteggiamento al voto diverso dal resto della squadra Cinquestelle, potrebbe rinforzare il governo di Musumeci.

Un clima, quello in Aula, in effetti mai così tranquillo, se si escludono come detto le polemiche iniziali e finali, così come ammesso anche dagli esponenti di opposizione. Che però hanno sollevato dubbi sulla solidità della manovra. “Questa – ha detto Lupo – è una Finanziaria costruita sulla sabbia”. E si torna al punto di partenza. I soldi, sulla carta, ci sono. Adesso inizia il lavoro per farli arrivare ai siciliani. Che aspettano. E sperano.

COSA PREVEDE LA FINANZIARIA

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Commenti

    Art. 12 della finanziaria lo potete già eliminare. Innanzitutto è già previsto er legge dello stato che gli ufficiali delle forze delle ordine non paghino i trasporti pubblici. Pertanto in questa parte l’articolo è inutile. E l’assessore Falcone e i suoi dirigenti dimostrano totale ignoranza della materia. Secondo hanno riprogrammato sul carta dei fondi privilegindonil trasporto su gomma rispetto al ferrato e a quello meno impatto ambientale. Ma i fondi in questione arrivano da Roma e Bruxelles,i cuoi obiettivi sono stabiliti dalle direttive. Insomma una finanziaria di soldi sulla carta ma non spendibili.

    I soldi ci sono, altrimenti non li avrebbero promessi. Non è più come fino a due mesi addietro dove nessuno si lamentava più di tanto se le promesse dei politici non venivano mantenute, adesso con la grave crisi economica dovuta a questa pandemia se la classe politica non attuerà subito ciò che annuncia correrà il serio rischio di una sollevazione popolare.

    Già si stanno mangiando il Fondo Pensioni della regione, l’unico Capitolo ancora (per poco) in attivo. Per RICOMPRARE a peso d’oro da i soliti noti immobiliaristi quegli immobili venduti agli stessi da Cuffaro anni a dietro e rimasti sul groppone di quelle società perché invendibili. In compenso ancora paghiamo affitti, a costi notevoli, per i dipartimenti regionali. Abbiamo una classe politica terrificante.

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