Un albero per le Madri costituenti |L'iniziativa degli studenti catanesi

Un albero per le Madri costituenti |L’iniziativa degli studenti catanesi

Un albero per le Madri costituenti |L’iniziativa degli studenti catanesi
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Un esercizio di storia, memoria e civismo attraverso un simbolo di pace e fratellanza come solo un albero può essere

memoria
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CATANIA – C’era anche il sindaco Bianco, stamani, alla piantumazione della Jacaranda dedicata alle Madri Costituenti. L’evento è stato sposato sin dall’inizio dall’amministrazione comunale che si è subito resa disponibile nel concedere gli spazi ed i mezzi per permettere agli studenti delle scuole di Catania di celebrare le ventuno donne che hanno contribuito alla stesura della Carta costituzionale. Insieme a Enzo Bianco, a testimoniare la vicinanza del governo delle città, c’erano anche l’assessore alle politiche scolastiche, Maria Ausilia e Mastrandrea e l’assessore all’ambiente, Rosario D’Agata.

“Sono soddisfatta ed emozionata – afferma la professoressa Pina Arena, promotrice del progetto e animatrice delle iniziative che da anni promuovono la cultura della parità di genere. Tutte le persone coinvolte, dalle bambine ed i bambini delle scuole primarie, ai ragazzi delle scuole medie e superiori, hanno condiviso con partecipazione vera e consapevole, questo percorso di riconoscenza alle Madri costituenti. È stata un’esperienza di cittadinanza attiva sentita e necessaria che continueremo a coltivare con altre iniziative. Bella la disponibilità dell’amministrazione cittadina – prosegue – che ha ancora una volta accolto e sostenuto le nostre battaglie di democrazia paritaria” .

L’iniziativa ha visto la partecipazione delle scuole catanesi di ogni ordine e grado ed ogni scuola ha “adottato” una Madre Costituente. ”Tra le donne di cui si è occupata la mia classe – spiega Giulia, studentessa del quarto anno del Vaccarini – c’è Nilde Iotti, la prima donna nell’Italia repubblicana a ricoprire una delle tre più importanti cariche dello Stato: la presidenza della Camera. Mi ha colpito -continua Giulia – perché, sin da piccola, ha scelto di occuparsi della Cosa pubblica: figlia di un ferroviere antifascista,ha scelto la politica proprio per portare avanti le sue idee di libertà. Per lei non è stato facile anche perché priva di mezzi economici, ma grazie ad alcune borse di studio riesce a conseguire la laurea in lettere”.

Un esercizio di storia, memoria e civismo attraverso un simbolo di pace e fratellanza come solo un albero può essere. ”Ognuno di noi ha il dovere di ricordare – sottolinea Ludovica, anche lei studentessa del Vaccarini- e soprattutto mantenere viva la memoria di queste donne che hanno fatto per noi la storia e che ci permettono di godere dei diritti che spesso diamo per scontato”.

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