PALERMO – Circa un centinaio di lavoratori licenziati dall’azienda del settore dei call center Almaviva Contact hanno manifestato in piazza Indipendenza, davanti alla presidenza della Regione Siciliana, a Palermo, per chiedere tempi certi per la ricollocazione occupazionale.
Il sit-in è organizzato dalle sigle sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl Uil Fpc e Ugl. I lavoratori indossano maschere bianche (siamo gli invisibili, dicono) e cuffie con microfoni, quest’ultimo strumento di lavoro. In mano anche i cartelli con scritto: “Vogliamo risposte, basta attese”, “Siamo morti, rivogliamo il nostro lavoro”, “Noi ex Almaviva, vittime di Stato”.
L’idea della Regione Siciliana, per la ricollocazione degli ex lavoratori ruota attorno all’istituzione del numero unico europeo 116-117, per l’assistenza sanitaria non urgente, complementare al 118, dove impiegare 130 ex Almaviva, un altro progetto era quello della digitalizzazione delle cartelle cliniche regionali, destinato ai restanti lavoratori.
“Indosso le cuffie perché questo è stato il mio lavoro per vent’anni – racconta Sabrina Di Giovanni, 46 anni, ex lavoratrice Almaviva – io grazie a questo lavoro ho tirato su una famiglia, adesso però non vediamo certezze sul nostro futuro”.
“Chiediamo un incontro con il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, perché i progetti che aveva annunciato, che avrebbero dovuto garantire la piena occupazione del bacino dei 387 lavoratori, sono fermi – spiegano Fabio Maggio, della Slc Cgil, Francesco Assisi, della Fistel Cisl, Giuseppe Tumminia della Uilcom e Antonio Li Vecchi della Ugl – dei due progetti, quindi il numero unico 116- 117 e la digitalizzazione delle cartelle cliniche, ci preoccupa maggiormente il secondo, visto che l’assessore alla Sanità ha dichiarato palesemente che non c’è assolutamente nulla in cantiere. Questi lavoratori però hanno bisogno di risposte”.

