PALERMO – Il gip di Palermo, Lorenzo Matassa, ha accolto la richiesta delle parti civili ammettendo la citazione del Comune di Palermo come responsabile civile nel processo per il crollo di due edifici in via Bagolino che, il 17 dicembre del 2012 portò alla morte di quattro persone. Sia i familiari delle vittime, che alcune famiglie fatte sgomberare dalle abitazioni vicine, si sono costituite parte civile con l’assistenza dell’avvocato Michele Calantropo. Al termine dell’inchiesta la procura ha chiesto il rinvio a giudizio di quattro persone – Antonino Firicano, Rosa Calvaruso, Maria Rosa Tuccio e Maria Giovanna Costanza, proprietari di porzioni dell’edificio caduto per primo-: sono accusati di omicidio colposo e disastro colposo. Secondo la ricostruzione dei pm, inizialmente crollò un palazzo, franando sul corpo basso e trascinandosi dietro anche il secondo edificio. Entrambe le strutture erano state costruite negli anni Quaranta e avevano due piani, poi furono alzati abusivamente il terzo piano e una veranda in entrambi gli stabili.
Dall’inchiesta è emerso che i proprietari del secondo piano della prima palazzina che è crollata hanno fatto costruire il terzo livello negli anni Sessanta, chiedendo poi la sanatoria nel 1986. La veranda è stata realizzata intorno al 2009, ma qualche anno prima erano stati fatti dei lavori di ristrutturazione al secondo piano, abbattendo porzioni di muri portanti. Le crepe che poi si formarono, a causa dell’eccessivo peso e dell’instabilità che il lavori avevano causato, non avrebbero insospettito i proprietari. Solo il condomino del primo piano, quella sera, intuì che c’erano dei movimenti strani e avvertì i vigili del fuoco. Subito vennero sgomberate le due palazzine e il corpo basso, ma quattro persone della palazzina che crollò per seconda non riuscirono a fuggire, nonostante il lavoro incessante dei pompieri che misero in salvo più di quindici persone. (ANSA).

