Vicolo Bernava, giù 5 palazzine| A marzo la demolizione degli edifici

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Commenti

    Ma per proseguire hanno provato ad utilizzare l’azoto liquido per congelare la venuta d’acqua dal fiume sotterraneo costruendo un successivo tampone in cemento armato così come si fa quando durante uno scavo di una galleria, malgrado i dovuti controlli geognostici, si incontra una faglia con retrostante serbatoio d’acqua che, senza trattamento congelante, esploderebbe facendo fuoriuscire il suo contenuto con conseguente allagamento dello scavo?

    Azoto liqudo! ahahah… questa era una soluzione proposta da un progettista neglia su un BLOB del web… manco il professore Lapalla, illustre luminario del Politecnico di Nonsobyìurgo, intervenuto sui luoghi e pagato fior di milioni, l’avrebbe mai avallata… !!!

    Si sapeva già da tempo che l’unica soluzione sarebbe stata questa, ma la domanda rimane perché fare questa inutile opera ?

    I lavori inizieranno… nel duemilaMAI…. che neglie!

    Ma lei ha idea di quanta gente ogni giorno utilizza il passante per spostarsi? Universitari, lavoratori, studenti, gente che va negli ospedali serviti dal treno!!! Andare in aeroporto comodamente seduti su un mezzo pulito efficiente e veloce!!! Ah già, vero, il panormosauro è nemico della contentezza!!! Probabilmente lei sta dentro la sua bella scatoletta di latta a farsi il fegato marcio!!! Noi no!!!

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Onorevole, un grande passo avanti: il suo abc, Analisi, Bisturi, Contesto, è altra cosa rispetto all'abc, Amici, Burundi, Cannoli, che la sua parte politica ha utilizzato (utilizza ancora?). Ed era di facile realizzazione, si figuri che alcuni amici sono rimasti in attesa. Onorevole, sarà dura per lei. Auguri! Anche a noi.

Caro Direttore, dai dieci contributi e dai venti commenti emerge un quadro abbastanza netto: i problemi sono largamente condivisi — salute, lavoro e giovani, servizi pubblici, infrastrutture — e anche le risorse sono riconosciute: competenze, università, imprese, professionalità. Ma bisogni e competenze spesso non si incontrano. I contributi indicano soprattutto problemi e possibili soluzioni; i cittadini chiedono con maggiore forza responsabilità, concretezza e risultati. È proprio nel punto di incontro tra bisogni e risposte che la politica assume un ruolo decisivo. L’intervento di Giorgio Mulè offre una prima risposta politica a questo disallineamento: partire dai bisogni, programmare gli interventi, far prevalere merito e competenze sulle appartenenze e misurare i risultati. Sarebbe importante che questo rapporto tra bisogni dei cittadini e impegno politico fosse dichiarato da tutti gli intervistati: avremmo una prima agenda pubblica delle priorità e degli impegni. Perché non indirizzare allora “La Sicilia che (non) vorrei” su due domande capaci di individuare le priorità e promuovere trasparenza civica? Quale problema della Sicilia affronterebbe per primo? Lo stato di avanzamento dei progetti deve essere trasparente, fruibile e aperto alle osservazioni dei cittadini? SÌ o NO.

E mentre la politica discute sul da farsi nel futuro, molti passeggeri con i voli cancellati fanno i viaggi della speranza con costi, corse, tempi ed anche qualche litigio dato dalla rabbia. LENTEZZA E STRAFOTTENZA sono ormai un motto politico ed anche sindacale ( con gli occhi al portafoglio).

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