CATANIA – Vigili del fuoco al collasso. Dopo le proteste e le denunce dell’Usb, anche la Funzione pubblica della Cgil denuncia la situazione dei pompieri etnei, sotto organico e con a disposizione mezzi vetusti e inaffidabili. Lo fa nel corso di una conferenza stampa nella quale, il segretario di Funzione pubblica Cgil di Catania Gaetano Agliozzo, il segretario provinciale Armando Garufi, il coordinatore provinciale dei vigili del fuoco Salvatore Di Dio e il vigile del fuoco del distaccamento di Acireale Giovanni Mendola, tracciano un quadro sconfortante della situazione del corpo, che potrebbe aggravarsi, e di parecchio, con la chiusura paventata del distaccamento sud.
“Con la stagione estiva iniziano le emergenze .- spiega Agliozzo – ma la situazione è grave anche il resto dell’anno. Abbiamo già denunciato al Prefetto la situazione – prosegue – affinché vengano mandati uomini e mezzi in Sicilia e soprattutto a Catania”. Tempi di soccorso lunghi, mancanza di sicurezza per gli operatori, disagi che si ripercuotono sugli altri distaccamenti.
Attualmente, il corpo etneo conta un organico di 400 Vigili del fuoco che, tra turni, malattia e “salti, ogni turno sono tali da garantire appena una squadra di cinque persone – tanto che, spesso, le squadre in intervento devono attendere l’arrivo dei colleghi da altri distaccamenti. L’età media dei pompieri va dai 40 ai 50 anni, mentre quella dei mezzi è di circa 30 anni. Una situazione che si riscontra anche ad Acireale, nonostante il territorio da coprire sia abbastanza vasto.
La disorganizzazione del servizio di soccorso si avverte anche nel Comune di Acireale. «Tra ferie e malattie la squadra attiva è composta da cinque unità come a Catania ma con un territorio meno ampio da coprire », afferma Mendola. Infine, nel corso della conferenza, si è parlato della gestione dei fondi assegnatiper la realizzazione costruzione del nuovo distaccamento sud nella zona Pigno: il terreno è stato acquistato 15 anni fa, ma del progetto non sembra esserci alcuna traccia.
Una situazione esplosiva che, con l’arrivo dell’estate, e i conseguenti incendi che fanno della Sicilia una delle regioni più calde, potrebbe deflagrare definitivamente.

