Lampedusa si prepara ad accogliere Papa Leone XIV: i preparativi

Il Papa a Lampedusa: “Sarà come una carezza di Dio”

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L'arrivo di Papa Leone a 13 anni di distanza da quello di Papa Francesco
I PREPARATIVI
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2 min di lettura

Lampedusa si prepara ad accogliere Papa Leone XIV il prossimo 4 luglio e, in vista della visita del Pontefice, cresce l’attesa tra i fedeli dell’isola. Tra i momenti più significativi della giornata ci sarà la presenza della statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare allestito nel campo sportivo, dove il Santo Padre celebrerà la messa.

L’arrivo di Papa Leone XIV avverrà tredici anni dopo la storica visita di Papa Francesco, che l’8 luglio 2013 scelse proprio Lampedusa come meta del suo primo viaggio apostolico, lanciando il suo appello contro la “globalizzazione dell’indifferenza” davanti al dramma delle migrazioni.

La Madonna di Porto Salvo accanto al Pontefice

A raccontare il significato della visita per la comunità lampedusana è Giuseppe Fragapane, presidente dell’Azione Cattolica di Lampedusa, in un’intervista pubblicata dal settimanale “Maria con te”.

“Vedere la statua della Madonna di Porto Salvo sull’altare del campo sportivo accanto al Santo Padre sarà il più bel riconoscimento per l’identità dell’isola, perché tutti noi lampedusani ci riconosciamo nella nostra Madre protettrice”.

Nei giorni che precederanno la celebrazione, il simulacro della patrona dell’isola sarà trasferito dal santuario dove è custodito fino al luogo della funzione religiosa.

Papa Leone a Lampedusa, l’omaggio

Tra i preparativi per la visita è previsto anche un omaggio al Pontefice. Alla delegazione papale sarà consegnata una raccolta di scritti mariani di don Giuseppe Policardi (1925-1998), il sacerdote lampedusano che fondò il santuario della Madonna di Porto Salvo e ne promosse l’incoronazione dell’effigie nel 1967.

A sottolineare il valore della visita è anche Angelina Messina, attivista dell’Azione Cattolica locale: “Per noi la visita del Papa è una carezza di Dio per la nostra comunità, che si è sempre prodigata per l’accoglienza e la fraternità, fin dagli anni ’70-’80, quando ancora non vi erano le organizzazioni umanitarie”.

Messina ricorda inoltre il ruolo svolto da don Policardi nella storia dell’isola: “Fu il fulcro di quel modello di accoglienza che portò alla creazione di una casa della fraternità per accogliere i primi naufraghi”.
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