Viva i sacrifici (degli altri)

Viva i sacrifici (degli altri)

Viva i sacrifici (degli altri)

Il corsivo. Per pagare le rate del mutuo il governo Crocetta manterrà le tasse ai livelli massimi per 30 anni. A meno che non si riesca a risparmiare qualcosa. Ma solo dal 2017 in poi...

Armiamoci e partite. È il motto delle false rivoluzioni. Dove i condottieri si accontentato di lisciare i galloni, mentre mandano allo sbaraglio le truppe. Verso una guerra che loro, i capi, non combatteranno mai. Armiamoci, ma partite voi. Come dire che è giusto tagliare, ridurre, sacrificarsi, soprattutto se il taglio e il sacrificio spetta agli altri. È questo, un po’, il senso del “giochetto” infilato nel disegno di legge sul mega-mutuo da due miliardi. Un prestito che i siciliani pagheranno col mantenimento del livello massimo delle tasse. Una scelta che già in passato, ad esempio, aveva fatto saltare sulla sedia gli industriali siciliani. Come, le tasse? Ma non si dovevano usare i tagli agli sprechi, ai privilegi, agli abusi? Non era quella, in fondo, la rivoluzione annunciata a quattro venti e sette canali televisivi?

Allora, ecco l’ennesima burla. Il giochino ideato dall’esecutivo Crocetta. L’ennesima “mano” di cosmetico sul volto che doveva essere quello del cambiamento. Il governo si impegna ad abbassare quelle tasse che al momento servono per coprire le rate del mutuo. E lo farà grazie ai tagli agli sprechi. Bravo, bis. Ma quali tagli? Quelli già compiuti e snocciolati come fossero grani di un Rosario di annunci e bugie? No. Le tasse scenderanno con i tagli che verranno ottenuti in futuro. Fatti dagli altri. Dal 2017, in particolare, come prevede il ddl del mutuo. Solo “a decorrere” da quell’esercizio finanziario potranno essere utilizzati gli “eventuali” risparmi ottenuti dalla lotta agli sprechi. Quando il governo Crocetta, se c’è ancora, si prepara a sbaraccare. Ma c’è di più. La norma prevede dal 2018 l’azzeramento dell’aliquota Irap e e l’abbassamento dell’Irpef. Dal 2018. Quando l’era del governatore gelese si sarà conclusa. E chi verrà, se vorrà, dovrà alzare nuovamente le tasse, o tagliare ancora. Come era stato promesso all’alba della rivoluzione.

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