I Forestali: "Non lavoriamo" |Caputo: "La colpa è del governo" - Live Sicilia

I Forestali: “Non lavoriamo” |Caputo: “La colpa è del governo”

Divergenze interpretative fra i funzionari regionali starebbero ritardando l'avvio al lavoro dei lavoratori dell'Azienda Foreste. Salvino Caputo (nella foto), presidente della commissione Attività produttive, punta il dito contro il governo reo di aver creato confusione con le numerose nomine e cambi di assessori.

Difficoltà nell’applicazione dei contratti e “divergenze interpretative” tra i funzionari della Regione. Sarebbero questi i motivi che hanno rallentato, in questi giorni, l’avvio al lavoro dei dipendenti dell’Azienda delle Foreste. Questo, almeno, è quanto denuncia il presidente della commissione Attività produttive all’Ars Salvino Caputo che punta dritto il dito nei confronti del governo: “I ripetuti cambi di assessori e dirigenti stanno creando confusione e questi sono i risultati”.

Nei giorni scorsi, i forestali hanno manifestato a Palermo anche di fronte la prefettura, mentre ieri nuove manifestazioni ci sono state a Catania. E la denuncia di Caputo troverà spazio in una interrogazione parlamentare che verrà depositata oggi all’Ars. “Nelle scorse settimane – scrive Caputo – i lavoratori destinati ai servizi antincendio e manutenzione boschiva hanno manifestato per segnalare i gravi ritardi nell’avviamento al lavoro da parte della Azienda delle Foreste. Dopo un impegno del Parlamento e delle competenti Commissioni legislative sono state reperite le risorse necessarie per assicurare l’avvio al lavoro degli oltre 29 mila forestali ed anche per evitare pericoli di incendi o danni al patrimonio boschivo”.

Insomma, come è noto, dopo un iter lungo e difficoltoso, infatti, l’Ars era riuscita ad approvare un disegno di legge che specificava come e dove reperire i soldi per pagare gli stipendi dei forestali. Il ddl ‘Determinazione dei Fondi globali”, infatti, nato in pratica come stralcio della Finanziaria pesantemente impugnata dal Commissario dello Stato, ha trovato la copertura finanziaria per gli stipendi: 140 milioni di euro. “Dopo l’approvazione della legge da parte dell’Ars – ha precisato infatti Caputo – erano state avviate le procedure per il reclutamento dei contingenti e per la loro destinazione. È accaduto invece che soltanto pochi lavoratori sono stati avviati dai competenti uffici del Lavoro, mentre sono state avviate nuove manifestazioni di protesta proprio per segnalare il mancato avviamento dei lavoratori.

Risulterebbe invece che da parte della Azienda – ha aggiunto il parlamentare Pdl – non vi sono le condizioni per avviare tutti i lavoratori e per le difficoltà di applicazione delle norme contrattuali e per divergenze interpretative da parte dei vari funzionari. È evidente che questo disordine interpretativo sta danneggiando i lavoratori e mettendo in serio pericolo la integrità del patrimonio boschivo oltre che impedire il completamento delle giornate lavorative. Situazione di stallo – ha concluso Caputo – certamente determinata dal continuo cambio di assessori e di dirigenti che hanno bloccato ogni attività amministrativa”.

E intanto, come detto, ieri le proteste si sono riaccese a Catania. I sindacati attendono adesso un incontro col presidente Lombardo, previsto per venerdì 15 giugno. E al centro della questione, non solo l’avvio delle attività, ma anche il futuro dei lavoratori. “Se l’esito dell’incontro – affermano in una nota i tre segretari provinciali di Catania di Fai, Flai e Uila Pietro Di Paola, Alfio Mannino, Nino Marino – non dovesse garantire una prospettiva circa la condizione della categoria, non potrà esserci che una forte mobilitazione dell’intera isola”.

Ieri in 200 a Catania hanno occupato la sede dell’Azienda forestale per 10 ore, protesta che è rientrata dopo l’assicurazione dell’avviamento in settimana dei mille lavoratori che fino ad oggi non erano stati impegnati e del prolungamento dei contratti per i 1.500 lavoratori già avviati. “I lavoratori del settore Forestale – sottolineano i sindacalisti – vivono una situazione di grande incertezza e di forte preoccupazione per il futuro. Quanto conseguito ci consente di dare una risposta all’emergenza ma non risolve i problemi della categoria. L’incontro con il Presidente della Regione previsto per giorno 15 – concludono – è l’occasione per capire le reali prospettive per il settore”.


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