Crocetta a tutto campo: | "Non mi faccio fregare" - Live Sicilia

Crocetta a tutto campo: | “Non mi faccio fregare”

INTERVISTA ESCLUSIVA AL GOVERNATORE. "D'Alia mi ha attaccato? Nervosismo, il suo partito è l'unico della maggioranza ad essere andato male alle Politiche. Intanto, abbiamo revocato almeno dieci gare per mafia. Il dirigente trasferito? Solo perché faceva le stesse cose da vent'anni. Ma è ora di finirla con certe ipocrisie..."

TUSA (MESSINA) – Nei prossimi giorni, l’annuncio di un nuovo elenco di appalti revocati a imprese in odor di mafia. Nel frattempo, ecco lo stop a bandi sospetti nelle aziende sanitarie e un progetto per riformare la Formazione professionale. Rosario Crocetta ha messo alle spalle le Politiche e i risultati del suo Megafono “che sarebbero stati migliori, se ce l’avessero permesso”, e spiega con una battuta il tira e molla sulla data delle elezioni provinciali: “Mica sono fesso”.

 Che vuol dire, presidente?
“Che hanno cercato di colpirmi proprio nelle zone della Sicilia dove il mio movimento ha il maggiore consenso”.

 Ci spieghi. Lei prima ha annunciato di voler anticipare la data delle Provinciali, poi ha detto che si sarebbe votato a maggio, infine ha chiesto che si votasse tra un anno.
“Il fatto è molto semplice: qualcuno ha voluto fare passare l’idea che io volessi abolire le province più piccole, come quelle di Enna e di Caltanissetta. E ha diffuso questa illazione durante la campagna elettorale. Per questo, ho detto: andiamo subito al voto, con la situazione attuale. A quel punto, quelle voci si sono arrestate”.

 Ma le polemiche non sono terminate lì. Si è discusso molto anche sull’identikit delle Province.
“Penso che il governo abbia trovato una soluzione che può trovare ampia condivisione. Ad esempio, l’istituzione delle aree metropolitane salverà dal default Palermo, Catania e Messina. Già attraverso la norme transitorie, quei comuni riceveranno stanziamenti statali che consentiranno a questi di rimettersi in carreggiata. Mi sembra già un grandissimo risultato”.

 Non tutti hanno apprezzato, a dire il vero. Anche tra i suoi alleati. L’Udc è stato inizialmente molto critico.
“Non mi sembra, a dire il vero, che certe posizioni critiche dell’Udc abbiano portato al partito molti vantaggi. Penso ad alcune dichiarazioni di Casini (il leader centrista aveva invitato il governatore a passare dagli annunci ai fatti, ndr). Non credo sia stato premiato il suo partito”.

 A dire il vero, le critiche sono arrivate anche dopo le elezioni. E da rappresentanti politici più vicini, anche “geograficamente”. Penso a Gianpiero D’Alia.
“Io ho un grande rispetto per D’Alia. Ma credo che in quel caso si sia trattato di semplice nervosismo post-elettorale, considerato l’esito delle urne…”.

 Vuole spiegarci meglio?
“Qualcuno, forse, voleva far passare l’idea che l’azione del governo regionale avrebbe danneggiato i partiti della maggioranza. E invece, è andata male soloall’Udc. Il Pd tutto sommato ha tenuto bene. E io sono contento dei risultati del mio Megafono”.

 È contento? Eppure i numeri non sono molto diversi da quelli della ‘Lista Crocetta’ delle scorse Regionali…
“Andrebbero considerati alcuni aspetti, in questo caso. Il nostro è un movimento nuovo, nato anche dalla spinta di tanti giovani, che non votavano nemmeno per il Senato. Noi eravamo presenti solo lì. E penso si sia trattato di un errore”.

 Perché un errore?
“Ritengo che, se ci fossimo presentati anche alla Camera, avremmo ottenuto una percentuale tale da portare un gruppetto di deputati in parlamento. Ma ci siamo allineati alle disposizioni della coalizione…”.

 Vale a dire?
“Se fossimo stati presenti anche alla Camera, probabilmente, avremmo pestato i piedi al partito di Tabacci e a Sel”.

 Adesso però la attendono mesi difficili. C’è da chiudere un complicatissimo bilancio, e intervenire su alcuni settori che rischiano di esplodere, dalla Sanità, alla Formazione, all’universo delle società partecipate.
“Lavoriamo incessantemente. E purtroppo ogni giorno ci scontriamo con anomalie. Nella Sanità, per esempio, i dubbi non riguardano solo le gare per i pannoloni, o cose del genere. Abbiamo verificato che in una gara per l’assicurazione in una Asp, il broker è anche il titolare di una società assicurativa che si è costituita poche settimane prima e che partecipa alla gara. È possibile una cosa del genere?”.

 Capitolo formazione. Ha fatto infuriare gli enti cattolici, i salesiani, per la proposta di “stoppare” i corsi Oif.
“Mi sono incontrato con i rappresentanti degli enti cattolici. E abbiamo chiarito. Hanno compreso e condiviso la mia decisione. La formazione professionale va riformata profondamente e dovrà somigliare a quella scolastica”.

 Ma quella della formazione pare una bomba ad orologeria. È pur sempre un settore nel quale si muovono sette-ottomila dipendenti.
“Su questo aspetto va fatta chiarezza. Non è vero che i dipendenti degli enti sono così numerosi. Sono, infatti, non più di 1500. Mi riferisco, ovviamente, ai lavoratori a tempo indeterminato. Gli altri sono tutti formatori che fanno un altro lavoro e vengono pagati per le singole prestazioni. Noi abbiamo chiesto, infatti, agli enti l’elenco degli assunti a tempo indeterminato. Ma stiamo incontrando qualche difficoltà a ottenere questi elenchi. Ma continuiamo a lavorare, anche su altri fronti”.

 Ci può anticipare qualcosa?
“Questa settimana faremo il punto sugli appalti revocati a causa di informative antimafia. Vedrete, i casi sono più numerosi di quanto si pensi…”.

 A proposito di mafia. Ha fatto molto discutere la scelta di trasferire un dirigente della Segreteria generale perché genero di un presunto boss. Non si è esagerato in quel caso? Non c’è il rischio che certe dichiarazioni, a prescindere dalle buone intenzioni “antimafia” finiscano per andare un po’ al di lá delle intenzioni stesse?
“Non voglio entrare nello specifico di quella situazione. Mi limito a dire che il dirigente non è stato trasferito per quella parentela, ma perché da venti anni si occupava delle stesse cose. Poi, abbiamo verificato anche quel fatto, e in conferenza stampa i giornalisti mi hanno chiesto di fare il nome. Però bisogna intenderci. E ripeto, non mi riferisco a questa vicenda. Sono tanti i casi in cui, però, al di lá delle responsabilità penali individuali, alcune persone siano state depositarie di segreti della criminalità, o hanno tenuto in piedi determinate relazioni. Se si vuole cambiare il volto della Sicilia, non ci si può fermare di fronte a certe ipocrisie”.


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