Non chiamateci vecchi - Live Sicilia

Non chiamateci vecchi

La vecchiaia? In fondo non esiste davvero. Questa storia lo dimostra.

Elisa guida la macchina con la radio accesa, dice di sentirsi come in un film. La musica che esce dal finestrino abbassato, il gomito sporgente, qualche ritardo nel cambiare marcia, ma il sorriso sempre sulle labbra anche quando qualche automobilista la sorpassa e la insulta. Sì, perché lei guida piano. Dice di non avere fretta, che tanto il tempo passa lo stesso anche se corri come un matto. Elisa ama andare in palestra, usa il computer e va a fare la spesa con gli auricolari nelle orecchie perché lei può rinunciare a tutto tranne che alla musica.

Elisa ha 76 anni, indossa la tuta, le scarpe da ginnastica e il cappellino da baseball. È dinamica, forte, ma soprattutto è una nonna del terzo millennio. Segni particolari: nessun limite. Vivere ignorando gli acciacchi inevitabili, e dedicarsi alla famiglia senza però rinunciare alle proprie passioni. “Mi sono sposata presto – racconta – e ho messo al mondo due figli. Sono casalinga da una vita, e vedova di un marito scomparso troppo presto, in seguito a un incidente stradale”. Rimasta sola, Elisa non si è scoraggiata. Doveva soltanto scegliere: lasciarsi andare alla malinconia e alla tristezza o continuare a vivere. “Ho scelto la seconda opzione. Una mattina ho guardato il sole e ho preso la mia decisione. Ricominciare proprio da lui, dal sole”. I figli l’hanno circondata di affetto e sostegno, ma Elisa ha stupito tutti. “Ho preso la patente, ho fatto l’abbonamento al teatro, mi sono iscritta in palestra e ho frequentato anche un corso di cucina”, dice. “I miei figli volevano portarmi da uno psicologo perché pensavano che fossi sull’orlo dell’esaurimento”.

È stato proprio mentre Elisa seguiva una lezione di cucina che ha ricevuto la telefonata tanto attesa. Sua figlia stava partorendo. “Ho preso la macchina e ho guidato fino all’ospedale. Era la prima volta che guidavo e la prima volta che diventavo nonna”. Oggi i nipoti sono quattro. “I miei figli lavorano tutto il giorno. Uno di loro si è pure separato. Il mio ruolo è stato chiaro sin dall’inizio: io rappresento la continuità e la solidità familiare”. Una super nonna. “Ogni mattina vado al Foro Italico e mi faccio un’ora di corsa. Con me ci sono Mosé, il mio cane, e i miei nipoti. Da quando è finita la scuola, non li lascio poltrire fino a mezzogiorno. Devono muoversi, essere attivi”. Donna indipendente e nonna sempre presente. Una sera, Elisa riceve la telefonata di sua nipote Chiara. “Era in villeggiatura con il padre separato. Lui si trovava fuori per lavoro e aveva lasciato Chiara sola nella villa. Mi ha chiamato a mezzanotte, dicendomi che sentiva strani rumori in casa. Le ho detto di chiudersi in camera e di restare al telefono con me. Mentre le parlavo, mi sono infilata le scarpe, ho preso le chiavi della macchina e ho percorso l’autostrada. Nel giro di mezz’ora ero da lei. Ho controllato tutte le stanze, e ho aspettato che rientrasse mio figlio. Poi sono risalita in auto e sono tornata a casa mia”.

Ma le prodezze di Elisa non finiscono qui. Vittima di una rapina per strada, ha deciso di iscriversi a un corso di autodifesa. “Ma volevo di più – dice – mi sono comprata un paio di guantoni e un sacco. Ogni sera mi alleno in casa mentre guardo la TV”. La parola vecchiaia? “Un limite imposto dalla società”, risponde. “Nella vita esistono soltanto due cose: il coraggio e la volontà di vivere”. Una lezione che ha dato anche alla sua migliore amica, Margherita, 72 anni. “Suo marito l’ha lasciata alla veneranda età di settant’anni – rivela – perché ha perso la testa per un’altra. Roba da matti. Lei si è lasciata andare ed è uno spreco. Insomma, è una bella donna, un vero peccato. Quest’estate ho deciso di fare un viaggio e porterò con me anche Margherita. Penso proprio che le farà bene. I miei figli non sono d’accordo, ma i miei nipoti sì. Fanno il tifo per me. Loro sanno che vivere significa avere coraggio. Basta un solo secondo di coraggio. Il segreto è tutto qui”. Elisa ha le valigie pronte. Si sente emozionata come una bambina alla vigilia del primo giorno di scuola. Però ha ragione. Un secondo di coraggio. Un solo secondo e tutto può diventare possibile.

Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI