Pescatori siciliani in piazza | "Basta spot, la politica ci rispetti" - Live Sicilia

Pescatori siciliani in piazza | “Basta spot, la politica ci rispetti”

Manifestazioni sono in corso in diverse marinerie italiane

La protesta
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PALERMO – Si alternano i governi ma nessuno trova soluzioni concrete per il settore della pesca: questo il messaggio lanciato dei pescatori siciliani in piazza nei Comuni di Palermo, Catania, Siracusa e Sciacca, per la ‘Prima giornata nazionale per il diritto al futuro dei pescatori marittimi professionali’. Manifestazioni sono in corso in diverse marinerie italiane, nel quadro di una protesta nazionale organizzata da Upi (Unione pescatori italiani) e Apmp (Associazione pescatori marittimi professionali) con la partecipazione di Usb (Unione sindacale di base).

Gli organizzatori chiedono “maggiore rispetto alla politica che tratta il settore perseguendo, a parere di molti, solo ed esclusivamente obiettivi politici”, e parlano di “spot pubblicitari” dei governi più che di iniziative in grado di risolvere i problemi che attanagliano i pescatori nel quotidiano. “Si pensava che con l’arrivo del nuovo governo il settore potesse beneficiare di cambiamenti positivi – dicono le sigle in un comunicato – ma invece tutto è rimasto come prima”.

A sostegno della protesta, un documento per dire “basta” e chiedere di puntare i riflettori su alcuni temi cruciali in mano alla politica. “Le piccole e medie imprese chiedono maggiore attenzione alle realtà locali di tutte le marinerie d’Italia e d’Europa che si affacciano sul Mar Mediterraneo, che devono essere diversificate dalla grandi imprese di pesca e pesca oceanica”, spiegano i sindacati. E poi ancora, avanzano la richiesta di istituire un Osservatorio del Mediterraneo con determinate caratteristiche: “L’associazione Apmp-Upi chiede che in tutte le commissioni dove si parla di pesca vengano coinvolti i pescatori veri e non persone segnalate dalla ‘politica’ o solo universitari, centri studio, biologi; l’Osservatorio che intendiamo non ha l’obiettivo principale di ottenere fondi, ma potrebbe rappresentare una delle soluzioni da utilizzare per la soluzione dei problemi del settore con proposte concrete e monitoraggio dello sviluppo”.

Le richieste dei pescatori toccano i temi più vari, dalla necessità di un miglior inquadramento dei reati ambientali con punizioni effettive, alla salvaguardia del made in Italy, passando per la rimodulazione delle “quote tonno e pesce spada”; tra i punti del documento però non mancano anche problemi strettamente pratici, come l’urgenza di rivedere il decreto “Ferrettara” che determina l’impiego e la misura delle maglie di una particolare rete, o di riconsiderare le modalità di sbarco con autorizzazione del tonno presso i porti dove ci sono le marinerie di pescatori (“Per esempio a Roccella Ionica non si può sbarcare il tonno”, fanno presente i sindacati). Il documento redatto dai pescatori menziona anche aspetti critici nei piani sulla pesca del cicerello, del rossetto e del bianchetto, oltre all’urgenza, in Calabria, di istituire “Tavoli blu” con cui poter portare all’attenzione del governo varie istanze provenienti direttamente dai pescatori.

L’Apmp, associazione di categoria che tutela i lavoratori del comparto pesca dal 1995, chiede “risposte concrete – come si legge a conclusione del documento congiunto – al fine di evitare il diffondere di malcontento, disperazione, degrado, che potrebbe portare a iniziative di sciopero a oltranza di tutti i lavoratori della pesca italiana, al fine di ottenere garanzie per il diritto al futuro”.


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