Quell'uomo a bordo del Suv: Messina Denaro e il video del mistero

Quell’uomo sul Suv: Messina Denaro e il video del mistero

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Può un "fantasma" commettere una simile leggerezza? I dubbi degli investigatori

PALERMO – Secondo alcuni investigatori, l’uomo del video potrebbe essere Matteo Messina Denaro, secondo altri no. Gli scettici muovono dal fatto che un latitante del suo calibro, capace di inabissarsi, difficilmente avrebbe commesso una simile leggerezza.

Chi c’era a bordo del Mitsubishi Pajero?

E cioè salire su un Mitsubishi Pajero e percorrere una strada interpoderale alle 10 del mattino. Il 7 dicembre 2009 una telecamera filma per pochi secondi il passaggio del Suv. Matteo Messina Denaro potrebbe essere l’uomo seduto nel lato passeggero. Non si è mai riusciti a risalire al proprietario della macchina. Tutti quelli che ne possedevano una erano slegati da contesti criminali.

Allora una fonte confidenziale aveva collegato Matteo Messina Denaro a Pietro Campo, proprietario di una masseria poco distante dal luogo in cui la macchina venne ripresa. Il figlio Giovanni Campo è fra gli indagati che hanno subito una perquisizione).

Chi è Pietro Campo

Pietro Campo non è l’ultimo arrivato, ma un personaggio di grande caratura mafiosa. Era stato arrestato all’inizio degli anni ’90, successivamente nel 2002 nel blitz “Cupola” e sarebbe di nuovo tornato in carcere nel 2015. Un padrino guardingo come Matteo Messina Denaro non poteva sottovalutare il fatto che la masseria di Campo fosse un obiettivo sensibile.

Dopo l’arresto di Bernardo Provenzano a Montagna dei Cavalli nel 2006 e di Salvatore Lo Piccolo, un anno dopo, a Giardinello, Matteo Messina Denaro sapeva che su di lui si era concentrata l’intelligence investigativa di una squadra creata appositamente per scovare i grandi latitanti.

Il boss stragista aveva già dato prova di riservatezza. Nel carteggio che si dà per autentico con Tonino Vaccarino, l’ex sindaco di Castelvetrano assoldato dai servizi segreti, il 28 giugno 2006 Messina Denaro scagliava la sua ira contro Provenzano per la leggerezza di essersi fatto trovare e arrestare con una montagna di pizzini.

Un uomo guardingo

Il capomafia trapanese si era mostrato freddo nella stagione in cui a fare la voce grossa nella mafia palermitana era Nino Rotolo che discuteva della strategia dell’intera Cosa Nostra nel box di lamiera adiacente alla sua villa, nel quartiere uditore di Palermo. Nel giugno 2006 Rotolo finì in carcere nel blitz denominato “Gotha”. In una delle intercettazioni Rotolo chiedeva ad Antonino Cinà: “Matteo dov’è… non è a Castelvetrano?”. Lo cercavano, ma lui si mostrava disinteressato.

Così come freddo si era mostrato nei confronti di Salvatore Lo Piccolo. Si racconta che quando il boss di San Lorenzo fu arrestato a Giardinello, stesse per raggiungerlo Franco Luppino, a bordo di una Panda verde, emissario di Messina Denaro, il quale preferiva non esporsi in prima persona.

Il boss in questi anni è diventato un fantasma. Rarissimi sono i segnali di un suo intervento. Ed ecco giustificato lo scetticismo di chi non crede che sia lui l’uomo del video: può uno come lui commettere la leggerezza di salire in macchina alle 10 del mattino in una zona per altro parecchio trafficata poiché vi passano i trasportatori dei prodotti coltivati nelle campagne?


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