Picanello, l'eredità dello spaccio: condanne pesanti del gup

Picanello, l’eredità dello spaccio: condanne pesanti del gup

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Il gruppo criminale sarebbe stato gestito da Salvatore Puglisi, detto Zicchinetta, e dal figlio Filippo. NOMI E PENE

CATANIA – Una sentenza che si attendeva da tempo. Ma il covid ha fatto slittare l’epilogo giudiziario del processo di primo grado figlio dell’inchiesta Eredità, che nel 2019 ha disarticolato alcune piazze di spaccio a Picanello. Il gup Luca Lorenzetti ha sposato in pieno – tranne una posizione – le richieste di pena del pm Rocco Liguori. Le pene sono pesanti, anche in considerazione del fatto che siamo davanti al rito abbreviato. 

La condanna più severa è quella espressa nei confronti di Salvatore Puglisi, detto Zicchinetta. L’imputato è stato condannato a 20 anni, il figlio Filippo invece a 14 anni. Stessa pena (14 anni) è stata inflitta a Giuseppe Nastasi. Sono 12 gli anni comminati a Sebastiano Guerrera, 8 anni a Sebastiano Giovanni Massimino e Anthony Nastasi. Infine 7 anni e 4 mesi ciascuno a Benedetto Accardi, Cesare D’Anna, Andrea Nicholas Urzì. 

Ad ottobre 2019 i carabinieri sono arrivati a Picanello per far scattare le manette a diversi indagati che avrebbero gestito alcune piazze di spaccio. L’inchiesta è scattata dopo l’arresto di alcuni pusher in via Timoleone. La presenza di Salvatore Puglisi in quella zona ha destato i sospetti degli investigatori anche in virtù delle dichiarazioni di Antonino D’Arrigo. Che ai magistrati ha spiegato che quella di Puglisi “é un’organizzazione familiare che non è associata ad alcun gruppo criminale, ma è vicina ai Morabito”. Quest’ultimi noti per i contatti con i fornitori albanesi di marijuana. Ed è proprio la marijuana il tipo di droga “smerciata” nella piazza di spaccio “gestita” di figli di Puglisi (da qui il nome del blitz Eredità). Ad incastrarli le telecamere piazzate dai carabinieri in alcuni punti nevralgici della zona vicino al Campo Scuola di Picanello. Così si è scoperto che si spacciava ad orari diurni e serali, dalle 13 alle 15,30 e dalle 19 alle 20. Per gli inquirenti il fatto che i pusher prima di cominciare il turno si recassero a casa dei Puglisi è la “prova” che padre e figlio dessero direttive precise sull’attività di spaccio. Da qui il ruolo di vertice di Zicchinetta senior e junior. 

Annuncia il ricorso in appello dopo le motivazioni che saranno depositate tra novanta giorni il difensore di Puglisi, l’avvocato Enzo Di Mauro. Il penalista apre una riflessione vista la severità della pena “alla normativa sull’associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga che non fa distinzioni circa la tipologia di stupefacenti. Una pena di venti anni in abbreviato per traffico di marijuana senza alcuna appartenenza mafiosa è equiparabile a reati come traffico internazionale di droga e omicidio. Io credo che questa pena sia profondamente ingiusta. Anche queste mie valutazioni saranno oggetto dell’impugnazione”, conclude l’avvocato Enzo Di Mauro. 

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