Violentata e ricattata dal fidanzato: i retroscena dell'orrore

Violentata e ricattata dal fidanzato: i retroscena dell’orrore

strupro di gruppo
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Emergono altri particolari sulle indagini dello stupro di gruppo.

CATANIA – Il suo ex fidanzato l’avrebbe costretta “a condividere” atti sessuali con altri suoi amici. Addirittura una volta con un sedicenne. L’ultimo rapporto, avvenuto in un garage insulso, è stato filmato con un cellulare. Il cellulare della stessa vittima. E quel video sarebbe stato usato anche per ricattarla, umiliarla e derubarla.

Non solo abusi, ma anche la scoperta di non essere abbastanza per il proprio ragazzo. Il suo (ex) fidanzato infatti  – da oggi in carcere insieme ad altri 3 per violenza sessuale di gruppo – avrebbe avuto una relazione con un’altra giovane. Quando la 20enne ha deciso di rompere il muro del silenzio e rivelare tutto di quel triangolo malato è stata minacciata di far vedere quel filmato ai suoi genitori. E lì allora ha prevalso la vergogna.

La ragazza è stata vittima di molte violenze. Prima del garage una violenza si sarebbe consumata in un casolare abbandonato. Un’altra avrebbe coinvolto anche un minore, che avrebbe abusato di lei sempre insieme al fidanzato orco. Un orrore durato mesi e mesi. Che poi sono diventati anni. Due anni. 

Qualcosa è scattata nella sua mente la scorsa estate. La giovane è andata dai carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania per svuotare la pancia, il cuore e la mente. Liberarsi da quell’incubo che però le ha lasciato profonde cicatrici nell’anima. 

Le indagini, coordinate dal pool diretto dal procuratore aggiunto Marisa Scavo, hanno portato a circoscrivere le responsabilità in capo ai quattro ragazzi: due ventenni e due ventunenni (tra questi anche l’ex fidanzato). La giovane avrebbe subito soprusi e abusi a sfondo sessuale da novembre 2019 a maggio 2021. È stato nell’ultimo mese che è avvenuto lo stupro di gruppo che poi è stato filmato con il cellulare della ventenne e poi inviato nel telefono di uno degli indagati. Ed è quel video – recuperato nel corso delle indagini che si sono svolte a giugno – ad essere la prova chiave dell’inchiesta. Il gip ha infatti accolto la richiesta dei pm ed emesso la misura cautelare nei confronti dei quattro. La procura dei Minorenni, intanto, sta approfondendo le accuse mosse nei confronti del sedicenne. 

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