L'attacco della Russia affossa le borse di tutto il mondo

L’attacco della Russia affossa le borse di tutto il mondo

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Il valore dell'oro e dell'alluminio sale alle stelle

La Russia ha affondato il primo attacco nei confronti dell’Ucraina e le borse hanno già avvertito un crollo. Nel frattempo sale vertiginosamente il Cboe Volatility Index, noto come “indicatore di paura” di Wall Street. La curva del Vix riflette le aspettative a lungo termine per la volatilità del mercato e un’inversione della curva suggerisce agli investitori di considerare le prospettive a breve termine più incerte di quelle a lungo termine. L’indicatore Cboe stima la volatilità implicita delle opzioni sullo S&P 500. Il Vix ha raggiunto il suo massimo a 82,69 nel marzo del 2020, in piena prima ondata del Covid. Ora si colloca a 33,7 con un balzo rispetto a venerdì scorso del 13,59%.

La borsa di Mosca ha riaperto le contrattazioni, il Moex l’indice in rubli crolla e registra addirittura un -13,95%. Perdite a due cifre anche per l’indice Rts, l’indice in dollari, con il -21%. La banca centrale russa ha annunciato “interventi” sul mercato dei cambi per “stabilizzare la situazione” dopo la caduta del rublo.  

A picco anche le borse. Hong Kong cede il 3,2%,Seul il 2,6%, Tokyo il 2%, Shenzhen il 2,2% e Shanghai l’1,5%. Così come quelle oceaniche. In Australia il listino ha perso il 2,99%, mentre quello neozelandese ha ceduto il 3,62%. Nel frattempo, in Cina, Shenzhen cede l’1,37%, Shanghai l’1,54% e Hong Kong il 3,19%. Nel resto dell’Asia, Tokyo è in ribasso dell’1,88%, Seul il 2,63% e Taiwan il 2,55%. Male anche Mumbai che scende del 2,51%.

I future sulle Borse europee aumentano le perdite dopo l’attacco russo in Ucraina. Il contratto sull’Eurostoxx 50 cede il 2,82%, quello sul Dax di Francoforte il 2,94% e quello sul Ftse di Londra l’1,99%. Negativi anche i future di Wall Street: quello sul Dow Jones scende dell’1,79%, quello sull’S&P 500 dell’1,74% e quello sul Nasdaq del 2,15%. 

Effetti anche sulle materie prime: l’oro tradizionale bene rifugio è salito sui massimi da 13 mesi a 1.948 dollari l’oncia, il Brent vola oltre i 100 dollari al barile per la prima volta il 2014 a 102,22 (+5,6%) dopo un massimo a 102,48 mentre il Wti scambia a 97,04 dollari al barile (+5,3%). La Russia è il terzo produttore di oro al mondo e il secondo di greggio. Prezzi record anche per l’alluminio, oltre il record del 2008, a 3.388 dollari la tonnellata. Balza il prezzo del gas a 87,45 euro al Mwh (+9%).


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