PARMA – Ha perso il marito durante il covid, l’assicurazione è stata condannata a risarcirla con 200mila euro, ma ora arriva la beffa. La donna, vedova e madre di due figli, è stata condannata a restituire la cifra e pagare anche le spese legali.
L’uomo, lavorava nel settore della vendita di automobili in una concessionaria, è deceduto il 27 marzo del 2020 a causa delle complicazioni dovute al Covid, e il Tribunale di Parma aveva accolto le tesi del legale della famiglia. Di diverso avviso, invece, i colleghi della corte d’Appello di Bologna che hanno completamente ribaltato la sentenza di primo grado, dando ragione all’assicurazione.
La vedova è stata anche condannata a pagare circa 24mila euro di spese legali, oltre alla restituzione dell’intera somma.
La donna e l’avvocato stanno valutando se ricorrere o meno in Cassazione contro le decisioni dei giudici, che scrivono: “Con ogni evidenza, nell’ipotesi del Covid-19 a risultare violenta non è tanto la causa, quanto piuttosto l’effetto e, pertanto, se l’infezione virale, pur avendo un effetto violento, non è conseguenza di una causa violenta, allora non si può far rientrare l’infezione da virus Covid-19 nella nozione di infortunio, richiamata nella polizza assicurativa”.
La polizza stipulata dall’uomo morto era una normale polizza sulla vita che indennizza gli infortuni, chiaramente il Covid non era stato previsto da nessun contratto assicurativo prima del 2020. La questione, tutta giuridico-interpretativa, è dirimente al fine di stabilire se la polizza integri, o escluda, il Covid dal novero dei rischi indennizzabili.

