Comune di Palermo, le opposizioni: "Manca il piano sul demanio marittimo"

Palazzo delle aquile, le opposizioni: “Manca il piano sul demanio marittimo”

Intervento congiunto dei gruppi progressisti

PALERMO – “Esprimiamo profonda indignazione per l’ennesimo ritardo nell’approvazione del piano di utilizzo del demanio marittimo (PUDM), trasmesso dal Comune di Palermo alla Regione Siciliana all’inizio di ottobre”.

Lo dicono i consiglieri e le consigliere del Partito Democratico (Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi), del Movimento 5 Stelle (Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli), di AVS (Giambrone e Mangano), di Oso (Argiroffi e Forello), del Gruppo Misto (Carmelo Miceli – per Progetto Civico Italia – e Giaconia), e Franco Miceli.

“La Regione avrebbe dovuto esprimersi entro 30 giorni, ma il termine del 6 novembre è scaduto senza alcun parere e, come se non bastasse, solo allo scadere è arrivata la richiesta di un’integrazione su un dettaglio irrilevante — le cosiddette “piste di lancio” dei pedalò — che farà perdere altro tempo prezioso. Eppure l’amministrazione aveva garantito che i tempi sarebbero stati addirittura più brevi”, aggiungono.

È da anni che Palermo aspetta. Anni di rinvii, incertezze e scuse, mentre il litorale resta in balia di interessi privati e particolari che prosperano nell’assenza di regole che impediscono anche i bandi. – spiegano – Ogni giorno di ritardo rappresenta un vantaggio per pochi e un danno per la città. Tutto ciò è ancora più grave oggi, in un momento in cui emergono allarmi su possibili infiltrazioni mafiose nella gestione delle spiagge si Mondello all’interno della società Italo Belga”.

“Di fronte a questo scenario, la trasparenza e la rapidità dovrebbero essere un dovere morale e politico. Invece, si continua a perdere tempo, lasciando spazio a opacità e convenienze. Chiediamo che Regione e amministrazione comunale si assumano fino in fondo le proprie responsabilità e approvino immediatamente il piano. – concludono – Palermo non può più permettersi di essere ostaggio di inerzia e interessi privati: servono regole chiare, legalità e tutela del bene pubblico”


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