CATANIA – C’è anche l’ex rettore dell’università di Catania Giacomo Pignataro, tra gli assolti del processo “Università bandita”. Alla sbarra per varie ipotesi legate direttamente a presunti concorsi truccati, c’erano complessivamente 51 imputati. In sei, tra cui l’ex rettore Francesco Basile, sono stati condannati. 45 sono invece gli assolti.
E il professore Giovanni Grasso, avvocato di Pignataro, degli ex direttori di Dipartimento Roberto Pennisi e Marina Paino, oltre che dei professori Ilde Rizzo, Orazio Licandro e Giampiero Leanza, dell’ex sindaco di Catania Enzo Bianco e della dottoressa Anna Garozzo, ha espresso “grande soddisfazione”.
Il verdetto: “Il fatto non è più reato”
L’esito del processo, spiega, ha visto l’assoluzione di tutti i suoi assistiti. “La linea strenuamente portata avanti dalla Procura della Repubblica, anche in sede di repliche, di chiedere l’applicazione della fattispecie di cui all’art. 353 bis c.p. (turbata di libertà nel procedimento di scelta del contraente), e di condannare, conseguentemente, gli imputati, è stata respinta con decisione del Tribunale”.
I giudici, sottolinea il professore Grasso, hanno “ritenuto di qualificare i fatti contestati sotto la abrogata fattispecie di abuso d’ufficio, assolvendo gli imputati perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato, senza entrare nel merito delle diverse imputazioni”.
La lettura del dispositivo
La sentenza è stata emessa dalla Seconda sezione penale del Tribunale di Catania. La Procura aveva chiesto 39 condanne e 12 assoluzioni. Il Tribunale, presieduto da Enza De Pasquale, giudici a latere Cristina Scalia e Mariaconcetta Gennaro, ha indicato in 90 giorni il termine del deposito delle motivazioni della sentenza.
Alla lettura del dispositivo in aula per la Procura erano presenti il capo dell’ufficio Francesco Curcio, l’aggiunta Agata Santonocito e i sostituti Raffaella Vinciguerra e Santo Di Stefano.

