PALERMO – E’ trascorso più di un mese dalla scomparsa di Salvatore Digrigoli, 49enne di cui non si hanno più notizie dal 18 gennaio. La preoccupazione dei familiari si fa così sempre più forte e la madre e la sorella si sono rivolte anche alla trasmissione televisiva “Chi l’ha visto”, per cercare di rintracciare l’uomo.

Originario di Mezzojuso, Salvatore abita a Marineo, da cui quel giorno è partito per raggiungere Palermo. “Io e mia madre siamo andate a casa sua perché dovevamo fare delle pulizie, lui ci ha fatto trovare le chiavi davanti alla porta. Non c’era e non ha più fatto rientro. In casa non abbiamo trovato il telefono, né il portafoglio con i documenti. Tutto sparito”, ha spiegato a LiveSicilia la sorella, che lancia ancora una volta un appello chiedendo l’aiuto di tutti.
“Viviamo un incubo, chi può ci dia una mano. Chi sa qualcosa si faccia avanti, perché non è possibile che una persona svanisca in questo modo. In casa mancano due zaini, ma non ci sono né il telefono, né il suo portafoglio con i documenti. Non riusciamo a capire cosa sia successo”. Salvatore Digrigoli, alto un metro e 86, magro, con capelli e occhi scuri, porta di solito una barba incolta, indossa gli occhiali da vista e, ultimamente, un berretto di lana scuro.

E aggiunge: “E’ attualmente in cerca di occupazione e frequenta un corso di formazione di giardinaggio in via Marchese di Villabianca a Palermo – prosegue Sofia -. Crediamo dovesse recarsi in città proprio per questo motivo. Viaggia in pullman anche quando deve andare a trovare il figlio, un bambino che ha avuto dalla sua ex compagna. L’abbiamo contattata, ma anche lei dice di non averlo più sentito dal 14 gennaio. Che fine ha fatto mio fratello? E’ un mistero che ci sta distruggendo”.
Un incubo lungo quaranta giorni, nel corso dei quali sono andate avanti le ricerche dei carabinieri che hanno battuto palmo a palmo il territorio di Marineo. Dopo una segnalazione sono state ispezionate anche le aree più impervie e sono entrati in azione anche i drone, ma di Salvatore non c’è ancora alcuna traccia.
L’avvocato Giuseppe Canzone, che si occupa del caso, si rivolge direttamente a Digrigoli: “Salvatore, se ti arrivano queste parole dai notizie alla tua famiglia. Tua mamma è distrutta, mi chiama ogni giorno, sperando in qualche minima novità che alimenti speranza, e le mie parole di conforto non bastano più. Se qualcuno sapesse qualcosa, per favore si faccia sentire. Un ringraziamento alla Procura di Termini e ai carabinieri, per l’incessante attività di indagine e di ricerca”.

