PALERMO – Un anno ciascuno di carcere e interdizione temporanea dai pubblici uffici. La terza sezione della Corte di appello di Palermo ha confermato la sentenza di condanna nei confronti di Gaspare Cusumano Gaspare, dirigente sanitario della polizia, e Salvatore Bosco, agente in servizio al centro operativo della Dia. Erano imputati per accesso abusivo al sistema informatico. Avrebbero agito per conto del chirurgo Gaspare Gulotta.
Gulotta sarebbe il mandante
Secondo l’accusa, l‘accesso abusivo era stato chiesto dal chirurgo Gaspare Gulotta (giudicato a parte come mandante, il processo è ancora in corso) per acquisire informazioni sull’ex genero Giovanni Zabbia, assistito dagli avvocati Massimo Motisi e Cinzia Calafiore, e della sua famiglia.
Risarcimento per il genero
Erano state piazzate delle microspie nella stanza di Gulotta, allora direttore della Chirurgia generale del Policlinico, nell’ambito dell’indagine “Università Allegra” e venne fuori la storia di Zabbia. In primo grado il giudice per l’udienza preliminare aveva stabilito la colpevolezza degli imputati senza però condannarli al risarcimento del danno in favore della parte civile.
La Corte, accogliendo l’appello degli avvocati Motisi e Calafiore, ha riconosciuto a Zabbia il risarcimento.
A muovere la vicenda sarebbe stata una questione di onore, una macchia da lavare ad ogni costo per salvaguardare il buon nome della famiglia Gullotta. I pm indagavano sui concorsi truccati per lavorare al Policlinico ed hanno scoperto che c’era dell’altro.
Il matrimonio della figlia era naufragato. Gulotta si sarebbe attivato per cercare informazioni sul genero che potessero danneggiarlo e avrebbe chiesto aiuto ai due imputati. A Zabbia veniva rimproverata una relazione extraconiugale, negata dall’uomo che l’ha sempre definita un’invenzione voluta per demolirne immagine e credibilità.

