PALERMO – “Il manager Iacolino, sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione, è uno dei protagonisti dello sfascio della sanità siciliana e delle commistioni con la politica. Come Cgil la nostra posizione e le nostre denunce sulla sua inadeguatezza sono sempre state chiare e puntuali ma dal governo regionale non abbiamo mai avuto risposte. Ora che emergono ipotesi di reato di estrema gravità è proprio il caso che il presidente della Regione lo sospenda da tutti gli incarichi”. Lo dice Alfio Mannino, segretario generale della Cgil Sicilia.
“Quadro inquietante”
“In generale – aggiunge Mannino – il quadro che emerge, di infiltrazioni mafiose nell’amministrazione e intrecci con burocrati a loro volta legati alla politica è inquietante. Ma su questo gli allarmi non sono mai cessati, senza che dalla politica fossero mai venuti provvedimenti per far da barriera a corruzione e infiltrazioni che puntualmente vengono alla luce grazie alle indagini della magistratura, coinvolgendo figure di primo piano”.
Micari (Italia Viva): “Interdetti”
“La notizia delle indagini a carico di Salvatore Iacolino per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata lascia, ancora una volta, interdetti”. Lo dice Fabrizio Micari, componente del direttivo di Iv Sicilia, a proposito dell’indagine della Procura di Palermo.
“Accuse gravissime, aver messo a disposizione di un boss amico una vera e propria rete di contatti e relazioni alla Regione. Le indagini faranno il loro corso e il nostro garantismo permane. Ma ancora una sembra venire alla luce uno spaccato di contiguità tra la politica regionale e gli interessi criminali che preoccupa e purtroppo avvelena la nostra terra. Occorre una rivoluzione culturale, dobbiamo offrire, e già lo stiamo facendo, una vera alternativa a questa Regione nel segno della trasparenza e del rigore dell’amministrazione”, conclude.
Catanzaro (Pd): “Indagine pesa come un macigno”
“Un’indagine che pesa come un macigno sul governo Schifani. Ancora una volta emerge uno spaccato inquietante, con la sanità piegata ad uso e consumo degli interessi del devastante connubio tra criminalità e politica. Il tutto mentre ai siciliani viene quotidianamente negato il diritto alla salute. Di fronte a questa ennesima, pesantissima indagine, il presidente Schifani ha il dovere di fermarsi: le inchieste che stanno schiacciando il suo governo dovrebbero fargli capire che è arrivato al capolinea”. Lo dice Michele Catanzaro capogruppo del Pd all’Ars a proposito dell’indagine che coinvolge tra gli altri il manager del Policlinico di Messina Salvatore Iacolino.
La Vardera (Controcorrente): “Quadro agghiacciante”
“Quello che sta emergendo dalla stampa è agghiacciante. Iacolino il super-manger voluto da Schifani indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata. Mentre Bernardette Grasso, in quota Forza Italia, avrebbe, secondo quanto dicono gli inquirenti, avuto rapporti con un boss. Sono senza parole e Schifani non può ancora una volta stare in silenzio. Questo governo non ha più una maggioranza degna di stare in quel palazzo. Gran parte di loro è indagata e inquisita, per ultimo ancora Mancuso sempre in quota Forza Italia che prendeva mazzette. Questa storia deve finire, Schifani si sta dimostrando il peggior governatore di sempre, trasformando la nostra Sicilia in una barzelletta. Mi auguro che dopo quest’altra notizia, che ha fatto a pezzi la morale e la decenza, oltre a revocare Iacolino e far dimettere la Grasso, si dimetta anche lui, così da restituire alla nostra Isola la libertà che merita”, lo dichiara il deputato Ismaele La Vardera, capogruppo di Controcorrente.
Barbagallo (Pd): “Alla regione si fanno affari e i pazienti emigrano per cure”
“È l’ennesima indagine sulla corruzione che travolge la regione siciliana. E che riguarda stavolta uno dei massimi vertici della sanità che addirittura, secondo l’inchiesta della procura di Palermo, sarebbe stato in contatto anche con un boss mafioso. È questo, senza ombra di dubbio, il governo peggiore della storia della nostra regione, che schiaccia l’occhio ai sistemi di potere che riescono ad infiltrarsi drenando fondi e risorse dal servizio sanitario regionale, svilito e depotenziato. Nelle stanze del potere si fanno affari mentre i pazienti siciliani sono costretti ad attendere 8 mesi per un referto istologico, arrivato oltre il tempo massimo, mentre in tanti ricorrono alle cure fuori dalla regione. Per fortuna ancora una volta la magistratura, libera e indipendente, al quale rivolgo un plauso e forte vicinanza, è riuscita a sventare l’ennesimo episodio di corruzione, senza guardare in faccia nessuno. Proprio ciò che il centrodestra vorrebbe impedire punendo i magistrati che non si allineano ai voleri del governo”. Lo dichiara il segretario regionale del Pd Sicilia, Anthony Barbagallo.
Di Paola (M5s): ” La politica deve rimanere fuori dalla sanità, Schifani si dimetta”
“Mentre i siciliani aspettano mesi per una visita o un ricovero nelle strutture siciliane, una nuova pesante inchiesta giudiziaria svelerebbe l’ennesimo caso di corruzione nei piani alti della sanità regionale. L’inchiesta che coinvolge Iacolino, già eurodeputato di Forza Italia e oggi ai vertici della sanità siciliana è un fatto gravissimo. Il presidente della Regione non riferisce in aula su uno scandalo che ne scoppia subito uno nuovo. Il presidente Schifani prenda atto del fallimento e si dimetta. La politica deve stare fuori dalla sanità”. Lo dichiara il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle e Vice presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Nuccio Di Paola a proposito dell’indagine, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia, che coinvolge il super burocrate della sanità siciliana Salvatore Iacolino.
De Luca (M5s): “Ennesimo macigno sul governo”
“L’ennesimo, pesantissimo macigno sul governo Schifani”. È lapidario il commento del capogruppo del M5S Antonio De Luca sull’inchiesta che vede indagato, con accuse pesantissime, Salvatore Iacolino, ovvero “uno degli ingranaggi più importanti del motore della sanità siciliana ed ex eurodeputato di Forza Italia” e che ha portato in carcere un dirigente regionale.
“Seppur consapevoli che indagato non è sinonimo di condannato – continua De Luca – non possiamo non sottolineare il fatto che questa legislatura passerà alla storia per il grandissimo numero di assessori, deputati, dirigenti, funzionari e uomini espressione o comunque vicinissimi al governo Schifani finiti sotto la lente dei magistrati e quasi sempre col silenzio assordante del presidente della Regione che sulla disastrosa situazione della sanità si è sempre rifiutato di venire a riferire in Aula. Alla luce di queste nuove e gravissime notizie appare quasi superfluo dire che la recente nomina di Iacolino a direttore Generale del Policlinico di Messina va sospesa, mentre è invece ancora più impellente la necessità che il presidente Schifani venga in Aula a riferire sul disastro della sanità e in quella sede presenti le proprie dimissioni. Non è ammissibile che la legislatura prosegua in queste condizioni di inagibilità assoluta dell’aula e del governo”.
Calenda (Azione): “Togliere sanità, rifiuti e acqua dalle mani dei banditi”
“Cosa altro deve accadere, Giorgia Meloni, per decidere di commissariare sanità, rifiuti e acqua e levarli dalle mani di banditi che usano i servizi pubblici come loro feudi privati? Eravate contro le Regioni e vi ispiravate a Borsellino e ora siete in mezzo a questo schifo”. Lo dice Carlo Calenda, leader di Azione, commentando l’ultima inchiesta della Procura di Palermo.
Giambrone: “Con quali criteri vengono individuati i manager della sanità?”
“L’ultima inchiesta della Procura di Palermo conferma, se ce ne fosse stato bisogno, che la mafia, anche attraverso la corruzione di funzionari pubblici infedeli, riesce a infiltrarsi nella macchina amministrativa regionale per mettere le mani su settori strategici come sanità e rifiuti. Mi chiedo come il presidente Schifani possa giustificare che un dirigente arrestato e sotto processo per corruzione sia rimasto al suo posto, anzi sia stato sollecitato a restare in servizio oltre l’età pensionabile, come fosse una risorsa irrinunciabile”.Lo dice il portavoce regionale di Europa Verde Sicilia Fabio Giambrone dopo l’inchiesta della Procura di Palermo su un giro di mazzette che il dirigente regionale Giancarlo Teresi avrebbe intascato da un imprenditore mafioso. “Mi domando anche con quali criteri, se non quelli dei legami politici e amicali, vengano individuati i manager della sanità regionale”, commenta Giambrone in riferimento al coinvolgimento nell’indagine anche di Salvatore Iacolino, nominato direttore generale del Policlinico di Messina solo pochi giorni fa.
Conte (M5s): “Giorgia Meloni perchè non stacca la spina?”
“Supermanager della sanità scelto dal centrodestra in Sicilia viene indagato per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione. Prima era scoppiato lo scandalo degli appalti truccati in sanità ed era stato arrestato il portavoti Totò Cuffaro. Nel frattempo le liste d’attesa esplodono e passano anche 8 mesi per un referto istologico su un tumore. Giorgia Meloni dov’è? Non aveva detto di essersi impegnata in politica per Paolo Borsellino?”.
Lo scrive sui social il leader M5s Giuseppe Conte. “Perché non stacca la spina a questa scandalosa amministrazione? Anziché chiedere i voti per far passare una riforma che salva i politici dalle inchieste della magistratura si occupi di rafforzare i controlli e le norme contro corruzione e mazzette che il suo Governo sta indebolendo giorno dopo giorno. Questo degrado è inaccettabile”, conclude Conte.
Lombardo (ScN): “Schiaffo alla credibilità della maggioranza”
“Le notizie che stanno emergendo in queste ore sulla vicenda che riguarda Salvatore Iacolino destano forte preoccupazione e impongono la massima trasparenza su quanto accaduto”. Lo dichiara Pippo Lombardo, deputato di Sud chiama Nord e componente della Prima commissione all’Ars.
“Sud chiama Nord – prosegue Lombardo – in sede di Commissione aveva espresso parere negativo rispetto alla nomina di Iacolino, manifestando perplessità che oggi, alla luce di quanto sta emergendo, assumono un peso ancora più evidente. La nostra posizione è agli atti della Commissione ed è facilmente verificabile nei verbali ufficiali”.
“A differenza di altre forze politiche che hanno scelto di sostenere quella nomina o di rifugiarsi in un disimpegno strategico, Sud chiama Nord ha assunto una posizione chiara e coerente. Questa vicenda – conclude Lombardo – rappresenta l’ennesimo schiaffo alla credibilità della maggioranza di governo regionale, incapace ancora una volta di garantire scelte improntate a trasparenza e rigore».
Montalto di Avs: “Inaccettabile degrado etico delle istituzioni”
“L’arresto di Giancarlo Teresi, dirigente del dipartimento Infrastrutture marittime e portuali e l’accusa al neo direttore generale del Policlinico di Messina, ex deputato europeo del Pdl e noto esponente del centrodestra siciliano, Salvatore Iacolino per concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione aggravata, confermano un quadro gravissimo e desolante del sistema di corruzione e connivenza che in Sicilia non risparmia nulla e controlla tutto, compresa la salute delle cittadine e dei cittadini. Una realtà che Alleanza verdi sinistra denuncia da tempo”. Lo afferma Pierpaolo Montalto segretario regionale di Sinistra italiana-Avs.
“Il grande timore – aggiunge – è che la sanità pubblica venga svenduta ai poteri criminali, il sospetto legittimo è che questo governo regionale pretenda il controllo assoluto della sanità pubblica per distruggerla e favorire chi fa profitto sulle malattie e sulla sofferenza. La certezza è che il degrado etico delle istituzioni siciliane è ormai inaccettabile. In questo quadro, le responsabilità di Schifani e di tutta la sua maggioranza sono gravissime. Per questo – conclude Montalto – domani tutto il campo progressista sarà a Palermo per chiedere le immediate dimissioni di un governo della Regione la cui maggioranza è costantemente travolta dagli scandali giudiziari e che ormai risulta privo di qualsiasi credibilità istituzionale”.
Mpa-Grande Sicilia: “Ora un radicale risanamento”
“E’ prassi augurare che i reati addebitati all’ex DG della Sanità Iacolino si rivelino privi di fondamento. Ed è amara consolazione ricordare che alla vigilia della sua ultima designazione a DG del policlinico di Messina da Mpa si chiedeva di “differire sollecitando “una specifica attenzione ai contesti, alle competenze, ai curricula. Ovvero ricordare l’allarme lanciato circa due anni fa su “la sanità al disastro”. Lo si legge in una nota del coordinamento regionale del Mpa.
Intanto da allora sono seguiti fatti di enorme gravità e continuano ad accaderne. Ne’ si può tacere sulla trappola tesa a danno dell’Ars e dei Comuni contenuta nell’art. 10 del DDL Enti Locali. Si può non disvelare chi l’ha concepita e fatta approdare in aula?”. “Si può tollerare che un DG ( specie in sanità) a scapito della dignità del suo ruolo agisca agli ordini della “mala politica”? Si sente il Presidente di avviare un piano di radicale, radicale, radicale risanamento, emarginando l’arroganza, l’abuso, l’affarismo? Non è facile, stando così le cose, ma è un tentativo che va fatto, purché all’insegna del rigore e dell’intransigenza. Non mancherà, in questo caso, il contributo di Mpa-Grande Sicilia“.

