PALERMO – La necessità di risolvere un muro contro muro che va avanti da troppo tempo e che rischia di danneggiare il partito, partendo dalla “inviolabilità” del segretario Anthony Barbagallo ma garantendo, al tempo stesso, agibilità politica a tutte le correnti di pensiero. È un sentiero stretto quello sul quale si muove la segreteria nazionale del Partito democratico, che non ha mai tolto l’occhio dalle fibrillazioni siciliane.
La guerra nel Partito democratico siciliano
Nell’Isola lo scontro aperto tra Barbagallo e i suoi oppositori ha superato da un pezzo il primo anno di età. Era il gennaio del 2025 quando un’infuocata assemblea del partito all’hotel Astoria di Palermo diede il via al regolamento voluto dal segretario uscente per il congresso regionale. Urla, spintoni e accuse sancirono la spaccatura con Barbagallo, che verrà poi riconfermato nel suo ruolo a giugno.
Pd, il Nazareno in campo per mediare in Sicilia
Carica che viene contestata da un’anima consistente del Pd siciliano, con uno zoccolo duro nel gruppo parlamentare all’Ars. Roma, però, continua a cercare la mediazione tra le parti. Dal Nazareno si tesse la tela del dialogo. La segretaria Elly Schlein a dicembre ha ascoltato le ragioni del fronte che si oppone a Barbagallo. Un tentativo che ha preso corpo in gran segreto, finora però ogni ipotesi di distensione si è fermata sempre allo stesso punto: quel ‘no’ al riconoscimento di Barbagallo che viene respinto con forza da Roma.

Barbagallo “resta segretario”
Davanti a questo aut-aut l’incomunicabilità resta tale. L’area Schlein in Sicilia, pur con i dubbi emersi nelle ultime settimane sull’approccio duro della segreteria regionale nel rapporto con gli oppositori interni, non intende mettere in discussione Barbagallo. Il segretario “resta segretario”, è il messaggio che arriva da Roma: sul resto si potrà discutere percorrendo quel sentiero che ad oggi appare ancora tortuoso.
Il Pd tra i ricorsi e l’orizzonte delle elezioni
Al Nazareno cresce la preoccupazione per un partito che in Sicilia, a fronte di divisioni così profonde, potrebbe arrivare decisamente indebolito alle prossime scadenze elettorali. L’assemblea dell’Astoria ha innescato una serie di ricorsi interni, con l’ultima parola che toccherà alla Commissione nazionale di garanzia. La lite tra i dem è infine sbarcata anche nelle aule della giustizia civile, come era stato preventivato da LiveSicilia: un atto di citazione è stato presentato da nove iscritti per chiedere al tribunale di Palermo di verificare la correttezza nelle procedure del congresso. Lo sguardo di Roma è rivolto alle Regionali ma anche alle Politiche, che potrebbero essere più vicine rispetto alla scadenza naturale.
La soluzione al ‘caso Sicilia’ che agita il Pd
In quest’ottica la segreteria nazionale, come confermano fonti autorevoli, intende trovare “una soluzione” al caso Sicilia garantendo “agibilità politica” a tutte le correnti di pensiero. Il punto di caduta, va da sé, saranno le liste da mettere in campo per le elezioni politiche. “Un Partito democratico siciliano diviso – è il ragionamento di chi lavora per riavvicinare le parti – sarebbe un partito debole e più ‘permeabile’ anche rispetto alle candidature esterne” che potrebbero essere paracadutate nell’Isola.

Il dibattito sul campo ‘larghissimo’
Trovare una tregua, se non addirittura la pace, è quindi nell’interesse di tutti, senza dimenticare che un Pd più compatto potrebbe dire la sua con maggiore forza anche nel dibattito in corso sul campo largo siciliano. Su questo fronte, infatti, non si registrano passi avanti. Qualcosa si muoverà dopo le Amministrative. Al momento l’ultimo scossone risale al ‘no’ espresso da Avs e Controcorrente rispetto all’allargamento dell’area progressista a Cateno De Luca.
Dopo il voto per le Comunali il dialogo sarà inevitabilmente più semplice e anche le scelte che ora appaiono improbabili, smaltite le scorie della campagna elettorale (soprattutto quella di Messina dove De Luca fa corsa a sé con Federico Basile), potranno essere digerite con maggiore facilità. Il tutto a patto che sia lo stesso Partito democratico a risolvere, in primis, i suoi turbamenti interni per provare poi a formulare una propria proposta agli alleati.
Sicilia, il toto-candidati nel campo largo
In un campo nel quale al momento c’è la candidatura di Ismaele La Vardera, sostenuto dal suo Controcorrente e da Avs, in casa dem c’è chi, da tempo, pensa al segretario regionale della Cgil Alfio Mannino. Il sindacalista, che da tempo interviene nel dibattito pubblico regionale su più temi (sanità su tutti) è una delle frecce all’arco di Schlein in un panorama,quello del campo largo, che però dovrà fare i conti anche con le aspirazioni del Movimento cinque stelle guidate in Sicilia dal vice presidente dell’Ars Nuccio Di Paola.

