PALERMO – “L’alta affluenza alle urne e la notevole partecipazione al voto dei giovani sono gli anticorpi democratici che questo referendum ci consegna. Ciò che ha impedito la messa in discussione della separazione dei poteri e l’indebolimento della tutela dei diritti del cittadino comune. Un risultato frutto dell’impegno e della passione civile, in difesa della Costituzione, non solo di tanti magistrati ma di gruppi, comitati, associazioni, singoli cittadini, avvocati, sindacalisti, insegnanti, giornalisti”.
Lo ha detto, commentando la vittoria del no al referendum, Piergiorgio Morosini, presidente del Tribunale di Palermo. “Siamo reduci da settimane di alta tensione – ha aggiunto – il confronto tra diverse posizioni non di rado ha toccato punte di asprezza preoccupanti, scadendo nell’invettiva e finanche nelle offese personali. Ricordiamoci che la stragrande maggioranza di giudici e pubblici ministeri cerca, ogni giorno, di fare il suo dovere senza riflettori e tra mille difficoltà. Ed è lontana anni luce dalle descrizioni denigratorie che si sono sentite in questi giorni”.
“Da oggi – ha sottolineato Morosini – dobbiamo fare appello al senso di responsabilità di ogni attore del mondo giudiziario per ricostruire canali di dialogo e collaborazione in vista della elaborazione comune di risposte credibili e praticabili ai problemi veri della giustizia. Primi tra tutti: la durata ragionevole dei processi civili e penali; le piante organiche, la digitalizzazione; l’uso dell’intelligenza artificiale; la condizione delle carceri”.
“Coloro che si sono trovati sui diversi fronti della contesa referendaria – ha concluso il presidente del Tribunale di Palermo – devono lasciarsi alle spalle le polemiche delle ultime settimane per costruire assieme una giustizia migliore di quella attuale conservando il valore dell’uguaglianza di tutti i cittadini davanti alla legge”.

