Campo largo, il referendum e il rischio sconfitta

Campo largo, l’ebbrezza referendum. Il ‘rischio’ fuga per la sconfitta

Palazzo d'Orleans
La vittoria del No non basterà a vincere ancora
GLI SCENARI
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2 min di lettura

Una fuga per la sconfitta? Ecco cosa ‘rischia’ il centrosinistra siciliano, se deciderà di lasciarsi prendere dall’ebbrezza per il successo referendario, che pure c’è stato, nettissimo. La percentuale nell’Isola e a Palermo non offre diverse chiavi di lettura. Il centrodestra ha globalmente perso, per svariate ragioni, compresa la mancanza di mobilitazione del suo elettorato.

In attesa che l’ira della premier Giorgia Meloni varchi lo Stretto, se mai accadrà, da più voci dell’opposizione si lancia una sorta di manifesto-appello nel tentativo di non andare incontro a rinnovabili catastrofi. Due protagonisti della sinistra palermitana, Leoluca Orlando e Fausto Melluso, avvertono, dal loro punto di vista, il pericolo di un’inerzia.

Quale sarebbe questo ‘pericolo’? Una sorta di pensiero magico per cui sarà sufficiente attendere che i consensi al No, maturati nell’ambito della consultazione referendaria, si trasferiscano alle amministrative, alle regionali, alle politiche. E, oplà, l’erigendo campo largo, come per incanto, innalzerà le sue bandiere, con vista sull’ambito premio di Palazzo d’Orleans (nella foto), di Palazzo delle Aquile, di Palazzo Chigi…

Peccato che la realtà sia un commensale ostinato al tavolo di ogni illusione. Il suddetto campo largo, in Sicilia, sconta numerose contraddizioni e dovrà risolverle per competere. Non c’è un profilo originario, c’è una opposizione reattiva che ha buon gioco nell’infilarsi tra le contraddizioni del centrodestra. Ma il No, sufficiente per sbarrare la strada a una riforma, ha l’obbligo di trasformarsi nel Sì denso di contenuti, in un progetto di vittoria elettorale.

Si discute e si discuterà – non è detto con modalità serene, anzi… – sui candidabili, che sono più di uno. Ci sono state e verosimilmente ci saranno divisioni-polemiche sul perimetro. Cateno De Luca sì o Cateno De Luca no? E sono solo alcune delle contraddizioni in atto, Pd compreso. Storie già narrate, in cronaca attuale e nel passato, che non compongono, pure dopo il referendum, un oroscopo favorevole.

Siamo alla vigilia di turni elettorali ravvicinati. Il nutritissimo popolo del centrodestra regionale, che ha un po’ disertato le urne del referendum, tornerà compatto, per fare quello che gli riesce meglio: vincere. Se il centrosinistra vorrà giocarsi davvero la partita, dovrà mettere a disposizione qualcosa di più dei suoi sogni a occhi aperti.

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